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La gestione pubblica e privata del servizio idrico integrato tra convenzioni e successioni

In ipotesi di inadempimento del concessionario, il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato, che disciplina i rapporti tra il gestore e gli enti appartenenti all'ambito territoriale (art.150 D.Lgs.152/2006), è di competenza del dirigente e non della giunta comunale, né, tantomeno, del consiglio comunale.

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titolo:IL CODICE DELLE OPERE IDRAULICHE E DELLE RISORSE IDRICHE
anno:2015
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> ESERCIZIO DI FATTO

Appartiene alla giurisdizione del Giudice ordinario la cognizione della situazione di mero fatto determinatasi a seguito dell'esaurimento del rapporto originato dalle disposizioni negoziali contenute nella convenzione accessiva alla concessione di servizi pubblici.

L'esercizio di fatto del servizio idrico integrato costituisce in capo al Comune una posizione di affidamento a che esso prosegua regolarmente fino a quando non avvenga l'avvicendamento con un nuovo gestore o, in caso di controversia, fino a quando sia definitivamente accertata la sorte del contratto.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> GESTIONE COMUNALE

La decisione dell'autorità comunale di recedere dal raggruppamento ed optare per un nuovo modello organizzativo deve essere notificata al Consorzio che gestisce il servizio idrico integrato, che viene direttamente inciso da una decisione di questo tipo.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> SUCCESSIONE NELLA GESTIONE

In ipotesi di cessazione del servizio idrico integrato, il gestore uscente, qualora sia una so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; a partecipazione pubblica, non è tenuto a corrispondere il valore industriale residuo degli impianti ex art. 13 d.P.R. n. 902/1986 ("Approvazione del nuovo regolamento delle aziende di servizi dipendenti dagli enti locali") bensì il loro valore contabile netto.

Il valore industriale residuo degli impianti si pone quale logico criterio indennitario soltanto in ipotesi di municipalizzazione del servizio idrico integrato, ossia in caso di assunzione diretta da parte dell'ente pubblico titolare dello stesso e conseguente acquisizione coattiva dell'infrastruttura ad esso servente, realizzata dal privato gestore riscattato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> CONVENZIONE

Il Consiglio Comunale non è competente ad adottare il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato, per inadempimento del concessionario.

Il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato per inadempimento del concessionario è di competenza del dirigente e non della giunta comunale, né, tantomeno, del consiglio comunale.

La convenzione che ai sensi dell'art. 150 D. Lgs. 152/2006 disciplina i rapporti tra il gestor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio idrico integrato e gli enti appartenenti all'ambito territoriale ottimale costituisce uno strumento pubblicistico strettamente funzionale ai compiti di vigilanza ed organizzazione del servizio che la legge attribuisce alle amministrazioni locali, come dimostra il fatto che, in caso di mancato esercizio dei predetti poteri, la regione può nominare un commissario ad acta che si sostituisca agli enti inadempienti nell'esercizio delle prerogative convenzionalmente previste.

La convenzione che ai sensi dell'art. 150 D. Lgs. 152/2006 disciplina i rapporti tra il gestore del servizio idrico integrato e gli enti appartenenti all'ambito territoriale ottimale non costituisce un contratto di diritto privato, ma integra uno strumento bilaterale per l'esercizio di potestà pubbliche, che ben può farsi rientrare nel genus degli accordi amministrativi necessari soggetti alla disciplina dell'art. 11 legge 241/1990.

La mancata approvazione da parte della P.A. dei programmi e dei progetti di potenziamento e ampliamento del servizio idrico integrato presentati dal concessionario non è idonea a giustificare l'inadempimento di quest'ultimo alle obbligazioni nascenti dalla convenzione.

Gli adempimenti successivi alla risoluzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no alcuna incidenza sulla legittimità della medesima essendo ormai venuto meno l'interesse del contraente in bonis alla prestazione.

Qualora tra la Regione e i Comuni sia stato stipulato un accordo per la compartecipazione di questi ultimi alle spese di manutenzione degli acquedotti sostenute dalla stessa Regione, la delibera con cui viene determinato di volta l'effettivo ammontare del contributo dovuto dai Comuni non deve rispettare le direttive CIPE per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato.

Non c'è alcuna ragione, né nell'ambito della normativa esistente (che peraltro non presenta aspetti di incostituzionalità), né nell'ambito dei principi generali che governano l'attuale sistema giuridico, perché gli enti locali siano obbligati ad approvare la convenzione di cooperazione per la gestione del servizio idrico integrato.

Il Consiglio comunale può disapprovare la convenzione di cooperazione per la gestione del servizio idrico integrato, ma tale potere di disapprovazione non è assoluto, o meglio non è esercitabile in ogni caso, in quanto ciò porrebbe l'ente locale al di fuori del sistema che vuole l'instaurazione del servizio idrico integrato.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Quando la convenzione approvata in ambito di predisposizione del rapporto con il gestore del servizio idrico integrato contiene una serie notevole di differenze rispetto alla convenzione tipo elaborata dalla Regione, è fuori discussione che le modifiche possono essere esaminate e, se considerate, non coerenti con il sistema prefigurato dalla Regione, possono senz'altro condurre alla non approvazione della convenzione.

La convenzione tra ATO e Gestore del servizio pubblico integrato è atto di autonomia privata e come tale non può in alcun modo essere interpretata in deroga alle previsioni legislative oggi contenute nel Codice dell'Ambiente.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> AFFIDAMENTO

La precipua finalità della legge 36/1994 risiede, con ogni evidenza, nell'intento di eliminare la frammentazione delle gestioni e di assicurare, mediante una nuova e più razionale organizzazione territoriale del servizio, una migliore e più proficua utilizzazione delle risorse idriche che, attraverso la gestione unitaria del servizio, consenta di raggiungere un'adeguata dimensione gestionale, economica e tecnica, avvalendosi di criteri di efficienza, efficacia ed econom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;.

Il servizio idrico integrato deve essere, di norma, gestito mediante un unico soggetto gestore; soltanto in via subordinata e meramente eventuale, può essere affidato ad una pluralità di soggetti gestori, peraltro opportunamente coordinati, e questo nel momento in cui risulti, all'evidenza, più conveniente continuare ad avvalersi di organismi esistenti che abbiano dimostrato di possedere tali capacità gestionali da far ritenere il loro superamento una diseconomia per l'intero ambito.

In materia di servizio idrico integrato, la decisione di affidare ad un unico gestore il servizio non richiede una particolare verifica dell'opportunità di salvaguardare gli organismi che gestivano tale servizio in precedenza; tale verifica, invero, è necessaria soltanto nell'eventualità in cui sia stata espressa la volontà di salvaguardia in relazione ad una gestione dell'organismo esistente, talmente efficace sul piano della qualità dell'economicità dei servizi prestati da far apparire antieconomico non continuare ad avvalersene e quindi nelle ipotesi in cui si intenda derogare al principio dell'unicità del gestore.

La scelta tra i vari modelli organizzativi e gestionali del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...drico integrato consentiti dalla legge è ampiamente discrezionale e sindacabile dal G.A. soltanto per profili di illogicità e di abnormità.

A seguito del referendum e della declaratoria di incostituzionalità dell'art. 4 d.l. 138/2011, la materia dei servizi pubblici è regolata dai principi comunitari, senza alcun riferimento a leggi interne.

Ai fini della sussistenza dell'in house providing deve essere esercitato un controllo che consente all'autorità pubblica concedente di influenzarne le decisioni, intesa come possibilità di influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni importanti: pertanto è costituzionalmente illegittima la norma regionale che, nel regolare l'affidamento in house del servizio idrico integrato, preveda la necessità di rispettare l'autonomia decisionale del soggetto affidatario e che la P.A. sia chiamata a rendere pareri solo sugli atti fondamentali e per giunta solo obbligatori e non vincolanti.

Nell'ambito della materia della concessione dei pubblici servizi devono ritenersi di competenza del consiglio comunale gli atti fondamentali quali la scelta di attribuire il servizio in concessione, l'organizzazione del rapporto, la r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del medesimo.

La circostanza che il gestore continui in via di mero fatto a gestire la fognatura già acquisita alla proprietà pubblica viola la l. n. 36/1994 (nonché, nel caso di specie, gli artt. 4, 11 e 12 della l.r. Lazio n. 6/1996), cd. legge Galli (la cui disciplina è stata, poi, sostituita dal d.lgs. n. 152/2006), che ha previsto la gestione unitaria del servizio idrico integrato in ognuno degli istituiti Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) e la cessazione delle gestioni preesistenti.

L'abrogazione dell'art. 113, co. 5 e 7, D. Lgs. 267/2000 ad opera del combinato disposto dell'art. 23-bis d.l. 112/2008 e dell'art. 12, co. 1, lett. a), d.P.R. 168/2010 hanno fatto venir meno soltanto il vincolo che i due commi abrogati imponevano alle A.A.T.O. (e, pertanto, anche ai successori di queste, individuati con legge regionale) di adottare esclusivamente alcune specifiche forme di gestione e di rispettare particolari criteri e, perciò, non hanno soppresso la funzione propria delle A.A.T.O. medesime di deliberare le forme di gestione del servizio idrico integrato e di aggiudicare tale gestione, nel rispetto dei princípi e delle disposizioni vigenti nel diritto dell'Unione europea.

L'art. 113, co.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Lgs. 267/2000, che disciplinavano le modalità di affidamento del servizio idrico integrato prima dell'entrata in vigore del d.l. 112/2008, non hanno ripreso vigore a seguito dell'intervenuta abrogazione di quest'ultima nomra per effetto dell'esito del referendum.

È incostituzionale la legge regionale che individui direttamente il gestore del servizio idrico integrato, individuandola in un'azienda pubblica avente determinate caratteristiche, poiché spetta all'ente successore delle competenze dell'A.A.T.O. individuare le forme di gestione di tale servizio.

Il pringipio di gratuità dell'affidamento delle infrastrutture idiche, dettato dall'art. 153, comma 1, d.lgs. 152/2006, si applica alle concessioni nuove o rinnovate e non a quelle già in essere: si applica cioè ai soli "nuovi affidamenti" regolati dal comma 2 dell'articolo 172.

Il principio dell'immodificabilità soggettiva dell'offerente è stato progressivamente ridimensionato dalla giurisprudenza amministrativa ed è stato definitivamente superato dall'art. 51 d. lgs. 163/2006.

Le cautele di cui il legislatore nazionale ha circondato l'istituto della fusione, con l'adeguamento, alla normativa comunitaria, d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...contenute nel codice civile, e la disciplina stabilita in tema di pubblici appalti non contraddicono, ma evidenziano il generale favore che l'ordinamento interno, non meno di quello comunitario, riservano all'istituto, che non può essere, surrettiziamente, ostacolato da una interpretazione che riconduce il fenomeno nell'alveo della immutabilità del soggetto ammesso alla partecipazione alla gara.

Nel caso di fusione verificatasi nel corso della procedura di affidamento comporta una successione a titolo universale della società che ne deriva nei rapporti giuridici di quella incorporata o fusa e cioè il pieno e completo trasferimento di diritti ed obblighi delle Società preesistenti nella titolarità della nuova società o della incorporante, con sostanziale continuità dei rapporti giuridici in atto tra questa società e l'Amministrazione appaltante.

Il partecipante che deduce la nullità di un offerta in ragione del carattere distorsivo della concorrenza devono provare non l'astratto effetto distorsivo del mercato, ma in concreto l'effettiva violazione della concorrenza.

Qualora, a seguito di una gara andata deserta, la P.A. decida di affidare il servizio idrico integrato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiva privata è legittima la delibera dell'assemblea dell'A.A.T.O. che, nello stipulare il contratto di servizio, si discosti dalle previsioni del bando originario allo scopo di rendere possibile l'affidamento del servizio mitigando quelle clausole o condizioni che siano tali da collocare l'appalto fuori dalle normali regole di mercato.

Nel caso in cui l'affidamento del servizio idrico integrato avvenga, dopo gara andata deserta, con trattativa privata è legittima la delibera dell'assemblea dell'A.A.T.O., che accetti di stipulare il contratto di servizio richiedendo la garanzie bancarie per un arco di tempo inferiore rispetto a quello previsto originariamente nel bando.

La procedura negoziata, ancorché procedimentalizzata, implica per definizione la "trattabilità" delle condizioni e del contenuto del contratto, senza che ciò comporti inosservanza delle regole dell'evidenza pubblica comunitaria, o deroga o lesione alla regola della massima concorsualità.

L'affidamento diretto del servizio idrico integrato ad una società ad integrale partecipazione pubblica, con imposizione alla stessa del duplice obbligo di privatizzarsi entro un determinato termine e di selezionare il socio pri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ra ad evidenza pubblica è illegittimo, in quanto non corrisponde ad alcuno dei modelli stabiliti dall'art. 113, co. 5, d. lgs. 267/2000.

Nel sistema dell'art. 113, co. 5, d. lgs. 267/2000 e dell'art. 23-bis d.l. 112/2008 conv. in l. 133/2008, così come modificato dal d.l. 135/2009 conv. in l. 166/2009 un legittimo conferimento del servizio a società mista implica che l'attribuzione dei compiti operativi sia successiva, o al più contestuale (anche se, sul piano logico, l'attribuzione dei compiti resta sempre successiva all'individuazione del socio), ma mai precedente alla scelta del socio privato, giacché, in quest'ultima evenienza, nel momento decisivo dell'affidamento l'unico modello legale di riferimento ipotizzabile per il soggetto gestore sarebbe quello dell'affidamento in house.

La gestione della rete idrica non può essere separata dall'erogazione del servizio idrico, ai sensi dell'art. 147, co. 2, lett. b) d. lgs. 152/2006; a tal fine non rilevano le modifiche apportate dal d. lgs. 4/2008, in virtù del quale le parole «unicità della gestione» sono state sostituite con «unitarietà della gestione», perché l'uso di quest'ultima espressione non vale a con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...separazione delle gestioni, al massimo legittimando l'affidamento della gestione della rete e della gestione dell'erogazione a soggetti coordinati e collegati tra loro, ma mai facenti capo a due organizzazioni separate e distinte.

La non separabilità della gestione della rete dalla gestione del servizio idrico integrato costituisce principio vincolante per il legislatore regionale.

È costituzionalmente legittima la normativa regionale che preveda che l'unica modalità di affidamento del servizio di erogazione idrica sia la pubblica gara, escludendo così l'affidamento a società mista e l'affidamento in house, permessi invece dalla normativa statale (art. 150 d. lgs. 152/2006): le Regioni infatti possono dettare, nell'esercizio della loro potestà legislativa esclusiva in materia di "servizi pubblici locali" una normativa che tuteli la concorrenza più intensamente rispetto alla legislazione statale.

L'esecuzione di lavori sugli impianti che presenti carattere accessorio rispetto all'oggetto principale della concessione di servizio idrico integrato non può essere qualificata come «concessione di lavori pubblici».

È illegittima la delibera co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei Comuni aderente all'A.T.O. proroga il termine per la gestione in economia del servizio idrico integrato, qualora l'Autorità di Ambito abbia già provveduto all'affidamento del servizio idrico stesso e abbia stabilito un preciso termine per il passaggio delle gestioni.

Le modalità di affidamento del servizio idrico integrato e la scelta del soggetto a cui affidarlo è rimessa esclusivamente all'Autorità di Ambito: ne consegue che i comuni non sono legittimati a costituire alcuna società a cui affidare, con gara o meno, la gestione del servizio idrico.

Qualora il Comune, nel caso previsto dall'art. 148, co. 5, d. lgs. 152/2006 scelga di non aderire all'A.T.O., la competenza a decidere circa le modalità di gestione del servizio idrico integrato spetta unicamente al Comune stesso.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> POTERI SOSTITUTIVI

In materia di servizio idrico integrato, alla Regione l'art. 152 D. Lgs. 152/2006 dà un potere sostitutivo che non è limitato a quello relativo alle sole inadempienze del gestore del servizio ordinariamente spettante all'A.A.T.O., ma è più ampio.

La soppressione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... disposta dal d.l. 2/2010 non ha fatto venir meno il potere sostitutivo della Regione previsto dall'art. 152, co. 3, d. Lgs. 152/2006.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> PRIVATIZZAZIONE

Le disposizioni relative alla privatizzazione del servizio idrico non costituiscono né una violazione né un'applicazione necessitata della normativa comunitaria ed internazionale, ma sono semplicemente con questa compatibili, integrando una delle diverse discipline possibili della materia che il legislatore avrebbe potuto legittimamente adottare senza violare l'evocato primo comma dell'art. 117 Cost..

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> PROPRIETÀ DELLA RETE

È incostituzionale la norma regionale che preveda che gli enti locali possano cedere la proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinate all'esercizio dei servizi di acquedotto.

L'art. 143 D. Lgs. 152/2006 e gli artt. 822, 823 e 824 c.c. impediscono di modificare il regime della proprietà di beni del demanio accidentale degli enti pubblici territoriali, trattandosi di materia ascrivibile all'ordinamento civile e quindi alla potest... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...clusiva dello Stato.

È illegittima la disposizione della legislazione regionale che prevede la cessione ad una società patrimoniale d'ambito a capitale pubblico incedibile delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali del servizio idrico integrato: una tale disposizione va ascritta alla materia «ordinamento civile», riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, e la Regione è legittimata a disporre in tale materia soltanto ove la legge regionale costituisca attuazione di una specifica normativa statale, che, nel caso del servizio idrico integrato, manca.

La proprietà pubblica delle reti implica l'assoggettamento delle reti idriche al regime giuridico del demanio accidentale pubblico, con conseguente divieto di cessione e di mutamento della destinazione pubblica: più precisamente, e reti, intese in senso ampio, vanno ricomprese, in quanto appartenenti ad enti pubblici territoriali, tra i beni demaniali, ai sensi del combinato disposto dell'art. 822, co. 2, c.c. dell'art. 824, co. 1, c.c., e ciò è confermato dall'art. 143, co. 1, d. lgs. 152/2006.

L'art. 113, co. 13, d. lgs. 267/2000 è stato tacitamente abrogato dall'art. 23-bis, co. 5, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...08; non rileva, a tal fine, che tale comma non sia ricompreso dall'art. 12, co. 1, lett. a), del D.P.R. 168/2010 tra le disposizioni del medesimo art. 113 abrogate ai sensi dell'art. 23-bis d.l. 112/2008.

L'abrogazione tacita dell'art. 13, co. 13, d. lgs. 267/2000 per incompatibilità con l'art. 23-bis, co. 5, d.l. 112/2008 (disposizione oggi riprodotta all'art. 4, co. 28, d.l. 138/2011) preclude alla Regione di disciplinare, in attuazione del medesimo comma 13, il regime della proprietà di beni del demanio accidentale degli enti pubblici territoriali, trattandosi di materia ascrivibile all'ordinamento civile, riservata dall'art. 117, co. 2, lett. l), Cost. alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> ACQUEDOTTI

Sulla scia dell'art. 91 del T.U. 383/1934 sugli Enti locali, degli artt. 226 e 227 del T.U. sanità n.1265/1934, tutta l'impiantistica inerente acquedotti, fognature e depuratori è storicamente classificata tra i beni demaniali municipali ex art. 824 c.c.. Il precetto per cui tali infrastrutture fanno parte del demanio comunale è stato riaffermato dalla L. n. 319/1976 e n. 650/1979 e, più recentemente, confermato dall'art. 143 del D.Lgs. 3... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...6 n. 152.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> TARIFFA

Nella determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, l'applicazione del tasso di inflazione programmata sin dall'inizio della gestione del servizio appare del tutto conforme al disposto dell'art. 4, terzo periodo, D.M. 1° agosto 1996, ai sensi del quale la tariffa reale media non può superare, inizialmente, la tariffa media ponderata delle gestioni preesistenti, accorpate nella nuova gestione, aumentata del tasso programmato di inflazione e del "limite di prezzo" stabilito dal successivo art. 5 del predetto D.M.

Nella determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, il criterio della remunerazione del capitale investito trovare più applicazione dal 21 luglio 2011, data in cui ha avuto effetto l'abrogazione conseguente al referendum del 12/13 giugno 2011.

La competenza della determinazione e dell'aggiornamento delle tariffe del servizio idrico integrato per l'annualità 2012 spetta ai soggetti esercenti il servizio, posto che il C.I.P.E. ha terminato la propria competenza regolatoria nel 2009 (entrata in vigore dell'art. 23-bis d.l. 112/2008: art. 10, co. 28, d.l. 70/2011) e che l'Au... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; garante per l'energia elettrica e il gas, divenuta competente ai sensi dell'art. 21 d.l. 201/2011, ha introdotto un regime tariffario applicabile all'utenza soltanto a partire dal 1° gennaio 2013.

L'incremento della tariffa del servizio idrico integrato relativo ai nuovi investimenti deve essere puntualmente collegato agli interventi da realizzare ed è riconosciuto in anticipo rispetto agli investimenti pianificati, ma nel rispetto di precisi e rigorosi limiti percentuali.

È vero che per l'annualità 2012 la tariffa del servizio idrico integrato è determinata dal soggetto esercente il servizio idrico integrato (A.A.T.O. o Consorzio A.S.I.), il quale però resta pur sempre assoggettato alle prescrizioni tariffarie valevoli a livello nazionale.

La tariffa del servizio idrico integrato è suscettibile di adeguamento per garantire il recupero da parte del gestore di squilibri economici che si verifichino in corso di rapporto, ma la revisione straordinaria della tariffa per garantire il riequilibrio della gestione a fronte di costi operativi superiori a quelli stimati incontra il suddetto limite del 5%.

L'esigenza di copertura dei costi non autorizza un aumento della tariffa del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rico senza limitazioni, altrimenti il sistema basato sulla tariffa determinata ex D.M. 1 agosto 1996 verrebbe trasformato in una sorta di appalto "remunerato a piè di lista" con sostanziale annullamento del rischio d'impresa per il gestore (e sua deresponsabilizzazione) e accollo all'utenza dei maggiori costi del servizio rispetto a quelli inizialmente stimati.

Il sistema previsto dal D.M. 1 agosto 1996 (c.d. «metodo normalizzato») costituisce un'applicazione del meccanismo del price cap (limite di prezzo), cioè del sistema tariffario basato sulla fissazione di un limite oltre il quale la tariffa non può aumentare; l'effetto del sistema è quello di responsabilizzare il gestore che, dato il limite di prezzo, potrà massimizzare il suo profitto solo attraverso il controllo e la riduzione dei suoi costi.

Il principio di irretroattività opera in presenza di provvedimenti con valenza regolamentare, quali sono gli atti di determinazione delle tariffe dovute per i servizi locali.

Il divieto di irretroattività delle tariffe dei servizi pubblici locali (tra cui anche quella del servizio idrico integrato) è espressamente sancito dall'articolo 54, co. 1-bis, D. Lgs. 446/1997, int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 54 legge 388/2000.

L'assoggettamento al pagamento del servizio di depurazione presuppone e postula la concreta fruizione di tale trattamento.

È illegittimo addebitare all'utente il canone per il servizio di depurazione, qualora il trattamento delle acque sia effettuato dallo stesso utente con impianti debitamente autorizzati; in quest'ottica, è irrilevante che le acque reflue già depurate, convergano verso il collettore e, per questa via, verso l'impianto di depurazione, in quanto quest'ultima circostanza consente l'applicazione della voce tariffaria relativa al servizio di fognatura (il cui precipuo compito è la raccolta e captazione delle acque reflue) ma non rende giustificabile la richiesta di una tariffa per una prestazione di cui il privato in concreto non fruisce.

Non è stato ancora emanato il D.P.C.M. contenente il piano che regola il trasferimento in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato delle infrastrutture degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione gestiti dai Consorzi A.S.I. (art. 172, co. 6, D. Lgs. n. 152/2006): pertanto i Consorzi A.S.I, nell'aggiornare le tariffe per il servizio idrico, fognario e depurativo deve tenere in considerazione soltanto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... gestione da esso sostenuti e non quelli comunicati dal gestore del servizio idrico integrato e nemmeno le tariffe approvate dall'A.A.T.O. per le utenze industriali.

La componente della tariffa del servizio idrico integrato con la quale viene riconosciuta al gestore una somma a copertura dello scostamento degli incassi effettivi rispetto a quelli previsti contrasta con il D.M. 1° agosto 1996.

L'art. 3 D.M. 1° agosto 1996, nell'individuare le componenti suscettibili di valutazione ai fini della determinazione della tariffa di gestione, opera un riferimento agli elementi previsti dal D. Lgs. 127/1991 non comprensivo della voce di costo B.10d (svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide; oggi art. 2425 c.c.), con ciò escludendo che essa possa venire in rilievo nella determinazione della tariffa.

L'art. 3 D.M. 1° agosto 1996, nell'escludere dalla determinazione della tariffa le sofferenze sui crediti, delinea un sistema gestorio che addossa indiscutibilmente al gestore il detto rischio di insoddisfazione del credito.

Gli scarichi industriali devono essere considerati nella tariffa del servizio idrico integrato, ai sensi dell'art. 141, co. 2, D. Lgs. 152/20... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sato ai sensi dell'art. 14, co. 4, legge 36/1994.

L'ampia definizione di servizio pubblico integrato prevista dall'art. 141, co. 2, D. Lgs. 152/2006, impone di riportare alla tariffa del servizio idrico integrato anche i proventi delle c.d. attività accessorie (volture utenze, subentro; riaperture contatore; ecc.), non sussistendo alcuna disposizione normativa che possa legittimare una diversa soluzione.

I costi di funzionamento della struttura operativa dell'Autorità d'ambito, sono a carico degli enti locali ricadenti nell'A.T.O., in base alle quote di partecipazione di ciascuno di essi all'Autorità (art. 148 D. Lgs. 152/2006) e non possono essere incorporati, anche parzialmente, nel canone.

La possibilità di incorporare nella tariffa del servizio idrico integrato una quota parte dei costi di funzionamento dell'Autorità d'ambito (art. 154, co. 1, D. Lgs. 152/2006) non è divenuta concretamente operativa, sia perché non è mai stato emanato il D.M. attuativo sia perché non è mai stata quantitativamente determinata la «quota parte» dei detti costi suscettibile di incorporazione nella tariffa.

Attraverso la determinazione della tariffa del ser... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o integrato, il legislatore statale ha fissato livelli uniformi di tutela dell'ambiente, perché ha inteso perseguire la finalità di garantire la tutela e l'uso, secondo criteri di solidarietà, delle risorse idriche, salvaguardando la vivibilità dell'ambiente e le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.

È costituzionalmente illegittima la norma regionale che riservi l'attività di approvazione e modulazione della tariffa del servizio idrico integrato a delle autorità locali, comunque denominate, giacché tale attività spetta all'Autorità per l'energia elettrica e il gas; per lo stesso motivo, è illegittima la norma che attribuisce al Presidente della Giunta Regionale un potere sostitutivo in tale ambito in caso di inerzia delle autorità locali.

La Delibera CIPE n. 117/2008 non contempla alcun termine per la presentazione delle richieste di incremento tariffario per il periodo 2003/2007, a differenza delle istanze di adeguamento per le annualità 2008 e 2009; nessun termine di scadenza, inoltre, è previsto nelle circolari MISE n. 3629/c del 25 settembre 2009 e n. 3636/c del 18 maggio 2010.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e decadenziale per la presentazione delle istanze di adeguamento della tariffa del servizio idrico integrato per le annualità 2008 e 2009 non è applicabile alle richieste di incremento tariffario per il periodo 2003/2007.

Fatta salva la competenza dello Stato per l'individuazione del c.d. metodo normalizzato, la determinazione della tariffa del Servizio idrico integrato è rimessa all'A.A.T.O., poiché la stessa costituisce a un tempo, onere per l'utenza e provento per il gestore del servizio.

La disciplina della tariffa del servizio idrico integrato è ascrivibile, in prevalenza, alla tutela dell'ambiente e alla tutela della concorrenza, materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato: invero, attraverso la determinazione della tariffa il legislatore statale ha fissato livelli uniformi di tutela dell'ambiente, perché ha inteso perseguire la finalità di garantire la tutela e l'uso, secondo criteri di solidarietà, delle risorse idriche, salvaguardando la vivibilità dell'ambiente e le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale e le altre finalità tipicamente ambientali individuate dagli artt. 144, 145 e 146 del D. Lgs. 152/200... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> La previsione statutaria dell'A.A.T.O. che impone la maggioranza qualificata in relazione alle deliberazioni principali deve trovare piana applicazione anche nell'ipotesi di determinazione dell'adeguamento tariffario annuale e quindi tanto alla tariffa reale media quanto alla tariffa base da applicare all'utenza in relazione a ciascun esercizio finanziario e tenendo conto dei volumi venduti.

La deliberazione relativa alla tariffa del servizio idrico integrato deve essere adeguatamente motivata, con la puntuale indicazione delle ragioni dei rapporti stabiliti tra le tariffe nonché dei dati e le circostanze che hanno determinato l'aumento per la copertura minima di copertura del costo.

È illegittima la delibera di aumento della tariffa del servizio idrico integrato che non si basi su dati certi in ordine alla spesa e alle entrate.

Ai sensi dell'art. 10, co. 28, d.l. 70/2011 il regime transitorio di cui all'art. 2, co. 3, d.l. 79/1995 è venuto meno a far data dall'entrata in vigore del d.l. 135/2009: pertanto, non sussiste l'obbligo per il C.I.P.E. di determinare le tariffe del servizio idrico integrato per gli anni 2010 e 2011, a prescindere dal fatto che l'art. 23-bis d.l. 112/2008 sia stato abrogato a segui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...endum popolare i cui risultati sono stati recepiti dal D.P.R. n. 113/2011.

L'art. 31, co. 29, legge 448/1998, che riconosceva competenza transitoria al C.I.P.E. in materia di tariffe idriche, deve ritenersi comunque abrogato per effetto della cessazione del regime transitorio determinatasi a seguito dell'entrata in vigore del d.l. 135/2009.

Per effetto dell'art. 10, co. 11, d.l. 70/2011 la competenza a regolare la determinazione e l'adeguamento della tariffa del servizio idrico integrato era passato all'Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua; tale competenza, per effetto della sospressione di tale Agenzia ad opera dell'art. 21, co. 13, d.l. 201/2011, è oggi trasferita all'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Alla stregua della normativa nazionale e comunitaria costituisce un chiaro principio di diritto la necessità che la tariffa prefissata in via generale per l'utenza di un servizio pubblico locale di rilevanza economica sia fissata sulla base del servizio effettivamente fornito al singolo utente, esulando del tutto tale pagamento dai diritti riconducibili a strumenti di fiscalità generale, fatte salve le eventuali "fasce sociali".

La tariffa di un serv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co locale di rilevanza economica, in particolare se questo è gestito in condizioni non concorrenziali e non consenta la scelta dei consumatori fra fornitori diversi, non può essere unicamente parametrata ai costi ed investimenti prescindendo dalla valutazione della effettiva adeguatezza e qualità del servizio prestato e fruito dai consumatori.

Le direttive per la determinazione delle tariffe idriche impartite con la delibera CIPE n. 131 del 19 dicembre 2002 hanno cessato di avere efficacia il 30 giugno 2003.

L'esclusione dall'ambito operativo del D.M. 30 settembre 2009, n. 43569 degli utenti non allacciati a pubbliche fognature e quindi muniti di autonomi sistemi depurativi rende evidente che per questa categoria d'utenti si è ritenuta direttamente e immediatamente applicabile la disciplina legislativa di cui all'art. 8-sexies d.l. 208/2008, convertito in legge 13/2009.

A seguito della sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale sui gestori del servizio idrico integrato gravavano due distinti obblighi: a) la sospensione della fatturazione della quota tariffaria riferita ai servizi di depurazione, nei confronti di utenti che non usufruivano del servizio, ossia degli utenti non allacciati a pubbliche fogn... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li utenti allacciati a pubbliche fognature che non recapitavano in assoluto in impianti depurativi o che recapitavano in impianti depurativi non funzionanti; b) il rimborso delle somme riferite alla quota tariffaria già versate dai suddetti utenti.

Al di fuori dell'ipotesi in cui fossero state avviate le procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, i gestori del servizio idrico integrato non possono continuare a includere nelle fatture la quota della tariffa riferita ai servizi di depurazione.

L'esclusione della fatturazione della quota tariffaria relativa ai servizi di depurazione è doverosa quantomeno dall'entrata in vigore della legge n. 13/2009, di conversione del d.l. 208/2008: costituisce, pertanto, pratica commerciale aggressiva la condotta del gestore del servizio idrico integrato che prosegua nell'incassare tale quota tariffaria.

La tariffa del servizio idrico non è equiparabile al canone del demanio idrico, poiché quest'ultimo integra un diritto di utilizzazione di acque pubbliche, mentre la tariffa non è direttamente correlata all'occupazione di un'area ma è calcolata sulla base di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità di componenti di costo ex art. 154 del D. Lgs. 152/2006.

L'Autorità d'Ambito Territoriale ha l'obbligo di concludere il procedimento di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, assumendo una motivata determinazione sulla istanza del soggetto che gestisce tale servizio.

In tema di servizio idrico integrato, l'equilibrio economico finanziario (e con esso la remunerazione della gestione) sono obiettivi da conseguire, anche mediante una corretta determinazione delle tariffe, all'interno dei periodi gestionali oggetto del Piano; non invece dei postulati generali, che devono essere comunque garantiti a posteriori.

Spetta esclusivamente all'Autorità d'Ambito l'organizzazione del servizio idrico integrato, ivi compresa la determinazione della tariffa che costituisce, a un tempo, onere per l'utenza e provento per il gestore del servizio, fatta salva la competenza dello Stato per l'individuazione del cd. metodo normalizzato di cui al D.M. 1 agosto 1996.

La Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche in materia tariffaria ha soltanto il potere di determinare il metodo da applicare e non può adottare alcun provvedimento sostitutivo della volontà manifestata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà stessa in materia tariffaria e con riferimento alla complessiva gestione del servizio idrico: pertanto, è illegittimo il provvedimento con cui sia disposto il recupero di somme versate dall'Autorità d'ambito al gestore del servizio idrico.

La disciplina della tariffa del servizio idrico integrato contenuta nell'art. 154 d.lgs. n. 152/2006 è ascrivibile, in prevalenza, alla tutela dell'ambiente e alla tutela della concorrenza, materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato: di conseguenza la Regione non può intervenire sul punto con una disciplina difforme.

La tariffa del servizio idrico integrato si configura come corrispettivo di una prestazione commerciale complessa, il quale, ancorché determinato nel suo ammontare in base alla legge, trova fonte non in un atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell'utente, bensí nel contratto di utenza.

La determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell'acqua è ascrivibile alla materia della tutela dell'ambiente e a quella della tutela della concorrenza, ambedue di competenza legislativa esclusiva dello Stato.

La tariffa del servizio idrico integrato è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta secondo un meccanismo di price cap, diretto ad evitare che il concessionario unico abusi della sua posizione dominante.

In materia di servizio idrico integrato, l'uniforme metodologia tariffaria è finalizzata a preservare il bene giuridico «ambiente» dai rischi derivanti da una tutela non uniforme ed a garantire uno sviluppo concorrenziale del settore del servizio idrico integrato.

La Regione non può determinare la tariffa del servizio idrico integrato mediante oneri tariffari ulteriori o diversi da quelli previsti dalla legislazione statale.

Ai sensi dell'art. 154 d. lgs. 152/2006 rientra nella discrezionalità dell'ente gestore del servizio idrico integrato tener conto o meno nella determinazione della tariffa, secondo l'utilità che ne può derivare ai fini dell'organizzazione del servizio, degli investimenti effettuati da ciascun Comune.

L'attitudine lesiva della tariffa media d'ambito non è percepibile dal singolo utente finché non viene attuata la sua articolazione tariffaria in relazione ai possibili usi ed alle fasce di consumo: ciò in quanto è la medesima articolazione a determinare la concreta incidenza della tariffa sulla posizione dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i finali del servizio, in relazione alla categoria di appartenenza ed al corrispondente uso che viene fatto della risorsa idrica.

La definizione della tariffa del servizio idrico integrato è ispirata alla rigorosa applicazione del principio di corrispettività, al quale sono improntate tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato e la cui valenza è tale che, per l'ipotesi in cui esso non possa trovare piena esplicazione, e ciononostante il legislatore ritenga ugualmente necessaria la corresponsione integrale della tariffa, sono state dettate apposite disposizioni volte a derogarvi.

La ratio della tariffa media d'ambito è incrinata allorché il servizio idrico integrato non sia operativo, per il sussistere di gestioni frazionate attuate in economia dai singoli Comuni dell'A.T.O.: in tal caso, infatti, la pretesa di applicare ugualmente la tariffa media d'ambito si fonderebbe su parametri meramente ipotetici ed inattuali.

Ove rigidamente agganciata alle mere previsioni del Piano d'Ambito, la tariffa del servizio idrico integrato si pone in contraddizione proprio con l'esigenza di costante adeguamento alle concrete e mutevoli condizioni operative del servizio idrico.

All'Ente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n può essere negato il potere di deliberare in materia di tariffe del servizio idrico integrato, ma possono essere contestate le modalità di esercizio del predetto potere e gli illegittimi risultati cui esso approdi nel concreto.

L'individuazione di una regola, alternativa a quella incentrata sulla tariffa media d'ambito, cui l'amministrazione deve ispirarsi nell'esercizio del potere tariffario, nelle more del completamento del processo di attivazione del servizio idrico integrato su tutto il territorio dell'A.T.O. è devoluta alle valutazioni discrezionali dell'Ente d'Ambito, fermo restando che essa deve attenersi all'esigenza di definire una tariffa coerente con il principio di corrispettività della stessa rispetto ai costi effettivamente sostenuti per la gestione del servizio idrico nei Comuni attualmente accorpati nella gestione unitaria.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> TRASFERIMENTO DELLE PASSIVITÀ

Le erogazioni finanziarie ricevute dai Comuni a titolo di trasferimento nell'ambito del Fondo Sviluppo Investimenti sono da considerare, ai sensi e per gli effetti dell'art. 153, co. 2, d. lgs. 152/2006, «contributi a fondo perduto», e come tali son... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere dal calcolo delle passività trasferite dai Comuni all'A.A.T.O.

Lo scorporo dei contributi a fondo perduto, tra cui rientrano i trasferimenti del Fondo Sviluppo investimenti, dalle passività accollate all'A.A.T.O. è espressione di un principio già insito nel previgente art. 12, co. 2, legge 36/1994 e pertanto opera anche per gli anni antecedenti all'entrata in vigore del D. Lgs. 152/2006.


 
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