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Conclusione del procedimento di esproprio per la realizzazione dell'opera pubblica

La scelta della P.A. di procedere alla realizzazione dell'opera pubblica su suolo privato mediante attivazione della procedura espropriativa anziché procedere alla cessione degli standard, non è sindacabile qualora la scelta sia supportata da attente valutazioni delle esigenze pubbliche.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
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PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> CONCLUSIONE

Ai sensi dell'art. 2 comma 1 L. 241/1990, l'amministrazione deve pronunciarsi su ogni istanza non palesemente abnorme dei privati, ed in conseguenza ha sempre l'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, positivo o negativo (e che dia puntuale contezza delle relative ragioni) in ossequio ai principi di affidamento, legittima aspettativa, trasparenza, partecipazione, correttezza e buona amministrazione di cui all'art. 97 Cost.

Non è rinvenibile nell'ordinamento alcuna norma che imponga una obbligatoria distinzione tra l'organo che prende parte all'attività propulsiva, nella fase procedimentale, e l'organo deliberante, interveniente nella fase decisionale in senso stretto; unica condizione che quest'ultimo abbia la legittimazione a dichiarare all'esterno la volontà dell'ente di appartenenza.

A seguito d'istanza di definizione della procedura acquisitiva dell'area formulata dal proprietario, non sussistendo alcuna fondata ragione per procrastinarne l'esecuzione, in vigenza dell'efficacia della P.U. ed intervenuta la realizzazione dell'opera, l'Autorità può e deve esercitare, previo pagamento dell'intera indennità dovuta, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ablazione del bene del privato adottando il relativo decreto di esproprio e provvedere, quindi, alla sua regolarizzazione catastale.

Il provvedimento non è illegittimo per il solo fatto di essere stato preceduto da un'istruttoria breve, occorrendo la prova che l'eccessiva speditezza dell'azione amministrativa ha violato una norma di legge o comunque ha influito negativamente sul provvedimento finale.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> CONCLUSIONE --> DISCREZIONALITÀ

L'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso ex art 2 della legge 241 del 1990, assume carattere cogente sul piano delle relazioni tra P.a. e privati; la sua perentoria affermazione sul piano normativo rende illegittimi provvedimenti di natura interlocutoria o che appaiono frutto di potestà soprassessoria sine die attraverso i quali solo in apparenza la P.a. fornisce risposta al privato, in realtà denegando l'esercizio di irrinunciabili potestà pubblicistiche.

Indipendentemente dall'esistenza di specifiche norme che impongano ai pubblici uffici di pronunciarsi su ogni istanza non palesemente abnorme dei privati, non può dubitarsi che, in regime di trasparenza e partecipazione, il relat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sussiste ogniqualvolta esigenze di giustizia sostanziale impongano l'adozione di un provvedimento espresso, in ossequio al dovere di correttezza e buona amministrazione, in rapporto al quale il privato vanta una legittima e qualificata aspettativa ad un'esplicita pronuncia.

La conclusione del procedimento di esproprio è configurata dallo schema legale dell'art. 13 del DPR 327/01 con termini a favore dell'Amministrazione, prima dei quali, dunque, essa non può essere costretta a concludere la procedura, acquisendo il bene tramite l'accordo bonario oppure provvedendo all'esproprio.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ

In sede di controdeduzione alle osservazioni con cui il privato abbia ipotizzato, in alternativa all'esproprio, la sua disponibilità a realizzare l'opera disciplinando mediante apposita convenzione le sue modalità di utilizzazione, la P.A. deve esplicitare le ragioni per le quali l'interesse pubblico perseguito non sarebbe ugualmente soddisfatto mediante il ricorso all'istituto convenzionale ipotizzato dalla parte ricorrente.

L'art. 16, comma 12, d.P.R. n. 327/2001, addossando all'amministrazione espropriante l'obbligo di fornire una puntuale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e motivazione in ordine alla non accoglibilità delle osservazioni proposte dall'interessato, fissa uno schema procedimentale inderogabile, alla cui rigorosa applicazione non può opporsi il carattere discrezionale della scelta tra il modulo autoritativo e quello negoziale per l'acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione dell'opera pubblica.

Non sussiste in capo all'Amministrazione un obbligo di provvedere all'acquisizione dei beni soggetti a vincolo archeologico mediante procedura espropriativa.

La scelta del mezzo pubblicistico o privatistico, per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti per l'esecuzione di opere pubbliche, è rimessa alla valutazione discrezionale dell'Amministrazione. Il ricorso allo strumento autoritativo dell'espropriazione per pubblica utilità costituisce l'ipotesi normale e spesso, per ovvie ragioni, l'unica percorribile: essa non ha bisogno di particolare motivazione, mentre a dover essere motivata è semmai la scelta, normalmente più onerosa per la P. A. del mezzo privatistico, che deve presentare evidenti requisiti di convenienza e opportunità.

L'utilizzo dello strumento espropriativo, una volta riconosciute le ragioni di interesse gene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...acquisizione in mano pubblica del bene, è rimesso alla più ampia valutazione di merito dell'Amministrazione, in relazione alla singola fattispecie concreta ed all'esigenza di perseguire, con stabilità e continuità nel tempo, gli interessi di rilievo pubblico a mezzo del bene oggetto di ablazione.

Non sussiste alcuna contraddittorietà nella deliberazione di approvazione del progetto in cui l'Amministrazione dichiari di voler acquisire i terreni interessati dai lavori attraverso procedura bonaria ma contestualmente appone il vincolo preordinato all'esproprio, qualora emerga chiaramente che le procedure di acquisizione (mediante accordo bonario o esproprio) vengano prospettate in via sequenziale, nel senso che, fallita eventualmente la prima (acquisizione bonaria), si procede con la seconda (acquisizione coatta).

E' in potere dell'amministrazione comunale procedere agli atti espropriativi entro il termine conclusivo quinquennale, che decorre dalla dichiarazione di pubblica utilità ex art. 13 DPR 327/2001; non è pertanto configurabile un silenzio illegittimo della P.A a fronte di istanza del privato diretta a ottenere l'avvio e la conclusione del procedimento.

Le disposizioni vigenti in mat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ropriazione non riconoscono più un carattere intangibile al diritto dominicale di un soggetto su un bene immobile, ma richiedono pur sempre un esplicito supporto di livello normativo per dar corso all'esplicazione della potestà ablatoria; l'articolato costituzionale è assai chiaro (art. 42 comma 3) nel richiedere un'espressa fonte normativa per consentire l'ablazione del diritto dominicale del privato.

Non può dirsi che l'Amministrazione sia obbligata a stipulare un accordo in luogo del provvedimento espropriativo.

La scelta del mezzo pubblicistico o privatistico, per conseguire la disponibilità delle aree occorrenti per l'esecuzione di opere pubbliche è rimessa alla valutazione discrezionale della p.a.; il ricorso allo strumento autoritativo dell'espropriazione per pubblica utilità costituisce l'ipotesi normale e spesso, per ovvie ragioni, l'unica percorribile: essa non ha bisogno di particolare motivazione (anche se l'autorità procedente abbia acconsentito precedentemente alla stipula di un compromesso di vendita, poi revocato), mentre a dover essere motivata è semmai la scelta del mezzo privatistico, che deve presentare evidenti requisiti di convenienza e opportunità.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...DURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ --> IN ALTERNATIVA AL COMPARTO

La scelta dell'Amministrazione di procedere alla realizzazione dell'opera pubblica su suolo privato mediante attivazione della procedura espropriativa anziché procedere alla cessione degli standard, a seguito di approvazione di uno strumento urbanistico esecutivo (PUE), non è sindacabile qualora la scelta sia supportata da attente valutazioni delle esigenze pubbliche, in termini di dimensionamento e ubicazione che la seconda soluzione avrebbe potuto non assicurare.

La scelta di procedere ad esproprio delle aree destinate a servizi prescindendo dal comparto, non può ritenersi macroscopicamente illogica, qualora la mancata realizzazione dei servizi in un lunghissimo lasso temporale può aver ragionevolmente indotto l'Amministrazione comunale a mutare avviso circa le modalità con le quali realizzare i servizi necessari per lo sviluppo del proprio territorio.

PROCEDURA --> INIZIO E FINE --> INIZIO --> DISCREZIONALITÀ --> IN ALTERNATIVA ALL'INTERVENTO DEL PRIVATO

La scelta dell'Amministrazione di procedere all'ablazione dell'intero diritto di proprietà, in luogo d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itto di superficie, ipotesi questa percorribile solo sulla base di convenzione con il privato proprietario e, sulla base delle N.T.A. su iniziativa di questo, nel caso di specie mancante, appare perfettamente conforme a quanto imposto dal perseguimento dell'interesse pubblico, stando la necessità per l'Amministrazione di dovere acquisire la disponibilità del terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, e non non avendo a tal fine altra alternativa che quella di espropriare il pieno diritto di proprietà, stante l'impossibilità di addivenire alla stipula di un accordo per l'uso del sottosuolo con il privato.



 
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