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Indennità per il pregiudizio subito da beni non espropriati nel diritto di proprietà: art. 46 L. 2359/1865


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
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A INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> AVENTI TITOLO E OGGETTO

L'indennità dovuta dalla p.a. ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 46 per i danni cagionati dall'esecuzione di un'opera pubblica a soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo è ipotesi diversa da quella contemplata dalla stessa disposizione, relativa all'asservimento del fondo, che trova causa nella procedura espropriativa.

La disposizione di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, prevede uno speciale indennizzo in favore del privato che abbia conservato la titolarità dell'immobile, ma subito, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubblica, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente. Il riconoscimento di tale indennizzo non compete, dunque, al proprietario espropriato e postula che non sia intervenuto esproprio.

L'indennità prevista dall'art. 46 L. 25 giugno 1865, n. 2359 spetta al proprietario che, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubblica, perda ovvero subisca limitazioni nell'esercizio del preesistente diritt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o alla strada pubblica o nella titolarità di servitù attive o si veda il proprio fondo smembrato o intercluso.

La pretesa inerente allo speciale indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, prescinde dall'esistenza di un provvedimento ablativo, ed anzi postula che non sia intervenuto esproprio e che il privato abbia conservato la titolarità dell'immobile, subendo, peraltro, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubblica, la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente, e dunque non compete al proprietario espropriato.

L'indennità di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46 presuppone il pregiudizio arrecato dall'opera pubblica ai terzi proprietari di fondo non toccati direttamente dall'espropriazione; come tale, non è cumulabile con l'indennità di espropriazione, di per sé onnicomprensiva di ogni nocumento arrecato all'immobile ablato (principio di unicità dell'indennità di esproprio).

Ai fini del riconoscimento del danno ex art. 46 L. n. 2359/1865, è fermo ed ineludibile il presupposto della titolarità del fondo; l'attribuzione indennitaria tutela, infatt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta o diminuzione delle facoltà essenziali inerenti al godimento dell'immobile nella sua intrinseca ed originaria destinazione e non anche l'esercizio di attività di fatto che vi sono espletate da terzi, neppure se consistenti nell'esercizio di un'azienda commerciale o industriale.

In ipotesi di espropriazione parziale di un fondo, la perdita di valore della zona residua che resta in proprietà del privato non trova tutela nell'art. 46 della L. n. 2359 del 1865, che prevede un indennizzo a favore del terzo che, pur non avendo subito l'espropriazione, riceve pregiudizio dall'esecuzione o dall'esercizio legittimo dell'opera pubblica; la norma è invocabile anche dal soggetto espropriato, ma solo per aree di sua proprietà non connesse a quelle ablate, per le quali egli è da qualificare "terzo" rispetto alla procedura espropriativa.

L'art. 46 l. n. 2359/1865 è invocabile anche dal soggetto espropriato, ma solo per aree di sua proprietà non connesse a quelle ablate, per le quali egli è da qualificare "terzo" rispetto alla procedura espropriativa e come tale legittimato a proporla (non a caso la rubrica dell'art.44 del D.P.R. n. 327 del 2001, che ricalca letteralmente il vecch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della L. n. 2359 del 1865, riporta la dizione "indennità dovuta al titolare del bene non espropriato).

L'indennizzo ex art. 46 L. n. 2359 del 1865 è riconosciuto anche al proprietario del fondo non espropriato che, dalla esecuzione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, abbia subito una permanente diminuzione di valore del fondo per la ridotta possibilità di esercizio del diritto di proprietà. L'indennizzo compensa il proprietario non espropriato che abbia comunque dall'esecuzione dell'opera di pubblica utilità perso o diminuito l'esercizio delle facoltà di un diritto soggettivo.

La norma di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46 è rilevante solo in caso di procedura espropriativa o di asservimento relativa a terzi, nel quale "la esecuzione dell'opera pubblica" dia luogo alla costituzione di una servitù o a un danno permanente a soggetti estranei alla procedura ablatoria, come emerge anche dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 44.

La L. n. 2359 del 1865, art. 46 disciplina due diverse e non confondibili fattispecie: a) 1'asservimento del fondo, che trova causa nella procedura espropriativa definita o da definire mediante decreto ablatorio (di asservimento); b... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...permanente derivante dalla perdita o diminuzione di un diritto in conseguenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, il quale riguarda quei soggetti che, quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato, ne siano rimasti completamente estranei.

L'indennizzo dovuto ai sensi dell'art. 46 L. n. 2359/1865 non compete al proprietario del fondo espropriando, già indennizzato sia per l'occupazione temporanea che per l'espropriazione o l'asservimento, ma esclusivamente ai proprietari degli immobili circostanti l'opera pubblica, non assoggettati alla procedura espropriativa.

La tutela predisposta dalla L. n. 2359 del 1865, art. 46 non richiede necessariamente che la situazione contemplata venga a determinarsi in conseguenza di un procedimento espropriativo, ma è diretta alla tutela dei soggetti che (quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato) o ne siano rimasti completamente estranei (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno non già per effetto della mera separazione (per esproprio) di una parte di suolo, bensì in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa.

La norm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 46 Legge n. 2359/1865 è diretta alla tutela dei soggetti che, quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato, o ne siano rimasti completamente estranei (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno non già per effetto della mera separazione (per esproprio) di una parte di suolo, bensì in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa.

La L. n. 2359 del 1865, art. 46, comma 1, prevede l'obbligo di corrispondere un'indennità ai proprietari dei fondi che dall'esecuzione di un'opera pubblica vengano a soffrire un danno permanente derivante dalla perdita o dalla diminuzione di un diritto.

L'art. 46 della legge 2359/1865 che, in quanto mira a reintegrare una perdita patrimoniale (pregiudizio effettivo e attuale), costituisce debito di valore, è applicabile nei confronti di chi, pur non avendo subito un'espropriazione, riceve un pregiudizio dall'esecuzione o dall'esercizio legittimo dell'opera pubblica e prevede un indennizzo in favore dei proprietari di immobili pregiudicati in modo permanente per effetto della realizzazione di un opera di pubblica utilità (responsabilit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... atti legittimi).

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> AVENTI TITOLO E OGGETTO --> OCCUPAZIONE TEMPORANEA

Il richiamo al principio di onnicomprensività dell'indennità di espropriazione non è pertinente in una fattispecie in cui nessun indennizzo di espropriazione è stato riconosciuto alla luce dell'occupazione solo temporanea del fondo, il cui proprietario resta dunque terzo rispetto all'attività lecita della Pubblica amministrazione consistente nell'esecuzione dell'opera pubblica; ne consegue, nel caso di specie, l'applicabilità dell'art. 46 della L. n. 2359/1865.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> BENE INDIVISO

Deve escludersi l'applicabilità dell'art. 40 L. n. 2359/1865 in ipotesi in cui oggetto di espropriazione sia un bene comune a più proprietà; nella specie infatti non vi è lo smembramento di un immobile oggetto di un diritto unico e appartenente ad uno stesso soggetto. Tale indennità è astrattamente collegabi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onda previsione della L. n. 2359/1865, art. 46, comma 1, sempre che non si tratti di pregiudizio destinato ad incidere indistintamente su ogni proprietà che si trovi in prossimità di essa.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> CONDIZIONI

La L. n. 2359 del 1865, art. 46 disciplina due fattispecie diverse e non confondibili: a) l'asservimento del fondo, che trova causa nella procedura espropriativa definita o da definire mediante apposito decreto, il quale ne costituisce condizione indispensabile; b) il danno permanente derivante dalla menomazione, diminuzione o perdita di una o più facoltà inerenti al diritto dominicale in conseguenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, subito da soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno non per effetto della mera separazione (per esproprio) di una parte di suolo, ma in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte non espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa.

La disposizione dell'art. 46 L. n. 2359/1865 &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile allorché la riduzione della godibilità di un l immobile e/o la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà (non marginali) del diritto dominicale si manifesti in conseguenza dell'esecuzione o della presenza dell'opera pubblica, ovvero della sua utilizzazione in conformità della funzione per la quale è stata progettata e realizzata ed arrechi al proprietario, un pregiudizio permanente (c.d. espropriazione larvata), che viene dalla norma riparato - malgrado il carattere legittimo dell'opera pubblica realizzata - in base al principio pubblicistico di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo, senza che questo ne sia indennizzato.

Lo speciale indennizzo di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 46 prescinde dall'esistenza di un provvedimento ablativo ed, anzi, postula che non sia intervenuto esproprio e che il privato abbia conservato la titolarità dell'immobile, subendo, peraltro, per effetto dell'esecuzione dell'opera pubblica, la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente.

Riguardo all'applicazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...46 DPR 327/2001 (poi 44 del T.U. Espropriazioni), le condizioni che devono sussistere sono tre: a) l'attività lecita della P..A. consistente nella realizzazione e gestione dell'opera pubblica; b) la produzione di un danno permanente che si concreti nella perdita o nella diminuzione di un diritto; c) il nesso di causalità tra l'esecuzione e gestione dell'opera pubblica e il danno, che deve essere sempre causalmente ricollegabile a tale causa lesiva. L'obbligo di indennizzo si fonda sul principio pubblicistico di giustizia distributiva, secondo cui le conseguenze economiche pregiudizievoli causate da opere dirette al conseguimento di vantaggi pubblici non possono ricadere su un solo privato o su una ristretta cerchia di privati, ma devono essere sopportate dalla collettività.

Per l'applicazione della responsabilità della p.a. per attività legittima stabilita dalla L. n. 2359 del 1865, art. 46, 1^ ipotesi, non è sufficiente il verificarsi di un pregiudizio permanente alla proprietà immobiliare privata in seguito alla esecuzione di un'opera pubblica, ma è necessario anzitutto, come si ricava dallo stesso tenore della norma, che il danno suddetto derivi "dalla perdita o dalla diminuzione di un diritto".<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'art. 46 L. n. 2359 del 1865 è destinato a trovare applicazione in tutte le ipotesi in cui la perdita di valore di un immobile per effetto della menomazione di una o più facoltà del diritto dominicale sia conseguenza della legittima realizzazione di un'opera pubblica e trova il suo fondamento in un principio di giustizia distributiva per il quale non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che questo sia equamente indennizzato. Tale diritto all'indennizzo, presupponendo un atto legittimo della P.A., si distingue dal risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. che presuppone invece un fatto doloso o colposo della Pubblica Amministrazione.

L. n. 2359 del 1865, art. 46, presuppone il verificarsi di un pregiudizio permanente alla proprietà immobiliare privata in seguito all'esecuzione dell'opera, postulando l'esistenza di un nesso di causalità tra il danno prodotto ed il diritto dominicale con tutte le sue facoltà di godimento attribuite dall'ordinamento, perciò opportunamente estese da dottrina e giurisprudenza fino a comprendere ogni loro compressione o riduzione, come esemplificativamente, le limitazioni o maggiori difficoltà di accesso a terreni e fabbr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e comportino diminuzione del valore di scambio.

L'art. 46 della L. n. 2359 del 1865 disciplina il danno permanente derivante dalla perdita o diminuzione di un diritto in conseguenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, che riguarda quei soggetti che, quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato, ne siano rimasti completamente estranei (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno non per effetto della mera separazione (per esproprio) di una parte di suolo, ma in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte non espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa ovvero in conseguenza della sua utilizzazione in conformità della funzione cui è destinata.

L'art. 46 della L. n. 2359/1865 è invocabile allorché la riduzione della godibilità di un loro immobile e/o la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà del loro diritto dominicale si manifesti in conseguenza dell'esecuzione o della presenza dell'opera pubblica, ovvero della sua utilizzazione in conformità della funzione per la quale è stata progettata e realizzata, ed arrechi al proprietario non interessato da espropriazione o asse... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l fondo un pregiudizio permanente (c.d. espropriazione larvata), che viene dalla norma riparato -malgrado il carattere legittimo dell'opera pubblica realizzata - in base al principio pubblicistico di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo, senza che questo ne sia indennizzato.

Ai fini del riconoscimento del diritto all'indennizzo previsto dall'art. 46 L. n. 2359/1865 devono sussistere le seguenti tre condizioni: 1) un'attività lecita della amministrazione; 2) l'imposizione di una servitù o la produzione di un danno avente carattere permanente, concretantesi nella perdita o nella diminuzione di un diritto; 3) il nesso di causalità tra l'esecuzione dell'opera pubblica e il danno.

L'art. 46 della legge del 1865/2359 ha preso in considerazione la limitazione delle facoltà giuridiche del proprietario 'all'interno' del proprio fondo (in un'ottica di una 'espropriazione sostanziale') e comunque in correlazione alle caratteristiche 'materiali' del bene diminuito di valore (ad es., per interclusione di un fondo, una chiusura di una finestra, l'insorgere di vibrazioni eccedenti la normale tollerabilità, ecc.).

L'art. 46 L. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...865 (oggi recepito dal comma 1, dell'art. 44 del T.U.), è diretto alla tutela dei soggetti che (quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato) o ne siano rimasti completamente estranei (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno non già per effetto della mera separazione (per esproprio) di una parte di suolo, bensì in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa.

L'art. 46 L. n. 2359 del 1865 (oggi recepito dal comma 1, dell'art. 44 del T.U.), è invocabile allorché la riduzione della godibilità del bene e/o la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà (non marginali) del diritto dominicale si manifesti in conseguenza dell'esecuzione o della presenza dell'opera pubblica, ovvero della sua utilizzazione in conformità della funzione per la quale è stata progettata e realizzata ed arrechi al proprietario, un pregiudizio permanente (c.d. espropriazione larvata), che viene dalla norma riparato - malgrado il carattere legittimo dell'opera pubblica realizzata - in base al principio pubblicistico di giustizia distributiva.

L'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 2359/1865 contempla due fattispecie nettamente distinte; la prima consiste nell'asservimento del fondo che trova causa nella procedura espropriativa definita (o da definire) mediante decreto ablatorio (appunto, di asservimento), mentre la seconda è diretta alla tutela dei soggetti che, quand'anche un procedimento espropriativo vi sia stato, o ne siano rimasti completamente estranei (in quanto proprietari di suoli contigui a quelli sui quali è stata eseguita l'opera) o abbiano subito un danno in conseguenza dell'opera eseguita sulla parte non espropriata ed indipendentemente dall'espropriazione stessa.

La seconda fattispecie contemplata dall'art. 46 L.n . 2359/1865 è invocabile allorché la riduzione della godibilità di un immobile e/o la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà (non marginali) del diritto dominicale, si manifesti in conseguenza dell'esecuzione o della presenza dell'opera pubblica, ed arrechi al proprietario non interessato da espropriazione o asservimento del fondo un pregiudizio permanente (c.d. espropriazione larvata).

Lo speciale indennizzo ex art. 46 L. n. 2359/1865 prescinde dall'esistenza di un provvedimento ablativo, ed anzi postula che non sia intervenu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o e che il privato abbia conservato la titolarità dell'immobile, subendo, peraltro, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubblica, la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente.

L'indennità di cui all'art. 46 L. 25 giugno 1865, n. 2359, per i danni cagionati al fondo dall'esecuzione di un'opera pubblica, è prevista dall'ordinamento in relazione ad un atto legittimo, e non quale risarcimento per fatto illecito.

Per dottrina e giurisprudenza costanti, ai fini del riconoscimento dell'indennizzo previsto dall'art. 46 della L. n. 2359/1865, devono sussistere tre condizioni consistenti: a) nell'attività lecita della P.A.; b) nell'imposizione di un servitù o nella produzione di un danno avente carattere permanente (che si concreti nella perdita o nella diminuzione di un diritto); c) nel nesso di causalità tra l'esecuzione dell'opera pubblica ed il danno.

Il pregiudizio indennizzabile ex art 46 L. n. 2359/1865 è quello derivante dalla "esecuzione dell'opera" pubblica e non anche il pregiudizio "da localizzazione", ascrivibile cioè alla mutazione dello strumento urbanistico che tale oper... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...visto. Tali scelte potrebbero essere foriere, al più, della responsabilità risarcitoria dell'amministrazione, ove questa sia incorsa in "colposa" violazione dei diritti altrui, con inosservanza del principio del neminem ledere, ma non dell'obbligazione indennitaria di cui al suddetto art. 46.

Il primo comma (seconda ipotesi) dell'art. 46, che concede ai proprietari dei fondi, i quali dall'esecuzione dell'opera di pubblica utilità vengano a soffrire un danno permanente derivante dalla perdita o dalla diminuzione di un diritto, postula l'esistenza di un nesso di causalità tra il danno prodotto dall'opera pubblica ed il diritto dominicale con tutte le sue facoltà di godimento attribuite dall'ordinamento, secondo la destinazione consentita dalla legge che ne costituisce anche il limite, perciò rendendo irrilevanti tutte quelle non consentite o attuate in violazione di essa.

L'art. 46 L. n. 2359/1865 contiene una previsione diretta a porre un rimedio contro le conseguenze dannose della cosiddetta espropriazione di valore larvata, in ogni caso in cui ne ricorrano tre condizioni: attività lecita della P.A. (diversamente si rientrerebbe nella sfera di applicazione dell'art. 2043 cod. civ.), imposizione, da pa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta, di una servitù o produzione di un danno che si concreti nella perdita o nella diminuzione di un diritto, nesso di causalità tra l'esecuzione dell'opera pubblica ed il danno.

Non può ritenersi indennizzabile ex art. 46 L. n. 2359/1865 ogni pregiudizio, anche lieve, arrecato al diritto dei privati dalla realizzazione di un'opera pubblica, occorrendo a tal fine un'apprezzabile compressione o riduzione del contenuto del diritto inciso.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> FABBRICATI ABUSIVI

Gli effetti della sanatoria edilizia, per cui attraverso il controllo postumo di regolarità alla stregua della disciplina urbanistica al momento della costruzione e al momento della sanatoria (L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 13), l'edificio è da considerare legittimo, comportano che non ha rilievo che al momento della costruzione, esso non fosse munito del titolo abilitativo alla costruzione. L'originaria abusività di un immobile, oggetto di successiva sanatoria, non osta al risarcimento del danno allo stesso cagionato da costruzioni su terreno confinante, atteso che l'immobile sanato, non essendo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...incommerciabile, è in grado di risentire della correlata diminuzione di valore commerciale. L'indennizzo previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 46, dunque, non può essere negato ove l'illiceità sia esclusa dal controllo postumo sulla regolarità amministrativa della costruzione.

L'originaria abusività di un immobile, oggetto di successiva sanatoria, non osta al risarcimento del danno allo stesso cagionato da costruzioni su terreno confinante, atteso che l'immobile sanato, non essendo più incommerciabile, è in grado di risentire della correlata diminuzione di valore commerciale. Il principio di carattere generale desumibile dalla normativa sia urbanistica, che espropriativa (L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16, comma 9), per cui il proprietario non può trarre beneficio alcuno dalla sua attività illecita, non può valere ove l'illiceità sia esclusa dal controllo postumo sulla regolarità amministrativa della costruzione, particolarmente ove il proprietario reclami l'indennità L. n. 2359 del 1865, ex art. 46.

Gli immobili costruiti abusivamente non sono suscettibili di indennizzo; la medesima regola vale anche per le ipotesi di espropriazione cosiddetta larvata pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a L. n. 2359 del 1865, art. 46, atteso il necessario raccordo tra l'indennizzo previsto da tale norma e l'indennità di espropriazione e ciò pure se il danno lamentato consista proprio nella diminuzione di godimento dell'immobile abusivo, poiché è principio di carattere generale desumibile dalla normativa sia urbanistica, che espropriativa (L. n. 865 del 1971, art. 16, comma 9), quello per cui il proprietario non può trarre beneficio alcuno dalla sua attività illecita.

Del valore del fabbricato realizzato in assenza di licenza o concessione non deve tenersi conto non solo ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione, bensì anche ai fini del calcolo dell'indennità dovuta per asservimento di cui all'art. 46 L. n. 2359/1865, nonché dell' indennità prevista nella seconda ipotesi del primo comma dell'art. 46 cit., atteso il necessario raccordo che deve sussistere tra tali indennizzi ed i parametri di calcolo dell'indennità di espropriazione.

Non è indennizzabile ex art. 46 comma 1 L. n. 2359/1865, il danno prodotto dall'opera pubblica a fabbricato abusivo; la legittimità del manufatto costituisce il presupposto del pregiudizio risarcibile, potendosi r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo la privazione d'un utile, al quale il proprietario ha diritto.

Non sono suscettibili di indennizzo ai sensi dell'art. 46 l. n. 2359/1865, così come di indennizzo espropriativo, gli edifici costruiti abusivamente; ciò anche nel caso in cui sia stata già presentata istanza di condono, a meno che non risulti per essi rilasciata concessione in sanatoria.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> BENI NON ESPROPRIATI NEL DIRITTO DI PROPRIETÀ --> ART. 46 L. 2359/1865 --> FABBRICATI ABUSIVI --> IN FASCIA DI RISPETTO

L'art. 46 L. n. 2359/1865 1^ ipotesi, impedisce il riconoscimento dell'indennizzo nella fattispecie relativa ad edificio eseguito a distanza inferiore da quella normativamente prevista dal ciglio stradale, allorché il danno lamentato consista proprio nella diminuzione di godimento del bene o nella diminuzione del suo valore commerciale a causa dell'esercizio stradale ovvero delle opere che interessano la strada pubblica. In tal caso, infatti, difetta proprio "il diritto" richiesto dalla norma alla realizzazione, nonché al mantenimento dell'edificio alla distanza vietata, altrimenti consentendosi al proprietario di trarre beneficio dalla sua illecita ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e.

Nessuno può trarre vantaggio dall'attività illecita posta in essere; ne consegue il diniego di indennizzo del pregiudizio derivante dall'opera pubblica a manufatto abusivo, in quanto ubicato in fascia di rispetto (nel caso di specie) ferroviaria.



 
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