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Responsabilità soggettiva nella configurazione del danno erariale

Nella determinazione del quantum da porre concretamente a carico del soggetto di cui è accertata la responsabilità, va tenuto conto sia del ruolo causale svolto da altri organi e dipendenti dell’ente che di altri fattori che hanno fatto lievitare l’ammontare del danno. Si dovrà dunque tenere conto anche del comportamento di coloro che, pur rimasti estranei al giudizio, pur avendone il potere-dovere non hanno fatto nessuno sforzo di diligenza per cercare soluzioni conciliative.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE

Dalla piana lettura delle disposizioni normative di cui alla L. n. 865/71 (vigenti ratione temporis), è agevole ritenere che è contraria al "buon andamento" della P.A. ogni interpretazione incentrata sulla segmentazione dell'azione amministrativa atteso che questa è orientata, invece, ad unico fine senza artificiosa "compartimentalizzazione stagna" delle competenze di ciascuno dei soggetti coinvolti nel procedimento che pur rimane unico nel fine. Ai fini di escludere la responsabilità in caso di omessa conclusione del procedimento non bisogna pertanto confondere l'ordinaria distribuzione delle competenze nell'adozione dei provvedimenti (decreto di occupazione d'urgenza / decreto di esproprio) in materia, rispetto all'addebito consistente nell'omissione gravemente colposa degli atti endo procedimentali necessari all'emanazione dei provvedimenti finali.

Occorre tenere debito conto nella valutazione della quota di danno da addebitare, con la precisazione che non si tratta di riduzione del danno cagionato ma di valutazione dei singoli apporti concausali nella produzione dello stesso, della parte del danno diretta conseguenza di scelte comportamentali addebitabili ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tti non evocati a tale specifico titolo.

L'art. 1 quater l. 20/1994 consente al giudice contabile di modulare, se del caso, il quantum debeatur, ossia di determinare il danno da imputare a ciascun convenuto, anche in considerazione delle condotte di soggetti estranei al processo qualora dovesse emergere che con le loro condotte vi abbiano avuto parte. Così operando si evita che i convenuti debbano sopportare per intero il peso di un risarcimento che invece sarebbe spettato anche ad altri se ritualmente chiamati in giudizio.

Ai fini della determinazione del quantum da porre concretamente a carico del soggetto di cui è accertata la responsabilità, va tenuto conto sia del ruolo causale svolto da altri organi e dipendenti dell'ente che di altri fattori che hanno fatto lievitare l'ammontare del danno. Invero, nell'ambito di un procedimento complesso quale l'espropriazione per la realizzazione di opere pubbliche vi è la necessità di una interazione, ai fini del raggiungimento del fine voluto dalla legge, tra la componente politica e quella burocratica, da identificarsi nel tecnico comunale o, in sua assenza, del segretario comunale tenuti alla predisposizione di tutti gli atti del procedimento preordinati all'emanazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dimento finale.

La circostanza che l'assessore ai lavori pubblici sia deceduto e che la Procura non abbia ritenuto sussistenti i presupposti per l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti degli eredi, non esclude l'applicazione del principio generale di ripartizione dell'addebito secondo l'apporto causale da ciascuno dato alla produzione del danno.

Nella liquidazione del danno complessivo occorre tener conto della condotta dei soggetti che, anche se non evocati o rimasti del tutto estranei al giudizio, pur avendone il potere-dovere, nessuno sforzo di diligenza e di attenzione hanno profuso nel ricercare eventuali soluzioni transattive o conciliative della lite insorta per il risarcimento dei danni, e che abbiano potuto contribuire in qualche misura alla determinazione del danno patrimoniale, attesa l'incidenza concausale della pluralità di condotte poste in essere da più soggetti, seppure di matrice colpose e indipendenti, comunque collegate al fatto dannoso provocato dalla complessa azione amministrativa, sulla base dell'applicazione del principio di equivalenza delle cause e del principio di parziarietà, immanente in materia di responsabilità amministrativa.

L'importo contestato quale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... va decurtato di una percentuale a ragione del concorso nella causazione del danno di chi (non evocato in giudizio poiché deceduto), in violazione del compito specifico di vigilanza al medesimo intestato, non impedì il perfezionamento dell'illecito.

L'obbligazione risarcitoria gravante su ciascuno dei soggetti dei quali è accertata la responsabilità, in ipotesi di omessa conclusione della procedura, va determinata in proporzione alla durata dei rispettivi mandati rispetto al quinquennio previsto per il perfezionamento dell'esproprio e dunque al netto della quota in ipotesi riferibile ai periodi di carica per i soggetti prosciolti o non citati.

Nelle ipotesi di unicità di danno prodotto da una pluralità di condotte, le singole condotte sono autonomamente valutabili ai fini dell'attribuzione delle quote di danno ai compartecipi sulla scorta dell'autonomia delle condotte e del carattere personale e parziario della responsabilità amministrativa; il giudice deve pertanto limitarsi a giudicare le quote di danno riferibili ai convenuti, restando ininfluente l'assenza in giudizio di altri probabili corresponsabili.

Il giudice contabile, nel vagliare l'imputabilità del danno erariale alle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei convenuti, può accertare la partecipazione causativa all'evento anche di altri soggetti rimasti estranei al processo. In questa ipotesi si dovrà isolare la porzione di responsabilità addebitale al soggetto chiamato in giudizio, valutando astrattamente il quantum ascrivibile a comportamenti di terzi, anche se non evocati in giudizio, così da evitare che i primi debbano sopportare integralmente il peso del risarcimento patito dall'Ente pubblico. Ciò vale a fortiori nell'ipotesi in cui sussista la partecipazione di altri soggetti nella causazione del danno e nel frattempo deceduti.

In ordine alla ripartizione dell'addebito deve ritenersi congruo il ricorso a criteri che tengano conto, quale espressione dell'apporto da ciascuno arrecato alla produzione del danno, da un lato della posizione rivestita in seno all'organizzazione comunale e dall'altro della permanenza nella carica.

Dall'importo complessivo costituente danno erariale da addebitare ai soggetti di cui è stata accertata la responsabilità, vanno detratte anche le quote di danno ascrivibili al comportamento di soggetti non citati in giudizio ma la cui responsabilità va accertata in via incidentale.

La mancata chiamata in g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...altri soggetti responsabili dello stesso danno, potrà essere valutata sotto il profilo dell'addebito o sotto il profilo di eventuali responsabilità disciplinari del procuratore, ma non può portare all'assoluzione di chi sia ritenuto responsabile di (almeno parte) del danno.

Il giudice contabile, nel vagliare l'imputabilità del danno erariale alla condotta del convenuto, può accertare la partecipazione causativa dell'evento anche di soggetti rimasti estranei al processo, tenendo conto della quota di responsabilità astrattamente addebitabile a quest'ultimi.

Sussistono giusti motivi per addivenire ad una riduzione dell'importo da porre a carico dei responsabili in considerazione dell'esistenza, certificata dagli atti acquisiti in esito all'istruttoria, di altri soggetti convenibili non chiamati in giudizio.

Il danno va ripartito tra i soggetti di cui è accertata la responsabilità, in ragione dell'apporto causale.

Il richiamo alla responsabilità di altri soggetti non costituisce giustificazione idonea ad escludere la gravità della condotta omissiva contestata.

Nella quantificazione del danno erariale da addebitare al soggetto di cui è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la reaponsabilità va tenuto conto dell'apporto causale di altri soggetti assenti nel giudizio (nel caso di specie per decesso).

Nella determinazione del danno erariale, conseguente alla mancata conclusione del procedimento, deve essere considerato l'astratto apporto causale imputabile anche ad altri soggetti in carica nel periodo di legittima occupazione del terreno, anche se non chiamati in giudizio.

La ripartizione del danno in proporzione alla durata in carica di ciascun sindaco di cui è stata accertata la responsabilità in caso di omessa conclusione del procedimento, appare un criterio equo e razionale per quantificare le singole quote di danno.

Nel giudizio contabile risulta possibile tener conto di altri contributi causali alla produzione del danno da parte di soggetti non convenuti nel giudizio di primo grado, ma solo incidenter tantum e ai fini di una diversa ripartizione del danno stesso.

La somma quantificata a titolo di danno erariale va addebitata ai soggetti di cui è accertata la responsabilità in ragione della diversità dei ruoli funzionali ricoperti da ciascuno.

E' corretta la quantificazione delle quote del pregiudizio patrimoniale imputate a cias... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggetti responsabili, in base alle rispettive attribuzioni, alla durata dell'incarico ed al contributo causale.

L'addebito del danno erariale in ipotesi in cui sia accertata la responsabilità di più soggetti, va effettuato sulla base della diversità dei ruoli funzionali ricoperti da ciascuno dei responsabili e durata dei relativi mandati.

Nella ripartizione del danno erariale tra più soggetti di cui è accertata la responsabilità, qualora vi sia una sostanziale inscindibilità causale (attiva o da omessa vigilanza), delle singoli posizioni nella produzione del danno derivante dal sostanziale abbandono della procedura espropriativa, può ritenersi equa una ripartizione in misura uguale tra tutti i convenuti.

In caso di accertamento della responsabilità amministrativa di più soggetti, il danno va addebitato considerando la diversità dei ruoli ricoperti da ciascun responsabile.

In sede di determinazione del danno erariale deve equitativamente tenersi conto del fatto che alla causazione dello stesso abbia contribuito anche la condotta di altri soggetti, anche se non può esserne affermata la responsabilità per mancanza di colpa grave o pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non convenuti in giudizio.

Nella quantificazione del danno erariale rileva, in termini riduttivi, l'astratto apporto causale alla produzione del danno medesimo che può essere imputato a soggetti non citati nel giudizio di responsabilità.

Nel calcolo del danno erariale da imputare ai soggetti di cui è accertata la responsabilità, deve tenersi conto del concorso di altre persone nella produzione del danno medesimo.

Nella quantificazione del danno erariale conseguente all'omessa conclusione della procedura espropriativa occorre considerare, in termini riduttivi del quantum, come significativo apporto causale all'evento, il comportamento anch'esso omissivo, di soggetti estranei al processo.

Alla luce del disposto dell'articolo 1, comma 1 quater, introdotto nella L. n. 20/1994, dall'articolo 3, comma 1, del D.L. n. 543/1996, convertito, con modificazioni, nella L. n. 639/1996, in ipotesi di "fatto commesso da più persone" occorre valutare le "singole responsabilità", giudicando ciascuno "per la parte che vi ha preso".

Ai fini della ripartizione del danno erariale, conseguente nel caso di specie all'omessa conclusione della procedura espropriativa, occorre considerare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ruolo funzionale dei soggetti ritenuti responsabili rispetto al dovere di servizio di procedere, nei termini di legge, al perfezionamento dell'esproprio.

Nella ripartizione del danno a cui i soggetti responsabili sono chiamati al risarcimento a favore dell'Ente di appartenenza, il giudice provvede in percentuale in relazione all'apporto causale ed alla competenza riferibile agli stessi.

Nell'ambito di un giudizio di responsabilità la valutazione della colpa in concreto, per cui assume rilevanza il rapporto di contraddizione tra la volontà del soggetto e le norma, cioè l'atteggiamento antidoveroso della volontà, ha consentito di modellare la colpa secondo le diversità dei casi in base alla maggiore o minore antidoverosità del comportamento del soggetto; ciò assume rilevanza ai fini della ripartizione dell'entità del danno risarcibile da rapportare al grado di colpa.

In mancanza di ogni precisazione in citazione, il riparto della responsabilità deve effettuarsi in parti uguali tra sindaco, assessore e tecnico.

La responsabilità deve essere considerata nei limiti della quota a ciascun soggetto effettivamente imputabile. E' legittimo un processo che si sv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei confronti di alcuni e non di tutti i possibili responsabili del fatto dannoso.

RESPONSABILITÀ --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> COMPORTAMENTI COMMISSIVI ED OMISSIVI

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento comportante la condanna dell'Ente in sede civile per effetto della verificata accessione invertita, gli interessi legali liquidati in sentenza dal giudice civile e le spese del giudizio civile non possono non ricollegarsi in termini di nesso quantomeno concausale - secondo i principi generali posti dall'art.41 c.p.- alla condotta antigiuridica omissiva, in quanto la definizione amministrativa del procedimento espropriativo, con l'emanazione del relativo provvedimento entro la durata della legittima occupazione, sarebbe stata ovviamente idonea ad evitare l'esito vittorioso dell'azione giudiziale intentata dal privato.

Nel caso di comportamenti omissivi la relativa responsabilità non richiede per concretarsi la obiettiva certezza che l'iniziativa sarebbe stata idonea a produrre un effetto preclusivo del verificarsi del danno.

In ipotesi di danno conseguente a mancata conclusione della procedura, sussiste il nesso di causalità rilevante ai fini della responsabilità con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la condotta omissiva di chi (amministratori e tecnici), in forza di un preciso obbligo giuridico, si impegnava a garantire l'esatta e puntuale osservanza delle regole giuridiche poste a fondamento di una corretta azione dell'Ente territoriale, essendo tale condotta sintomatica di un evidente spregio delle regole giuridiche conosciute ma volontariamente e coscientemente disattese e violate e l'evento dannoso che, qualora detti soggetti avessero adempiuto fedelmente i propri doveri, non si sarebbe sicuramente verificato.

In tema di responsabilità per danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa, i comportamenti omissivi si pongono, secondo criteri di regolarità causale, come causa esclusiva dell'evento dannoso che diversamente non si sarebbe verificato.

In caso di omessa conclusione della procedura espropriativa deve ritenersi sussistente il nesso causale, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, tra le condotte antidoverose tenute dai soggetti a cui competeva il perfezionamento della procedura e l' evento dannoso, considerato che, qualora la procedura ablativa fosse stata conclusa nel termine, l'Ente non sarebbe stato condannato in sede civile al risarcimento del danno con i maggiori esborsi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Nell'ambito del giudizio di responsabilità amministrativa, nel caso di specie conseguente al danno prodotto all'Ente a seguito del mancato perfezionamento nei termini del procedimento espropriativo, l'individuazione del soggetto responsabile va fatta con riferimento alla condotta di carattere omissivo dello stesso e al sussistente nesso eziologico di essa con l'eventus damni.

In caso di danno subito dall'Ente per omessa conclusione della procedura espropriativa, deve ritenersi sussistente il nesso causale, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, tra le condotte antidoverose tenute dai soggetti a cui competeva il perfezionamento della procedura e l'evento dannoso, considerato che, qualora la procedura ablativa fosse stata conclusa nel termine, l'Ente non sarebbe stato condannato in sede civile al risarcimento del danno.

La condotta "omissiva impropria" o "commissiva mediante omissione" assume una peculiare connotazione in quanto è riferibile a chi, violando speciali doveri collegati alla posizione di garanzia che riveste nell'ordinamento, non abbia impedito il verificarsi dell'evento. L'eventuale concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del resp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione di quest'ultimo e l'evento.

Ai fini della sussistenza della responsabilità amministrativa deve riconoscersi il nesso eziologico tra condotta omissiva e danno procurato all'Ente per effetto della mancata conclusione del procedimento espropriativo nei termini legali, imputabile ad inerzia dei soggetti a ciò tenuti.

Si ravvisa la responsabilità amministrativa degli Amministratori comunali i quali, con una condotta connotata da prolungata incuria rifluita nella mancata emissione degli atti di impulso procedimentale e nell'omissione degli atti ablatori di loro competenza, abbiano provocato l'interversione del titolo dell'occupazione di un fondo, da legittimo ad illegittimo, ed abbiano omesso di corrispondere un'indennità al proprietario inciso, provocando conseguentemente da parte di quest'ultimo un'azione di risarcimento del danno, che abbia causato esborsi aggiuntivi all'Ente locale.

Equivalendo il non impedire al provocare, il problema della causalità debba esser risolto, nelle ipotesi di comportamenti omissivi, alla medesima stregua di quelli commissivi.


 
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