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Effetti derivanti dall'espropriazione per pubblica utilità

Comportando il trasferimento in capo all'espropriante di tutte le facoltà connesse al godimento del fondo (obbligando il proprietario a rilasciare il fondo all'ente), all'emissione del provvedimento ablativo è attribuita alla P.A. il diritto di disporre del bene privato allo scopo di eseguire l'opera pubblica per la quale l'atto è stato emanato.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> EFFETTI

Qualora, per effetto del decreto di esproprio, la proprietà del terreno occupato sia definitivamente transitata dall'originario titolare all'Ente espropriante, in assenza di tempestiva impugnazione dell'atto traslativo della proprietà, il soggetto espropriato non potrà che richiedere, a titolo di ristoro della perdita della titolarità della superficie occupata, il pagamento dell'indennità di espropriazione.

Nel sistema della L. n. 865/71, l'espropriazione, una volta pronunciata, legittima di per sé l'apprensione immediata del bene acquisito in via ablativa.

L'emissione del provvedimento ablativo, comportando il trasferimento in capo all'espropriante di tutte le facoltà connesse al godimento del fondo, gli attribuisce immediatamente alla P.A. il diritto di disporre del bene privato allo scopo di eseguire l'opera pubblica per la quale è stato emanato, incidendo in misura corrispondente sui poteri dominicali del precedente proprietario e dei titolari di diritti sul bene, con la conseguenza che su di essi grava l'obbligo di rimuovere gli ostacoli dovuti al proprio comportamento (... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo) che precludano alla p.a. espropriante di disporre del fondo.

Intervenuto il decreto di esproprio, il detentore del bene e (nel caso di specie) titolare di azienda, è obbligato a rilasciare il fondo all'amministrazione espropriante; per cui è del tutto legittimo anche il provvedimento con cui l'Amministrazione intima il rilascio delle aree occupate, unitamente alla chiusura dell'azienda.

Il decreto definitivo di esproprio, emanato nei termini di procedimento, esplica pienamente gli effetti costitutivi che gli sono propri.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> INNOVAZIONE/RETTIFICA

La mera rettifica di un decreto di espropriazione, concernente aspetti non essenziali di esso, non ne travolge automaticamente l'efficacia, occorrendo di volta in volta verificare quale sia il contenuto della modificazione apportata a detto decreto.

In presenza di un atto di mera rettifica del decreto di esproprio, il trasferimento della proprietà del bene si determina a far data dal primo decreto, che, quindi, costituisce il punto di riferimento, sia cronologico che giuridico, per la determinazione degli effetti tipici di tale atto.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L'Amministrazione non può incidere sulla proprietà privata in maniera diversa da quella precedentemente stabilita. Al riguardo deve ritenersi innovativo e non meramente atto di mera rettifica del precedente, il decreto di esproprio che muti il titolo imposto (nel caso di specie) da costituzione coattiva di una servitù di transito a costituzione di diritto di superficie.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> NATURA RECETTIZIA

Il decreto di esproprio ha natura di atto non recettizio, per cui la sua comunicazione non è né elemento integrativo - producendosi l'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica indipendentemente dalla sua successiva notificazione -, né requisito di validità, né condizione di efficacia, avendo solo la funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima.

La notificazione del decreto di esproprio non rileva, per i fini della sua validità ed efficacia, né punto né poco, incidendo esclusivamente sul decorso del termine per l'opposizione alla stima.

L'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica si verifica all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a pronuncia del decreto di esproprio, indipendentemente dalla sua successiva notificazione; detto decreto ha natura di atto non recettizio, per cui la sua comunicazione non è né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia, avendo solo la funzione di far appunto decorrere il termine di opposizione alla stima.

Per la validità del decreto di espropriazione per pubblica utilità l'art. 23, comma 1, lett. a), D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, richiede la sola emissione entro il termine di scadenza e di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, senza imporne contestualmente la notificazione e/o comunicazione personale, non trattandosi di atto recettizio, la cui notificazione sarebbe invece condizione di perfezione o efficacia.

L'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica si verifica alla data della pronuncia del decreto di esproprio indipendentemente dalla sua successiva notificazione, atteso che la comunicazione non è né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia.

Il decreto di esproprio per pubblica utilità ha natura di atto non recettizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la sua comunicazione non è elemento integrativo, né requisito di validità né condizione di efficacia dell'atto, avendo la sola funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima o quello di impugnazione innanzi al giudice amministrativo.

Il decreto di esproprio è atto non recettizio; ne consegue che la sua efficacia non è subordinata alla notifica all'interessato, che non ne costituisce "né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia".

Il decreto di esproprio è atto non recettizio, la cui efficacia, dunque, non è subordinata alla notifica all'interessato, che non ne costituisce "né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia". Ai fini della tempestività della conclusione della procedura ablatoria, dunque, deve guardarsi esclusivamente alla data di emissione del decreto. Il ritardo o la radicale pretermissione dei successivi adempimenti previsti dalla legge (trascrizione nei Registri Immobiliari, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione e registrazione presso l'Agenzia delle Entrate), non determinano l'inefficacia ex post dell'atto, ma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilievo circoscritto a diversi fini (tra cui, in particolare, la responsabilità disciplinare dei responsabili).

La consolidata giurisprudenza amministrativa è dell'avviso che il decreto di espropriazione per pubblica utilità non ha natura di atto recettizio, la cui notificazione è condizione di perfezione o efficacia, non avendo pertanto la mancata comunicazione personale alcun effetto viziante, potendo rilevare, semmai, solo sul piano del decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria. Anche il vigente T.U. espropriazione richiede per la validità del decreto la sola emanazione entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità (art. 23 comma 1, lett. a, d.P.R. n. 327 del 2001), senza imporne alcuna contestuale notificazione e /o comunicazione personale.

L'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica si produce alla data della pronuncia del decreto anzidetto, indipendentemente dalla successiva notificazione del provvedimento la quale, rispetto al decreto medesimo, avente natura di atto non recettizio, non è né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia, avendo solo la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... far decorrere il termine di opposizione alla stima.

Il decreto di esproprio per pubblica utilità ha natura di atto non recettizio, per cui la sua comunicazione non è elemento integrativo, né requisito di validità né condizione di efficacia dell'atto, avendo la sola funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima.

Il trasferimento del bene espropriato in favore dell'espropriante si verifica alla data della pronuncia del relativo decreto, indipendentemente dalla successiva notificazione del provvedimento, la quale, rispetto al decreto stesso, avente natura di atto non ricettizio, non è né elemento integrativo, né condizione di efficacia, ma ha solo la funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima, sicché i vizi su di essa incidenti non costituiscono motivi di carenza del potere espropriativo.

Per la validità del decreto di espropriazione per pubblica utilità l'art. 23, comma 1, lett. a), D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 richiede la sola emissione entro il termine di scadenza e l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, senza imporne contestualmente la notificazione e/o comunicazione personale, non trattandosi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cettizio, la cui notificazione sarebbe invece condizione di perfezione o efficacia; pertanto, la mancata comunicazione personale non ha alcun effetto viziante, incidendo esclusivamente sul decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

Per la validità del decreto di espropriazione per pubblica utilità, l'art. 23, comma 1, lett. a), D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 richiede la sola emissione entro il termine di scadenza e l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, senza imporne contestualmente la notificazione e/o comunicazione personale, non trattandosi di atto recettizio, la cui notificazione sarebbe invece condizione di perfezione o efficacia; pertanto, la mancata comunicazione personale non ha alcun effetto viziante, incidendo esclusivamente sul decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

Il decreto di espropriazione per pubblica utilità non ha natura di atto recettizio la cui notificazione è condizione di perfezione o efficacia, non avendo pertanto la mancata comunicazione personale alcun effetto viziante bensì esclusivamente sul piano del decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria; d'altro canto, anche l'art.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, richiede per la validità del decreto la sola sua emanazione, entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, senza imporne contestualmente la notificazione o comunicazione personale.

Secondo condivisa giurisprudenza la mancata notifica al proprietario del decreto di esproprio non costituisce motivo di carenza del potere espropriativo; infatti, l'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica si verifica alla data della pronuncia del decreto anzidetto, indipendentemente dalla sua successiva notificazione; inoltre detto decreto ha natura di atto non recettizio, per cui la sua comunicazione non è né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia, avendo solo la funzione di far appunto decorrere il termine di opposizione alla stima.

L'effetto traslativo della proprietà alla mano pubblica si verifica alla data della pronuncia del decreto di esproprio, indipendentemente dalla sua successiva notificazione, che non è elemento integrativo né requisito di validità né condizione di efficacia dell'ablazione, ma ha l'unica funzione di far decorrere il term... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sizione alla stima. Ne consegue che l'eventuale inesistenza e/o nullità della notifica del decreto, di cui non è contestata l'emissione entro i termini previsti per il compimento della procedura di esproprio, non può giustificare pretese risarcitorie.

E' tempestivo il decreto di esproprio emesso nei termini, essendone del tutto irrilevante la pubblicazione avvenuta in epoca successiva, che semmai costituisce un mero adempimento notiziale ed estrinseco, insuscettibile di incidere sulla validità del provvedimento. Per vero, detto adempimento non appare neanche integrativo dell'efficacia del decreto di esproprio, essendone necessaria – come è del tutto ovvio - la notifica individuale ai destinatari.

Ai fini della tempestività del decreto di esproprio rileva la data di adozione del provvedimento e non quella di notifica.

La notifica è elemento esterno al decreto di esproprio, non ne è elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia (poiché il provvedimento non ha carattere recettizio), cosicché la sua eventuale irregolarità potrebbe solo incidere sulla decorrenza del termine per l'i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Il decreto di espropriazione per pubblica utilità non ha natura di atto recettizio, la cui notificazione è condizione di perfezione o efficacia, con la conseguenza che l'omessa comunicazione personale non ha alcun effetto viziante, ma incide esclusivamente sul piano del decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

La previsione dell'art. 21 bis della legge n. 241/1990, secondo cui il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata, non si applica al decreto di esproprio, il quale è sottoposto alla disciplina speciale del d.p.r. n. 327/2001, il cui art. 13 ne richiede, entro la scadenza del termine, la sola emanazione, e non anche la comunicazione.

Il decreto di esproprio non richiede, ai fini dell'acquisizione di efficacia, la notifica all'interessato che è invece necessaria affinché decorra, nei suoi confronti, il termine decadenziale. Né la fattispecie ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 21 bis della l. 241/1990, in quanto il decreto di esproprio, pur essendo atto ablatorio e quindi per sua natura tra i più incisi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tivi rispetto alla sfera giuridica e patrimoniale dei destinatari, é soggetto alla disciplina speciale sulle espropriazioni la quale ne richiede la sola emanazione ma non anche la comunicazione.

Deve ritenersi inapplicabile, con riferimento al decreto espropriativo, l'art 21-bis della legge n. 241/1990, ove si stabilisce che il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso; ciò in quanto l'art. 13 del D.P.R. n. 327/2001 (normativa di carattere speciale) richiede che, entro la scadenza del termine (al fine di non determinare l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità), sia necessaria la sola emanazione del provvedimento ablativo e non anche la comunicazione ai suoi destinatari.

Per il decreto di esproprio, atto ablatorio tra i più incisivi della sfera giuridica patrimoniale dei destinatari, è richiesta, ai fini dell'efficacia, la sua adozione e non anche la comunicazione.

Il provvedimento di esproprio è atto non recettizio, verificandosi il trasferimento del bene espropriato in favore dell'espropriante alla data della pronuncia del predetto provvedimento ed indipendentemente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uccessiva notificazione, che non ne rappresenta elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia, ma ha solo la funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima o il termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

L'eventuale vizio relativo alla notifica del decreto di esproprio non incide sulla legittimità dei provvedimento, non costituendo la notificazione atto perfezionativo del procedimento di esproprio, quanto piuttosto sull'opponibilità dello stesso al destinatario e, in particolare, sull'effettiva decorrenza dei termini posti a disposizione dell'inciso per esercitare le sue facoltà in sede non tanto procedimentale quanto piuttosto processuale.

La giurisprudenza ha chiarito che la previsione dell'art. 21 bis della legge n. 241 del 1990, non trova applicazione per il decreto di esproprio, che è soggetto alla disciplina speciale del testo unico espropriazioni (D.P.R. n. 327 del 2001) il quale, all'art. 13, al fine di non determinare l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, ne richiede la sola emanazione o adozione, non anche la comunicazione.

Il vigente T.U. richiede per la validità del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di esproprio la sola emanazione entro il termine di scadenza, dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità (art. 23 comma 1, lett. a, d.P.R. n. 327 del 2001), senza imporne contestualmente la notificazione e /o comunicazione personale.

Il trasferimento del bene espropriato si verifica alla data della pronuncia del decreto di esproprio, indipendentemente dalla successiva notificazione del provvedimento, la quale, rispetto al decreto stesso, avente natura di atto non recettizio, non costituisce requisito di validità o condizione di efficacia, ma ha solo la funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima o il termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

L'art. 21 bis della legge n. 241/1990, non è applicabile al decreto di esproprio.

E' pienamente valido il decreto adottato entro il termine di efficacia della declaratoria di pubblica utilità, ancorché notificato dopo la sua scadenza.

Il decreto di espropriazione non ha natura di atto recettizio la cui notificazione è condizione di perfezione o efficacia, non avendo pertanto la mancata comunicazione personale alcun effetto viziante bensì incidente esclusivamente sul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...decorso del termine di decadenza per l'esercizio dell'azione impugnatoria.

Anche il vigente testo unico, recependo il precedente orientamento giurisprudenziale, richiede per la validità del decreto di esproprio la sola emanazione entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità (art 23 comma 1 lett a) d.p.r. 327/2001), senza imporne contestualmente la notificazione e/o comunicazione personale.

L'art 21-bis della L. n. 241/1990 non trova applicazione per il decreto di esproprio essendo questo soggetto alla disciplina speciale del testo unico espropriazioni (d.p.r. n. 327 del 2001) il cui art. 13 dispone che, in riferimento al decreto di esproprio entro la scadenza del termine (al fine di non determinare l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità), è richiesta la sola emanazione o adozione, ma non anche la comunicazione.

Il decreto di esproprio non è atto recettizio.

Il provvedimento di espropriazione definitiva non è un provvedimento di natura recettizia (in quanto tale provvedimento è idoneo a produrre i suoi effetti nella sfera giuridica dei soggetti espropriati a prescindere dalla conoscenza che n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uesti ultimi, non essendo necessaria per la sua efficacia la collaborazione dei destinatari).

Il vizio della notifica del decreto di esproprio non determina l'invalidità del provvedimento, potendo viceversa incidere soltanto sulla sua conoscenza legale, rilevante ai fini della decorrenza del termine decadenziale dell'impugnazione del provvedimento, nonché della sua esecuzione, posto che la stessa è una forma qualificata di comunicazione dell'atto, ma non ne rappresenta elemento costitutivo, non potendosi considerare il decreto di esproprio un provvedimento recettizio.

Il provvedimento di espropriazione va semplicemente emanato, e non anche comunicato o notificato, entro la scadenza del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Le disposizioni di cui all'art. 13 della L. n. 865/1971 ed art. 23 DPR 327/2001 si pongono quale eccezione rispetto alla regola generale della ricettizietà degli atti amministrativi sfavorevoli (rectius, limitativi) della sfera giuridica dei destinatari ex art. 21 bis L. n. 241/1990, escludendo che l'efficacia del provvedimento di esproprio coincida con la comunicazione o notificazione dello stesso piuttosto che con la sua mera adozione.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... vizio relativo alla notifica del decreto di esproprio non incide sulla legittimità dei provvedimento, quanto piuttosto sull'opponibilità dello stesso al destinatario e, in particolare, sull'effettiva decorrenza dei termini posti a disposizione dell'inciso per esercitare le sue facoltà in sede non tanto procedimentale quanto piuttosto processuale.

Il trasferimento del bene espropriato in favore dell'espropriante si verifica alla data della pronuncia del relativo decreto prefettizio, indipendentemente dalla successiva notificazione del provvedimento, la quale, rispetto al decreto stesso, avente natura di atto non ricettizio, non è né elemento integrativo, né requisito di validità, né condizione di efficacia, ma ha solo la funzione di far decorrere il termine di opposizione alla stima.

Deve escludersi l'applicabilità dell'art 21 bis L. n. 241/1990 al decreto di esproprio, in quanto soggetto alla disciplina speciale del D.P.R. n. 327 del 2001, in base alla quale è necessario, al fine di non determinare l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, che il decreto d'esproprio sia emanato o adottato, ma non anche comunicato al destinatario.

I... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ispetto delle disposizioni di cui all'art. 14 L. n. 865/71, concernenti la notifica ai soggetti incisi, la trascrizione, la pubblicazione e la registrazione del decreto di esproprio, ne determina l'illegittimità; ciò in quanto il mancato adempimento di tali formalità impedisce di fatto che l'atto impugnato produca effetti traslativi e che quindi possa essere considerato valido ed efficace atto conclusivo del procedimento di espropriazione.

Per costante giurisprudenza amministrativa, il decreto di esproprio può essere legittimamente notificato ad uno solo dei comproprietari, senza che la mancata notifica agli altri comproprietari effettivi (diversi da quelli indicati in catasto) rivesta carattere invalidante degli atti espropriativi stessi.

Il difetto di notifica di un decreto di esproprio, nonché dell'avviso di deposito dei connessi atti procedimentali, non incide direttamente sulla legittimità del provvedimento ablatorio, ma solo ai fini della decorrenza dei termini per esercitare gli idonei rimedi processuali, primo fra tutti l'opposizione alla stima; l'effetto traslativo della proprietà si verifica, infatti, sin dalla pronuncia dello stesso decreto di esproprio, che non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i atto ricettizio in senso proprio.

Qualora in sede di notifica del decreto di esproprio non abbia luogo la consegna anche dell'allegato in cui è contenuta l'indicazione dei beni che ne costituiscono l'oggetto, sia o meno esso 'spillato', le relative modalità non incidono sulla legittimità del decreto di esproprio e neppure sui suoi effetti, che sono riconducibili alla sua emanazione ed alle formalità della trascrizione; tali circostanze possono incidere sulla decorrenza del termine di impugnazione del decreto.

Costituisce principio giurisprudenziale pacifico che il vizio della notifica del decreto di esproprio non incide sulla legittimità del provvedimento, quanto piuttosto sull'opponibilità dello stesso al destinatario e, specialmente, sull'effettiva decorrenza dei termini posti a disposizione dell'inciso per esercitare la sue facoltà in sede non tanto procedimentale, quanto piuttosto processuale.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> POSSESSO

Non può ritenersi sussistente l'animus spoliandi qualora l'attività d'immissione in possesso e di delimitazione con recinzione del terreno di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; privata, sia stata posta in essere per dare esecuzione a decreto di espropriazione valido ed efficace nella consapevolezza che lo stesso possa essere attuato con l'immissione in possesso.

Gli effetti negativi sulla residua proprietà (interclusione di altra area nel cui possesso l'Amministrazione non si è immessa, riduzione della fruibilità della residua proprietà ed altre dedotte riduzioni della possibilità di utilizzo), sono riconducibili al provvedimento amministrativo, di cui l'attività materiale posta in essere costituisce esecuzione. Sicché le richiamate limitazioni trovano la loro corretta sede di censura nella impugnativa e, dunque, nella contestazione della legittimità del provvedimento ablatorio e non anche nell'assunta contestazione di un avvenuto spoglio o turbativa del possesso.

La necessità di un'ulteriore fase tecnico-amministrativa, con l'autorizzazione all'occupazione (L. 25 giugno 1865, n. 2359, artt. 30 e 48), e la conseguente immissione in possesso, con redazione del relativo verbale e dello stato di consistenza, dimostra che all'acquisizione della proprietà, con la consapevolezza, da parte del beneficiario, delle facoltà connaturali all'esercizio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... reale - finalizzate ad uno specifico utilizzo pubblicistico - è complementare il conseguimento della relazione fisica della cosa, ovvero della mera detenzione, fermo restando che il possesso, sia pure solo animo, è stato conseguito al momento del decreto di esproprio.

L'effetto traslativo della titolarità del bene espropriato, tipico del decreto ablativo, non vede come presupposto di legittimità la preventiva spoliazione del possesso dell'area.

Tra gli effetti automatici di un decreto di esproprio per pubblica utilità non possono ricomprendersi né il venir meno del possesso del bene da parte del soggetto espropriato o di un terzo, né il mutamento in detenzione dell'eventuale protrarsi del godimento del bene da parte di costoro, occorrendo, al riguardo, che l'espropriante ponga in essere un atto di immissione nel possesso del bene.

Se nel caso del contratto di vendita si può dire che il possesso si trasferisce separatamente dalla proprietà, questa asserzione non può valere nel caso di espropriazione, la quale comporta che la p.a. acquista il diritto a titolo originario, libero da ogni situazione di fatto o di diritto di ostacolo al dominio sul bene.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Se per aversi costituto possessorio è necessaria la traditio, quest'ultima va intesa non come effettiva concessione del godimento (ius possessionis) bensì come astratta possibilità di possedere (ius possidendi) che è certamente insita nell'espropriazione del bene.


 
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