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Determinazione giudiziale dell'indennità ed esito al giudizio di opposizione alla stima


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Estratto: «Della differenza tra l'indennità liquidata nell'importo sopra indicato e quella depositata va ordinato il deposito presso la Cassa D., avendo detto deposito modalità obbligatoria dell'adempimento sia del debito indennitorio che degli accessori in applicazione dei principi posti dalle leggi 25.6.1865 n. 2359 e 22.10.1971 n. 865 (Cfr. Cass. S.U. 15.3.1999 n. 153, ed ancora, sentt. nn. 1125/95, 5991/99). Non merita, pertanto, accoglimento la domanda avanzata dalla F. di condanna del Comune convenuto al pagamento dell'indennità.»

Sintesi: Il giudice in esito al giudizio di opposizione alla stima non può ordinare il pagamento diretto della somma all’espropriato, ma è tenuto a disporne il deposito in Cassa Depositi e Prestiti. La somma da depositare è pari all’eventuale differenza con quanto già precedentemente depositato.

Estratto: «Lo stesso, infatti, secondo dottrina e giurisprudenza risponde alla duplice esigenza di tutelare i diritti dei terzi e di non esporre l'espropriante ai rischi ed oneri di eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti per cui esso deve comprendere non soltanto l'indennità di occupazione temporanea (cfr. art. 12, comma 4 della legge 865/1971), ma anche le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omme che a tale titolo e per indennità di espropriazione siano liquidate in favore dell'espropriato in esito al giudizio di opposizione a stima, o di determinazione delle indennità (allorché la stima manchi e siano già emessi i decreti ablatori); il cui pagamento si esegue dunque normalmente secondo gli art. 30, 48 e 55 della menzionata legge 2359/1865 con il deposito delle stesse presso la Cassa depositi e prestiti, che ha effetti pienamente liberatori per l'espropriante. Da qui la conseguenza ulteriore, più volte posta in evidenza da questa Corte, che, per un verso, a nulla rileva che l'espropriante abbia avanzato richiesta di pagamento diretto dell'indennità o non abbia formulato domanda di deposito, dovendo in entrambi i casi il giudice comunque disporlo, quale tipica forma prevista dal legislatore per concretizzare la condanna, in riferimento al procedimento espropriativo; e, per altro verso che nell'ipotesi di opposizione alla stima deve essere ordinato il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti, non dell'intera indennità giudizialmente liquidata, bensì delle maggiori somme liquidate a tale titolo: perciò tenendosi conto di quelle già depositate nel corso del procedimento amministrativo, che il giudice è tenuto ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dato che in relazione ad esse, il già avvenuto deposito ha avuto effetto liberatorio per l'espropriante.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>»

Sintesi: A seguito dell’opposizione alla stima il giudice dell’opposizione deve provvedere alla determinazione della giusta indennità spettante agli espropriati e limitarsi a disporre il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti ex art. 48 della legge n. 2359 del 1865; ne consegue che è irrilevante che gli espropriati abbiano chiesto la condanna dell’Amministrazione al pagamento diretto dell’indennità.

Estratto: «Ed il fatto che nel corso del giudizio gli espropriati ne abbiano quantificato l'importo e chiesto anche la condanna del comune al pagamento diretto della stessa, costituente un quid pluris rispetto alla loro originaria pretesa, rappresenta circostanza del tutto irrilevante perche', con o senza siffatta richiesta, il giudice dell'opposizione doveva provvedere -come ha fatto - alla determinazione della giusta indennita' loro spettante e limitarsi a disporre il deposito presso la Cassa Deposititi e Prestiti ex art. 48 della legge n. 2359 del 1865, quale forma tipica ed obblig... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ista dal legislatore per concretizzare la condanna in riferimento al procedimento espropriativo: e percio' ad accogliere tale domanda nei limiti previsti dalla legge la quale impone l'indicata modalita' per l'adempimento del debito indennitario (Cass. 7671/1990; 5842/1992; 16258/2002).»

Estratto: «La sentenza avente per oggetto la misura dell'indennità di espropriazione o dell'indennità di occupazione riveste carattere meramente determinativo delle somme corrispondenti, onde la Corte di appello, nel decidere sull'opposizione medesima, non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento delle suindicate indennità direttamente in favore dell'espropriato, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito, presso la Cassa Depositi e Prestiti, della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa, atteso che, anche a tale liquidazione, sono applicabili i principi generali posti dagli artt. 48 e 55 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, trattandosi di norme che rispondono a precise esigenze di pubblico interesse, segnatamente consistenti nella tutela degli eventuali diritti vantati dai terzi sulle richiamate indennità e nell'opportunità di non esporre l'espropriante ai rischi connessi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che azioni di recupero per pagamenti indebiti (Cass. 1° febbraio 1995, n. 1125; Cass. 3 ottobre 1997, n. 9665; Cass. 17 giugno 1999, n. 5991; Cass. 22 marzo 2001, n. 4087), laddove siffatto principio trova applicazione pure nel caso in cui l'opposizione alla stima delle medesime indennità contenga la domanda di condanna dell'espropriante al pagamento delle relative somme, giudizialmente determinate, direttamente in favore dell'espropriato, nel senso esattamente che, non potendo essere pronunciata una simile condanna, la domanda anzidetta, lungi dal venire dichiarata improponibile, può tuttavia spiegare il più limitato effetto, consentito dalla legge, di far ordinare il deposito sopra specificato, senza che quest'ultima pronuncia incorra nel vizio di ultrapetizione, considerato che quel deposito integra un quid minus rispetto alla pretesa dell'opponente, costituendo peraltro, secondo quanto accennato, una modalità obbligatoria per l'adempimento del debito indennitario (Cass. 15 febbraio 1992, n. 1893; Cass. 12 aprile 1994, n. 3406; Cass. 19 novembre 2002, n. 16258).»

Sintesi: La Corte di appello non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento delle suindicate indennità in favore dell'espropriato, ma deve limitarsi ad o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...deposito, presso la Cassa Depositi e Prestiti della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa



 
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