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Delega dei poteri espropriativi: l'azione di rivalsa del «delegato»

Il ricorso agli strumenti della concessione e dell'appalto per l'esecuzione dell'opera di p.u. non comporta una traslazione contrattuale di poteri pubblicistici: l'attribuzione di tali poteri ad un soggetto privato non può che avvenire per atto unilaterale autoritativo. Resta comunque in capo all'ente delegante la responsabilità di vigilare sul corretto svolgimento della procedura da parte del delegato privato.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 45,00

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SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> TRASLAZIONE DEI POTERI

Da sempre la materia delle espropriazioni è caratterizzata dalla figura dell'organo indiretto della P. A., attraverso la quale il legislatore ha previsto la possibilità del trasferimento, in tutto o in parte, al concessionario, dell'esercizio delle funzioni oggettivamente pubbliche proprie del concedente e necessarie per la realizzazione delle opere: a partire dall'art. 324 della legge fondamentale sui lavori pubblici, n. 2248/1865, All. F , sino all'art. 3, comma 1, lett. b) del T. U. n. 327/2001.

Non è ipotizzabile una traslazione contrattuale di poteri pubblicistici: l'attribuzione di tali poteri ad un soggetto privato non può che avvenire per atto unilaterale autoritativo, emesso dall'ente dotato di quello che, in passato, veniva definito potere d'imperio, limitandosi il profilo consensuale alla sola possibilità, per il privato, di rifiutare la attribuzione.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> TRASLAZIONE DEI POTERI --> PRINCIPIO DI LEGALITÀ

L'attribuzione all'affidatario dei poteri espropriativi e l'accollo, da parte dello stesso, degli obblighi indennitari devono essere previsti,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza del principio di legalità, da una legge che espressamente permetta un tale trasferimento di poteri, in quanto non è consentito alla P.A. disporne a sua discrezione e sollevarsi in tal modo dalle responsabilità che l'ordinamento le conferisce.

Non è ipotizzabile una generale facoltà degli enti pubblici di trasferire le loro funzioni a terzi, consentita solo in base ad un'espressa previsione di legge; qualora la legge (nel caso specifico L. n. 646/1950 relativa ai lavori di competenza della Cassa per il Mezzogiorno) non preveda un tale trasferimento, deve per ciò solo negarsi la possibilità di ravvisare una delle figure a rilevanza esterna (delegazione amministrativa intersoggettiva, affidamento in proprio, concessione e simili), che comportano l'esclusione da ogni responsabilità dell'ente delegante.

Il ricorso agli strumenti della concessione e dell'appalto non può portare, indiscriminatamente, ad attribuire all'affidatario dell'opera la titolarità di poteri espropriativi, ove ciò la legge espressamente non consenta, restando, in tal caso, obbligato al deposito dell'indennità di esproprio l'ente espropriante.

L'attribuzione all'affidatario dei poter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tivi e l'accollo da parte sua degli obblighi indennitari deve essere prevista, in osservanza del criterio di legalità, da una legge che espressamente permetta un tale trasferimento di poteri, non essendo consentito alla Pubblica Amministrazione di disporne a sua discrezione e sollevarsi in tal modo dalle responsabilità che l'ordinamento le attribuisce.

La titolarità dei poteri espropriativi non può ritenersi attribuita all'affidatario dell'opera, in difetto della necessaria previsione normativa e, in ogni caso, della opportuna e corretta manifestazione all'esterno della acquisizione degli obblighi indennitari, sulla base della regolamentazione contrattuale che ne preveda l'attribuzione al concessionario o all'appaltatore, in quanto incaricati della acquisizione dei fondi.

Riguardo alla questione della legittimazione passiva nel giudizio di determinazione indennitaria, ove il compimento dell'opera pubblica sia stato delegato dall'Ente espropriante, il ricorso agli strumenti della concessione e dell'appalto non può portare, indiscriminatamente, ad attribuire all'affidatario dell'opera la titolarità di poteri espropriativi, fermo restando che ciò non avviene ove ciò la legge espressamente non cons... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il conferimento all'affidatario dell'opera della titolarità dei poteri espropriativi può avvenire solo espressamente qualora la legge lo consenta.

Il ricorso agli strumenti della concessione e dell'appalto per l'esecuzione dell'opera pubblica, non può portare, indiscriminatamente, ad attribuire all'affidatario dell'opera la titolarità di poteri espropriativi, ove ciò la legge espressamente non consenta.

Ove il compimento dell'opera pubblica sia stato delegato dall'ente espropriante, va ritenuto che il ricorso degli strumenti della concessione e dell'appalto non può portare, indiscriminatamente, ad attribuire all'affidatario dell'opera la titolarità di poteri espropriativi, ove ciò la legge espressamente non consenta.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> RIVALSA

L'affermazione della legittimazione passiva del Comune, con esclusione di un rapporto di concessione traslativo in favore di altro soggetto, comporta automaticamente, de plano, il rigetto della domanda di regresso che, proprio su tale concessione si basava.

L'ente delegante conserva l'obbligo di sorvegliare sul corretto svolgimento dell'azione da parte del delegato, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di stimolarne i relativi comportamenti, trattandosi peraltro di azioni che questi svolge in nome e per conto dell'amministrazione delegante; in assenza di prova da parte del delegante di aver realmente svolto qualche attività di vigilanza sul comportamento posto in essere dal delegato, deve rigettarsi, in ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, la domanda di rivalsa dovendosi ritenere accertato il concorso causale della condotta illecita.

In ipotesi di accertata corresponsabilità solidale dell'Ente delegante e soggetto delegato per i danni prodotti dall'intervenuta occupazione acquisitiva, a seguito di illegittima emanazione del decreto di esproprio, rimane ferma la necessità di quantificare la misura della colpa e del contributo causale nella determinazione dell'illecito ai fini di una possibile azione di rivalsa da parte di tale delegato nei confronti del delegante.

La responsabilità per il risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, alla quale, nell'ipotesi di realizzazione di opere pubbliche cui collaborano l'espropriante e soggetti delegati, sono chiamati il delegante ed il delegato, può giustificare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato ai sensi dell'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comma 2, da parte di chi ha assolto all'obbligazione risarcitoria a favore del terzo ma non la diversa azione di manleva o di garanzia, che presuppone un rapporto distinto su base negoziale dal quale il terzo è estraneo.

L'azione di rivalsa con cui si invoca la responsabilità per garanzia, prevista nelle convenzioni stipulate tra il comune e l'Ente cui è stata affidata l'esecuzione delle opere (nel caso di specie IACP), va tenuta distinta dall'azione di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva intentata dai proprietari; trattasi infatti di diversi titoli di responsabilità (extracontrattuale per il Comune e contrattuale per l'I.a.c.p.).


 
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