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Poteri del giudice in caso di violazione delle distanze tra costruzioni


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anno:2017
pagine: 2838 in formato A4, equivalenti a 4825 pagine in formato libro
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Qualora sia accertata la violazione delle distanze tra costruzioni, è preclusa al giudice ogni indagine sull'idoneità dell'intercapedine ad arrecare il pregiudizio per l'igiene e la salubrità dello ambiente, che le norme sulle distanze intendono impedire, in quanto la legge, imponendo l'osservanza di determinate distanze, ha ritenuto che soltanto queste valgano presuntivamente a soddisfare le esigenze di sicurezza e di igiene.

Con il primo motivo i ricorrenti deducono "omessa e insufficiente motivazione su fatti controversi e decisivi per il giudizio ex art. 360 c.p.c., n. 5, in relazione agli artt. 871 e 873 c.c." (così ricorso, pag. 11).

Adducono che la corte di merito non ha sufficientemente motivato il rigetto del primo motivo dell'appello da essi esperito; che, nonostante gli esiti della c.t.u., ha del tutto trascurato "la circostanza che i manufatti (...), oltre ad essere precari in quanto strutture prefabbricate, non hanno privato affatto di aria e di luce gli edifici di proprietà delle parti (...) resistenti" (così ricorso, pag. 11).

Adducono inoltre che la corte di merito "ha omesso di motivare sul fatto che per il c.d. 1^ ambiente, come accert... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....U. (...), è stata rispettata la distanza legale prevista dallo strumento urbanistico, operante in quel momento, di 20 metri tra edifici posti su fondi diversi (...) e che i c.d. servizi igienici (...) sono stati realizzati a distanza di oltre 10 metri dal confine delle parti resistenti" (così ricorso, pag. 12).

Il motivo non merita seguito.

In relazione al primo profilo è sufficiente evidenziare quanto segue.

Per un verso, che ai fini dell'osservanza della norma generale sulle distanze di cui all'art. 873 c.c., la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, ma si estende a qualsiasi opera non completamente interrata avente i requisiti della solidità, della immobilizzazione rispetto al suolo anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso con una preesistente fabbrica, e ciò indipendentemente dal livello di posa e di elevazione, dai caratteri del suo sviluppo aereo, dall'uniformità e continuità della massa e dal materiale impiegato per la sua realizzazione (cfr. Cass. 5.11.1990, n. 10608; cfr. altresì Cass. sez. un. 9.6.1992, n. 7067, secondo cui, ai fini dell'osservanza delle distanze di cui all'art. 873 c.c., la nozione di costruzione com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unque opera non completamente interrata avente i requisiti della solidità e della immobilizzazione rispetto al suolo).

Per altro verso, che, qualora sia accertata la violazione delle distanze tra costruzioni, è preclusa al giudice ogni indagine sull'idoneità dell'intercapedine ad arrecare il pregiudizio per l'igiene e la salubrità dello ambiente, che le norme sulle distanze intendono impedire, in quanto la legge, imponendo l'osservanza di determinate distanze, ha ritenuto che soltanto queste valgano presuntivamente a soddisfare le esigenze di sicurezza e di igiene (cfr. Cass. 7.4.1986, n. 2402).


 
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