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Impugnazione della determinazione dell'indennità d'esproprio: i criteri di stima adottati dal C.T.U.


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DIFESE E RICHIESTE DELLE PARTI

Sintesi: Nel giudizio avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esproprio dovuta per legge, non è necessario che l'atto di citazione contenga la quantificazione della somma pretesa a titolo di indennità, dovendo questa essere liquidata in riferimento a criteri prefissati dalla legge, con conseguente accoglimento o rigetto della domanda a seconda che il giudice accerti come dovuta una somma maggiore o minore di quella censurata dalla parte per la sua non conformità al dettato normativo.


Estratto: «6.1.- Il motivo è fondato. La corte di merito, pur calcolando l'indennità di esproprio in Euro 18.700,00, ha erroneamente ritenuto di dover circoscrivere la liquidazione al minore importo di Euro 14.800,00 richiesto dalla parte, in tal modo incorrendo in errore di diritto, non solo perché (come risulta dalle conclusioni delle parti nell'intestazione della sentenza impugnata) la domanda della sig.ra G. conteneva la richiesta di liquidazione anche della "somma meglio vista", ma anche perché, nel giudizio avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...per legge, non è neppure necessario che l'atto di citazione contenga la quantificazione della somma pretesa a titolo di indennità, dovendo questa essere liquidata in riferimento a criteri prefissati dalla legge, con conseguente accoglimento o rigetto della domanda a seconda che il giudice accerti come dovuta una somma maggiore o minore di quella censurata dalla parte per la sua non conformità al dettato normativo (Cass. n. 8361 del 2007).»

Sintesi: Nel giudizio di opposizione alla stima, le deduzioni di parte si esauriscono nell'espressione di semplici "punti di vista" circa l'ammontare del giusto indennizzo e non ineriscono, dunque, al "petitum" immediato (elemento di identificazione dell'azione) già compiutamente definito dalla domanda di rideterminazione dell'indennità (ancorché non specificata nel "quantum").

Estratto: «3. Il collegio deve anzitutto disattendere l'eccezione di inammissibilità del ricorso formulata dal T. sul presupposto che le censure della controparte ai criteri di determinazione dell'indennità non sarebbero state avanzate nella fase di merito: in quanto l'opposizione alla stim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ue provenga, non si configura quale impugnazione del provvedimento ablatorio limitato al controllo della determinazione amministrativa dell'indennità, - sia essa l'offerta dell'indennità provvisoria, che l'eventuale stima della Commissione provinciale (Cass. 12966/2004; 3320/1998; 12857/1997) - contro la quale le parti sono obbligate a muovere, ciascuna le proprie contestazioni a pena di decadenza, ma introduce un giudizio di accertamento giudiziale della giusta indennità, pienamente autonomo, nel quale il giudice deve procedere alla concreta determinazione della stessa con tutti i suoi poteri di indagine, alla stregua di criteri legali effettivamente vigenti e riconosciuti applicabili alla fattispecie: indipendentemente dalle richieste formulate al riguardo dalle parti, le cui deduzioni sul punto si esauriscono, pertanto, nell'espressione di semplici "punti di vista" circa l'ammontare del giusto indennizzo e non ineriscono, dunque, al "petitum" immediato (elemento di identificazione dell'azione) già compiutamente definito dalla domanda di rideterminazione dell'indennità (ancorché non specificata nel "quantum").»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di esproprio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e supportata da tutti gli elementi di fatto idonei a giustificarla e non già da ragioni (nel caso di specie illegittimità delle proroghe) di segno contrario.

Estratto: «Attività illecita, peraltro, volta a dimostrare, non già l'avvenuta realizzazione dell'ipotesi di accessione invertita di cui, come testé si è sottolineato, il ricorrente non ha fatto alcun cenno, ma a giustificare la richiesta di risarcimento del danno "per la distruzione dei frutti pendenti, del soprassuolo arboreo e dei manufatti esistenti nel fondo", vale a dire per eventi che non rientrano in linea di principio nella nozione di danno e non comportano propriamente alcun risarcimento, ma costituiscono più semplicemente - nell'ipotesi di una regolare procedura espropriativa come prospettata dal ricorrente con la richiesta nelle conclusioni di riconoscimento dell'indennità - una componente dell'indennità medesima.Pertanto, sebbene sia stata investita da un atto di appello anziché da un atto di riassunzione a seguito della declaratoria di incompetenza pronunciata sostanzialmente dal Tribunale, la Corte d'Appello avrebbe potuto ugualmente, in base ai principi più volte espressi da questa Corte, pronunc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... domanda di determinazione dell'indennità di esproprio, ma a tal fine sarebbe stato necessario esporre in detto atto tutti gli elementi di fatto idonei a giustificarla e non già, come è avvenuto, ragioni (illegittimità delle proroghe) di segno contrario.»

Sintesi: L'eccezione consistente nella richiesta di determinazione dell'indennità di esproprio, ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1992, art 16, in misura non superiore al valore dell'area dichiarato ai fini dell'I.C.I., deve essere sollevata, allegando il fatto su cui si fonda (valore denunciato con la dichiarazione presentata) in comparsa di risposta e, comunque, sussistendo le condizioni, non oltre l'udienza di trattazione di cui all'art. 183 c.p.c., rappresentando questa per le parti il limite temporale per integrare, rettificare e precisare le proprie domande ed eccezioni, in base alla conoscenza delle deduzioni avversarie.

Estratto: «Il Comune di Trinitapoli lamenta che il Giudice a quo nulla ha argomentato in ordine alla richiesta di determinazione della indennità di esproprio, ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1992, art 16, in misura non superiore al valore dell'area dichiarato ai fini dell'I.C.I.. Il collegio ritiene che il ricorrente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...un interesse a proporre in questa sede detta questione, trattandosi di eccezione sollevata solo in sede di precisazione delle conclusioni e, quindi da ritenersi, perché tardiva, inammissibile. Dispone, infatti, l'art. 189 c.p.c., che le conclusioni da sottoporre al collegio vanno precisate "nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell'art. 183". Il Comune, pertanto, avrebbe dovuto sollevare detta eccezione, allegando il fatto su cui si fonda (valore denunciato con la dichiarazione presentata ai fini dell'I.C.I.) in comparsa di risposta e, comunque, qualora ne ricorressero le condizioni, non oltre l'udienza di trattazione di cui all'art. 183 c.p.c., rappresentando questa per le parti il limite temporale per integrare, rettificare e precisare le proprie domande ed eccezioni, in base alla conoscenza delle deduzioni avversarie.»

Sintesi: Le contestazioni di un criterio di stima o di quello adottato dal consulente tecnico non introducono questioni nuove, né integrano eccezioni in senso tecnico ma mere difese, non comportanti l'allegazione di alcun fatto impeditivo, modificativo o estintivo della pretesa dedotta in giudizio.

Estratto: «Ed allora, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e l'una o l'altra parte indichino un criterio per la determinazione dell'indennità e che tale criterio sia stato condiviso dalla controparte, non consente al giudice di limitare la sua indagine ad esso, né di invocare il principio della non contestazione e/o l'onere del convenuto di prendere posizione ex art. 167 cod. proc. civ. che riguarda "i fatti posti dall'attore a fondamento della domanda": così come, per converso, le contestazioni di un criterio di stima o di quello adottato dal consulente tecnico non introducono questioni nuove, né integrano eccezioni in senso tecnico ma mere difese, non comportanti l'allegazione di alcun fatto impeditivo, modificativo o estintivo della pretesa dedotta in giudizio. Ed il giudice tanto in presenza, quanto in assenza di esse, è comunque ed egualmente tenuto a determinare la giusta indennità in base al criterio previsto dalla legge e che ritenga correttamente applicabile, senza per questo incorrere nel vizio di extrapetizione;e perciò in particolare ad individuare ed apprezzare (sia pure avvalendosi dell'ausilio di un tecnico) tutti gli elementi obbiettivi caratterizzanti l'immobile - quali quelli concernenti la sua ubicazione, accessibilità, lo sviluppo edilizio della zona, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... con reti varie di collegamento con il centro urbano o la presenza di servizi, infrastrutture ed impianti di esercizi pubblici, nonché, per converso, i pesi di cui è gravato (cd. edificabilità di fatto) - che concorrono a determinarne il valore di mercato (Cass. 18681/2005; 1701/2005; 9981/2003;6176/2003; 15247/2001). Tra di essi pertanto del tutto correttamente la Corte di appello ha incluso con riguardo al terreno espropriato dal comune di Ciampino, l'esistenza, peraltro non contestata dalle espropriate, di specifici usi civici a favore di quella collettività: comportanti, come è noto, l'attribuzione a ciascuno dei suoi componenti del diritto personale di esercitarli, uti singulus, ed una corrispondente limitazione dei poteri di godimento del bene gravato, perciò necessariamente incidenti sul suo valore in comune commercio. il quale, d'altra parte, costituiva proprio l'oggetto del giudizio;con la conseguenza che i giudici di merito non erano in esso chiamati ad accertare l'esistenza, la natura e l'estensione di detti usi civici al fine di ripartirli e/o di operarne la liquidazione in favore degli aventi diritto, che poteva compiersi una volta soltanto, bensì a valutare congiuntamente tutti i fattori influenti in positivo o in ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...prezzo in comune commercio del fondo L. n. 2359 del 1865, ex art. 39 (a sua volta costituente elemento indispensabile per il calcolo dell'indennità di espropriazione):così come deve avvenire in ogni altro giudizio in cui da detto valore dipenda il diritto patrimoniale di cui le ricorrenti pretendano il riconoscimento.»

Sintesi: Ai fini della contestazione della quantificazione della indennità aggiuntiva determinata dalla Commissione Provinciale sull'assunto che il vam sia già comprensivo del valore del soprassuolo viceversa quantificato a parte nella suddetta stima definitiva, è necessario proporre specifica opposizione alla stessa non potendosi la parte (nella fattispecie ente promotore la espropriazione) limitare ad esporre in giudizio promosso dalla controparte le solo ragioni ostative all'accoglimento della avversa domanda.

Estratto: «Inammissibile è invece lo stesso motivo di ricorso, per la parte in cui sembra contestare che al T., quale affittuario dei terreni agricoli, spettasse, con il valore agricolo medio delle aree espropriate, una maggiorazione per le essenze arboree e il soprassuolo, già implicitamente valutate nella indennità per le aree agricole, secondo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o ormai prevalente in giurisprudenza (Cass. 19 maggio 2006 n. 11858, 9 marzo 2004 n. 4732, 9 aprile 2003 n. 5566 e già in Cass. 11 maggio 1992 n. 5566, ma contra Cass. 25 novembre 2005 n. 25017, 6 giugno 2003 n. 9096 e 23 dicembre 1983 n. 7585).In realtà, non vi è stata mai opposizione del comune di Mezzolombardo alla stima definitiva della Commissione espropri per la Provincia, in ordine alla maggiorazione per il soprassuolo, avendo l'ente locale contraddetto su tale punto in controversia ed eccepito solo ragioni ostative all'accoglimento della avversa domanda mentre, quale promotore della espropriazione, doveva opporsi alla liquidazione effettuata in sede amministrativa con riferimento al c.d. soprassuolo, ai sensi della richiamata Legge Provinciale n. 6 del 1993, art. 9, deducendo quanto prospettato per la prima volta inammissibilmente in sede di legittimità.»

Sintesi: L'intervento dell'espropriante nel giudizio di determinazione dell'indennità apporta argomentazioni difensive che, per un verso, non fanno valere una propria contro - domanda rispetto a quella avanzata dell'espropriato; non ampliano la sfera della controversia; e neppure comportano l'allegazione di fatti impeditivi, limitativi o estintivi della pretesa ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giudizio, ma, unicamente, la contestazione della fondatezza in diritto della richiesta di controparte.

Estratto: «E' pacifico in causa che nella fattispecie si era in presenza di un'indennità provvisoria non accettata (e, come tale, appartenente ormai ad una fase procedimentale che ha esaurito i suoi effetti, diretti soltanto a consentire la cessione volontaria di cui alla L. n. 865 del 1971, e succ. mod., art. 11 e 12); e che gli espropriandi, pur in assenza di una stima operata...
[...omissis...]

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DIFESE E RICHIESTE DELLE PARTI --> DOMANDA RICONVENZIONALE

Sintesi: In ipotesi di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, per determinare giudizialmente in minus la misura dell'indennità rispetto alla stima amministrativa della Commissione, è necessaria una specifica richiesta dell'espropriante che può essere posta con autonoma opposizione ai sensi dell'art. 19 L. n. 865/1971, ovvero mediante domanda riconvenzionale avanzata nel giudizio iniziato da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato, con conseguente osservanza delle forme e dei termini stabiliti per quest'ultima dall'art. 167 comma 2 cod. proc. Civ..

Estratto: «E' noto,infatti, che per effetto dell'opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione (o di occupazione temporanea), il carattere vincolante della stima amministrativa viene meno sia per l'opponente che per l'opposto, in quanto destinata ad essere sostituita, rispetto a tutti, dalla determinazione del giudice; il quale,quindi, una volta investito della causa, deve procedere autonomamente alla liquidazione del "quantum" con tutti i suoi poteri di indagine, sulla base dei parametri normativi vigenti e ritenuti applicabili nei casi singoli: e, quindi, in particolar modo alla individuazione delle norme che regolano l'espropriazione, nonché alla corretta qualificazione della "destinazione" legale (edificabile, agricolo - non edificabile o edificato) del fondo espropriato (Cass. 6 ottobre 2005 n. 19511).Tuttavia questa Corte ha ripetutamente osservato che oggetto del giudizio è pur sempre la congruità di detta stima e la sua conformità ai criteri di legge e che questi principi devono essere coordinati con quello della doman... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cod. proc. civ.). Per cui (a differenza di quel che accade nell'azione diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità in mancanza di stima della Commissione), se quest'ultima è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non può portare ad una somma inferiore a detta stima in difetto di una domanda all'uopo formulata dall'espropriante. Ed in caso in cui l'accertamento conduce ad un tal risultato il giudice deve limitarsi a respingerla, altrimenti incorrendo nel vizio di ultrapetizione.Per determinare giudizialmente in minus la misura dell'indennità rispetto alla stima amministrativa della Commissione, è invece necessaria una specifica richiesta dell'espropriante che può essere posta con autonoma opposizione,come previsto dallo stesso art. 19; ovvero mediante domanda riconvenzionale avanzata nel giudizio iniziato dall'espropriato (per la quale non è dunque sufficiente la contestazione dei criteri indicati dall'espropriato per la determinazione della indennità, o la mera indicazione di diversi criteri), con conseguente osservanza delle forme e dei termini stabiliti per quest'ultima dall'art. 167... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... civ., comma 2.»

Sintesi: La tempestiva opposizione alla stima da parte dell'espropriante, fa venire meno l'efficacia vincolante della stima stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, con la conseguenza che gli espropriati possono richiedere la determinazione giudiziale dell'indennità in misura superiore a quella stabilita in sede amministrativa, nelle forme e nei termini della domanda riconvenzionale.

Estratto: «Si rileva che le disposizioni del TU D.P.R. 8/06/2001 n. 327, come modificato dal D.lgs 302/2002, entrato in vigore il 30/06/2003, non si applicano ai progetti per i quali, alla data di entrata in vigore, sia intervenuta la dichiarazione di p.u., (v. art. 57, TU cit.). Nella specie, l'accordo di programma, che ai sensi dell'art. 12, DPR 380/01 comporta la dichiarazione di p.u. dell'opera, fu approvato l'11/04/03, ovvero prima dell'entrata in vigore del TU, e, pertanto, contrariamente a quanto ritenuto dalle parti, alla fattispecie in esame continuano ad applicarsi tutte le norme vigenti a tale data, senza distinzione tra norme procedimentali e processuali, secondo quanto autorevolmente ritenuto dalla Suprema Corte (Cass. SU. 11/03/04 n. 5048 e Cass. SU 17/03/04 n. 5414).... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione proposta dall'It. non si applica, quindi, l'art. 54, TU 327/01, ma l'art. 19 della l. 865 del 22/10/1971, che attribuisce all'espropriante (ossia al beneficiario dell'espropriazione) il potere di proporre l'opposizione entro il termine di 30 giorni, che nella specie deve farsi decorrere dalla comunicazione del deposito della relazione di stima, avvenuta con nota racc. a.r. Del 12/01/05. Considerato che l'atto di opposizione è stato notificato il 04/02/05, deve, pertanto, dichiararsi ammissibile la domanda di rideterminazione dell'indennità proposta dall'It. La tempestiva opposizione alla stima da parte dell'espropriante fa venire meno l'efficacia vincolante della stima stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, con la conseguenza che gli espropriati possono proporre la determinazione giudiziale dell'indennità in misura superiore a quella stabilita in sede amministrativa nelle forme e nei termini della domanda riconvenzionale (Cass. 3048 del 2/03/01).»



 
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