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La cessione volontaria quale contratto ad oggetto pubblico

Strumento alternativo all'emissione del provvedimento ablatorio autoritativo, la cessione volontaria, negozio di diritto pubblico, comporta l'acquisizione della proprietà da parte della P.A., sulla base di un corrispettivo liquidato con riferimento ai parametri stabiliti dalla legge per la determinazione dell'indennità di espropriazione.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2017
pagine: 2105 in formato A4, equivalenti a 3578 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> NATURA

La cessione bonaria è istituto diverso dall'accettazione dell'indennità e più conveniente per l'espropriante, che in tal modo evita di emettere un decreto di esproprio e le possibili contestazioni del medesimo, riducendo i rischi di contenzioso giudiziario.

Per consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato la cessione volontaria del bene, nel procedimento espropriativo, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione di cui produce i medesimi effetti, non perde la connotazione di atto autoritativo, implicando più semplicemente la confluenza in un unico testo di provvedimento e negozio, senza che la presenza del secondo snaturi l'attività dell'Amministrazione, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del contenuto del provvedimento finale.

La cessione volontaria ha natura di contratto di diritto pubblico, avente contestualmente struttura negoziale ed efficacia provvedimentale pari a quella del decreto di esproprio; trattasi pur sempre di un accordo stipulato nell'esercizio di potestà pubblicistica, il quale non rientra n&ea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... accordi sostitutivi di provvedimento ex art. 11 L. 241/90 né si atteggia a mero negozio di diritto privato di compravendita.

La cessione volontaria regolata dalla legge n.865 del 1971 (art.12) è un contratto pubblicistico siccome originato da un procedimento espropriativo che si perfeziona con la volontà delle parti con oggetto il trasferimento del bene.

L'accordo di cessione volontaria è negozio giuridico di diritto privato traslativo della proprietà, come tale soggetto alle regole poste dal Codice civile per i contratti in generale e per la vendita in particolare. Al contempo è atto che si inserisce nell'ambito di una procedura espropriativa e tiene luogo del decreto di esproprio: è, dunque, un contratto a oggetto pubblico stipulato nell'esercizio di potestà pubblicistiche.

Per costante giurisprudenza di legittimità, la cessione volontaria dell'immobile espropriando, quale subprocedimento predisposto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12 si inserisce nell'ambito di un più ampio procedimento amministrativo da cui trae origine e dal quale è condizionata ed è caratterizzato da un collegamento genetico tra momento autoritativo d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ura ablativa e quello paritetico di incontro delle volontà al fine di acquisire il bene in via alternativa all'espropriazione (costituendo un momento della procedura ablatoria ed inquadrandosi nello schema del negozio di diritto pubblico).

La cessione volontaria è atto conclusivo del procedimento di espropriazione, comportando l'effetto traslativo della proprietà interessata dalla realizzazione dell'opera pubblica. In questo senso, l'espropriazione può concludersi o con il decreto di espropriazione oppure, su richiesta del proprietario espropriando, con atto negoziale di cessione volontaria del bene. La cessione volontaria, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione, di cui produce i medesimi effetti, non perde la sua connotazione di atto autoritario implicando, più semplicemente, la confluenza, in un unico testo, di provvedimento e negozio.

La cessione volontaria del bene, nel procedimento espropriativo, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione, di cui produce i medesimi effetti, non perde la connotazione di atto autoritativo, implicando, più semplicemente la confluenza in un unico testo di provvedimento e negozio e senza che la presenza del secondo snaturi l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; dell'Amministrazione, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del contenuto del provvedimento finale.

Il negozio espressamente previsto dalla L. n. 865/1971, art. 12, comma 1, appartiene alla categoria dei contratti c.d. ad oggetto pubblico, caratterizzati dal fatto che essi hanno per oggetto rapporti che soltanto il legislatore può regolare e costituisce una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo, mediante la utilizzazione di uno strumento privatistico, rimanendo tuttavia un accordo inserito nell'ambito di questo procedimento.

La cessione volontaria prevista dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12 si configura come un contratto ad oggetto pubblico che si innesta sul procedimento di espropriazione per pubblica utilità, nell'ambito del quale essa si pone quale strumento alternativo all'emissione del provvedimento ablatorio autoritativo, assolvendo la funzione di determinare l'acquisizione della proprietà da parte dell'espropriante, sulla base di un corrispettivo liquidato con riferimento ai parametri inderogabilmente stabiliti dalla legge per la determinazione dell'indennità di espropriazione.

La cessione volo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in quanto disciplinata da disposizioni di carattere inderogabile e tassativo, si configura come negozio di diritto pubblico, dotato della funzione, comune al decreto di espropriazione, di segnare l'acquisto a titolo originario in favore della Pubblica Amministrazione del bene compreso nel piano d'esecuzione dell'opera pubblica.

La "cessione volontaria" di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12 è un contratto cd. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito del procedimento di espropriazione, comportando il trasferimento a titolo originario della proprietà dell'immobile all'amministrazione espropriante dietro pagamento dell'indennizzo ex art. 42 Cost..

E' stata riconosciuta alla cessione bonaria, così come prevista dall'art. 12 della L. n. 865/71, la natura di contratto ad oggetto pubblico, il quale se inserito nell'ambito del procedimento espropriativo lo conclude eliminando la necessità di un provvedimento amministrativo di acquisizione coatta della proprietà privata.

La cessione volontaria degli immobili è definita dalla giurisprudenza un contratto ad oggetto pubblico, che l'espropriando ha il diritto di convenire ad un "prezzo" determinat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i criteri fissati dalla legge, e che ha anche l'effetto di porre termine al procedimento, eliminando la necessità dell'emanazione del decreto di espropriazione (richiesto, invece, nel caso di mancata accettazione dell'offerta) e dello svolgimento del subprocedimento di determinazione dell'indennità definitiva.

La cessione volontaria, in quanto regolata da disposizioni di carattere inderogabile e tassativo, ha natura di negozio di diritto pubblico dotato della funzione, propria del decreto di espropriazione, di segnare l'acquisto a titolo originario in favore della P.A. del bene compreso nel piano di esecuzione dell'opera pubblica.

La cessione volontaria del bene assoggettato alla procedura di espropriazione per pubblica utilità, non costituisce un negozio di diritto privato, ma un negozio di diritto pubblico, diretto a consentire una più sollecita definizione del procedimento relativo al trasferimento coattivo del bene.

La cessione volontaria è un contratto cd. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito del procedimento di espropriazione, che l'espropriando ha il diritto di convenire in seguito ad un subprocedimento predisposto dalla legge e ad un prezzo pur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...terminato in base a criteri legali inderogabili.

La cessione volontaria costituisce un contratto ad oggetto pubblico che, inserito nell'ambito di un procedimento espropriativo, lo conclude, eliminando la necessità di un provvedimento amministrativo di acquisizione coatta della proprietà privata.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> NATURA --> ART. 11 L. 241/1990

La legge sul procedimento amministrativo, disciplinante all'art. 11, la figura degli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento amministrativo che, per gli stessi, radica la giurisdizione amministrativa, è entrata in vigore solo nel 1990. L'accordo di cessione, risalente ad epoca antecedente, può ragionevolmente considerarsi stipulato ai sensi della normativa allora vigente sull'espropriazione per pubblica utilità (L. n. 865 del 1971, art. 12), che prevede che le parti possano convenire per la cessione volontaria degli immobili; tale accordo considerato privatistico, viene escluso dal novero degli accordi previsti della L. n. 241 del 1990, ex art. 11 con conseguente giurisdizione del g.o.

Non residuano dubbi circa la qualificazione anche dell'accord... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re di cessione nell'alveo dell'art. 11 della l.n. 241/90, come riconosciuto da un recente intervento del Consiglio di Stato (sez. IV, 30 settembre 2013, n. 4872).

La cessione volontaria degli immobili assoggettati ad espropriazione e la determinazione amichevole della relativa indennità non rientrano nel genus degli accordi ex art. 11 della L. n. 241/90, circostanza che implica la non operatività della previsione di cui all'odierno art. 133, comma 1, lett. a) n. 2, del C.P.A. Ciò comporta che ogni vertenza relativa all'esecuzione ed all'adempimento dell'accordo di cessione volontaria rientri nella giurisdizione del giudice ordinario.

L'impostazione in base alla quale la cessione volontaria all'interno di un procedimento espropriativo non sia species dell'accordo ex art. 11 L. n. 241/1990, non può essere condivisa: presupposto dell'accordo è la preesistenza di un potere autoritativo, che viene sostituito da uno strumento negoziale, non importa se la discrezionalità attiene soltanto all'an e non al quomodo.

La cessione volontaria è configurata come modo tipico di chiusura del procedimento, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in virtù ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione legale e predeterminata di alternatività al decreto ablatorio, e per ciò non di semplice sostituzione che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi previsti dall'art. 11 della legge n. 241-90, che sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi, che sono liberi solo nell'an.

La cessione volontaria dei beni è un'ipotesi speciale di accordo tra privato e amministrazione, caratterizzata dalla mancanza della discrezionalità propria degli accordi riconducibili all'art. 11 l. n. 241 del 1990, e quindi, qualora si decida di utilizzare lo strumento convenzionale ai fini della cessione dei beni, la scelta è obbligata verso le modalità proprie previste dal TU Espropri, essendo qualsiasi altro tipo di accordo non sussumibile sotto la previsione dell'art. 11 l. 241/1990, ma rientrando all'interno degli accordi privatistici.

Nella materia degli espropri l'accordo fra soggetto espropriando ed amministrazione, sostitutivo del decreto di espropriazione e quindi assoggettato alla giurisdizione del giudice amministrativo trova la sua disciplina esclusivamente nel T U sugli espropri; questo istituto ha carattere speciale rispetto alla regola generale dettata in materia di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... privato ed amministrazione dall'art. 11 della legge n.241/1990.

L'articolo 11 della legge n. 241/1990, secondo il quale spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la cognizione delle controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi stipulati dall'amministrazione con gli interessati al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo, non è applicabile al procedimento di cessione volontaria del bene da espropriare.

La funzione della cessione volontaria è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento di esproprio, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in forza di una relazione legale e predeterminata di alternatività rispetto al decreto ablatorio, e non già di mera sostituzione di questo, che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi di cui alla legge n. 241/1990, art. 11, comma 1, i quali sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi che sono, invece, liberi soltanto nell'an.

La funzione della cessione volontaria è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento di esproprio, secondo mod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; ritenute necessarie dalla legge in forza di una relazione legale e predeterminata di alternatività della cessione volontaria rispetto al decreto ablatorio, e non già di mera "sostituzione" di questo che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 11, comma 1, i quali sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi che sono, invece, liberi soltanto nell'an.

Il potere di annullamento, in via di autotutela, concesso alla P.A dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 11, comma 4, non è invocabile in tema di cessione volontaria del bene assoggettato a procedura espropriativa, dal momento che le relative controversie sono devolute al giudice ordinario e l'assenza di profili di discrezionalità nella determinazione dell'indennità, ancorata a parametri legali, rigidi e prestabiliti, ne esclude la compatibilità con gli accordi sostitutivi previsti dalla L. n. 241 del 1990, art. 11, caratterizzati invece dalla libertà nell'an e nel quomodo.

La cessione volontaria è atto del procedimento espropriativo che non rileva come autonoma fonte negoziale di regolamento degli interessi delle parti stipulanti, ma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stitutivo del provvedimento finale, secondo la definizione degli accordi conclusi tra P.A. e privato di cui all'art. 11 della l. n. 241 del 1990, che radica la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Quella prevista dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 è un'ipotesi speciale di accordo tra privato e pubblica amministrazione, per di più caratterizzata dalla mancanza della discrezionalità propria degli accordi riconducibili alla L. n. 241 del 1990, art. 11. Sicchè la disciplina speciale dettata dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 non è derogata neppure per quanto attiene alla giurisdizione dalla disciplina generale del procedimento amministrativo.

La cessione volontaria degli immobili e la determinazione amichevole dell'indennità, in particolar modo, non possono derogare dai prestabiliti parametri legali; la funzione stessa della cessione è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in virtù di una relazione legale e predeterminata di alternatività al decreto ablatorio e per ciò non di semplice sostituzione che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi previsti dalla L. n. 24... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... art. 11, liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi, che sono liberi solo nell'an.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> RAPPORTO CON IL DECRETO DI ESPROPRIO

La cessione bonaria è istituto diverso dall'accettazione dell'indennità e più conveniente per l'espropriante, che in tal modo evita di emettere un decreto di esproprio e le possibili contestazioni del medesimo, riducendo i rischi di contenzioso giudiziario.

Per consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato la cessione volontaria del bene, nel procedimento espropriativo, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione di cui produce i medesimi effetti, non perde la connotazione di atto autoritativo, implicando più semplicemente la confluenza in un unico testo di provvedimento e negozio, senza che la presenza del secondo snaturi l'attività dell'Amministrazione, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del contenuto del provvedimento finale.

La cessione volontaria ha natura di contratto di diritto pubblico, avente contestualmente struttura negoziale ed efficacia provvedimentale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla del decreto di esproprio; trattasi pur sempre di un accordo stipulato nell'esercizio di potestà pubblicistica, il quale non rientra né negli accordi sostitutivi di provvedimento ex art. 11 L. 241/90 né si atteggia a mero negozio di diritto privato di compravendita.

La cessione volontaria regolata dalla legge n.865 del 1971 (art.12) è un contratto pubblicistico siccome originato da un procedimento espropriativo che si perfeziona con la volontà delle parti con oggetto il trasferimento del bene.

L'accordo di cessione volontaria è negozio giuridico di diritto privato traslativo della proprietà, come tale soggetto alle regole poste dal Codice civile per i contratti in generale e per la vendita in particolare. Al contempo è atto che si inserisce nell'ambito di una procedura espropriativa e tiene luogo del decreto di esproprio: è, dunque, un contratto a oggetto pubblico stipulato nell'esercizio di potestà pubblicistiche.

Per costante giurisprudenza di legittimità, la cessione volontaria dell'immobile espropriando, quale subprocedimento predisposto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12 si inserisce nell'ambito di un più ampio proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inistrativo da cui trae origine e dal quale è condizionata ed è caratterizzato da un collegamento genetico tra momento autoritativo della procedura ablativa e quello paritetico di incontro delle volontà al fine di acquisire il bene in via alternativa all'espropriazione (costituendo un momento della procedura ablatoria ed inquadrandosi nello schema del negozio di diritto pubblico).

La cessione volontaria è atto conclusivo del procedimento di espropriazione, comportando l'effetto traslativo della proprietà interessata dalla realizzazione dell'opera pubblica. In questo senso, l'espropriazione può concludersi o con il decreto di espropriazione oppure, su richiesta del proprietario espropriando, con atto negoziale di cessione volontaria del bene. La cessione volontaria, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione, di cui produce i medesimi effetti, non perde la sua connotazione di atto autoritario implicando, più semplicemente, la confluenza, in un unico testo, di provvedimento e negozio.

La cessione volontaria del bene, nel procedimento espropriativo, in quanto sostitutiva del decreto di espropriazione, di cui produce i medesimi effetti, non perde la connotazione di att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo, implicando, più semplicemente la confluenza in un unico testo di provvedimento e negozio e senza che la presenza del secondo snaturi l'attività dell'Amministrazione, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del contenuto del provvedimento finale.

Il negozio espressamente previsto dalla L. n. 865/1971, art. 12, comma 1, appartiene alla categoria dei contratti c.d. ad oggetto pubblico, caratterizzati dal fatto che essi hanno per oggetto rapporti che soltanto il legislatore può regolare e costituisce una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo, mediante la utilizzazione di uno strumento privatistico, rimanendo tuttavia un accordo inserito nell'ambito di questo procedimento.

La cessione volontaria prevista dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12 si configura come un contratto ad oggetto pubblico che si innesta sul procedimento di espropriazione per pubblica utilità, nell'ambito del quale essa si pone quale strumento alternativo all'emissione del provvedimento ablatorio autoritativo, assolvendo la funzione di determinare l'acquisizione della proprietà da parte dell'espropriante, sulla base di un corrispettivo liquidato con rif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... parametri inderogabilmente stabiliti dalla legge per la determinazione dell'indennità di espropriazione.

La cessione volontaria, in quanto disciplinata da disposizioni di carattere inderogabile e tassativo, si configura come negozio di diritto pubblico, dotato della funzione, comune al decreto di espropriazione, di segnare l'acquisto a titolo originario in favore della Pubblica Amministrazione del bene compreso nel piano d'esecuzione dell'opera pubblica.

La "cessione volontaria" di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12 è un contratto cd. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito del procedimento di espropriazione, comportando il trasferimento a titolo originario della proprietà dell'immobile all'amministrazione espropriante dietro pagamento dell'indennizzo ex art. 42 Cost..

E' stata riconosciuta alla cessione bonaria, così come prevista dall'art. 12 della L. n. 865/71, la natura di contratto ad oggetto pubblico, il quale se inserito nell'ambito del procedimento espropriativo lo conclude eliminando la necessità di un provvedimento amministrativo di acquisizione coatta della proprietà privata.

La cessione volontaria degli immob... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; definita dalla giurisprudenza un contratto ad oggetto pubblico, che l'espropriando ha il diritto di convenire ad un "prezzo" determinato in base ai criteri fissati dalla legge, e che ha anche l'effetto di porre termine al procedimento, eliminando la necessità dell'emanazione del decreto di espropriazione (richiesto, invece, nel caso di mancata accettazione dell'offerta) e dello svolgimento del subprocedimento di determinazione dell'indennità definitiva.

La cessione volontaria, in quanto regolata da disposizioni di carattere inderogabile e tassativo, ha natura di negozio di diritto pubblico dotato della funzione, propria del decreto di espropriazione, di segnare l'acquisto a titolo originario in favore della P.A. del bene compreso nel piano di esecuzione dell'opera pubblica.

La cessione volontaria del bene assoggettato alla procedura di espropriazione per pubblica utilità, non costituisce un negozio di diritto privato, ma un negozio di diritto pubblico, diretto a consentire una più sollecita definizione del procedimento relativo al trasferimento coattivo del bene.

La cessione volontaria è un contratto cd. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imento di espropriazione, che l'espropriando ha il diritto di convenire in seguito ad un subprocedimento predisposto dalla legge e ad un prezzo pur esso predeterminato in base a criteri legali inderogabili.

La cessione volontaria costituisce un contratto ad oggetto pubblico che, inserito nell'ambito di un procedimento espropriativo, lo conclude, eliminando la necessità di un provvedimento amministrativo di acquisizione coatta della proprietà privata.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> NATURA --> ART. 11 L. 241/1990

La legge sul procedimento amministrativo, disciplinante all'art. 11, la figura degli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento amministrativo che, per gli stessi, radica la giurisdizione amministrativa, è entrata in vigore solo nel 1990. L'accordo di cessione, risalente ad epoca antecedente, può ragionevolmente considerarsi stipulato ai sensi della normativa allora vigente sull'espropriazione per pubblica utilità (L. n. 865 del 1971, art. 12), che prevede che le parti possano convenire per la cessione volontaria degli immobili; tale accordo considerato privatistico, viene escluso dal novero degli accordi pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L. n. 241 del 1990, ex art. 11 con conseguente giurisdizione del g.o.

Non residuano dubbi circa la qualificazione anche dell'accordo preliminare di cessione nell'alveo dell'art. 11 della l.n. 241/90, come riconosciuto da un recente intervento del Consiglio di Stato (sez. IV, 30 settembre 2013, n. 4872).

La cessione volontaria degli immobili assoggettati ad espropriazione e la determinazione amichevole della relativa indennità non rientrano nel genus degli accordi ex art. 11 della L. n. 241/90, circostanza che implica la non operatività della previsione di cui all'odierno art. 133, comma 1, lett. a) n. 2, del C.P.A. Ciò comporta che ogni vertenza relativa all'esecuzione ed all'adempimento dell'accordo di cessione volontaria rientri nella giurisdizione del giudice ordinario.

L'impostazione in base alla quale la cessione volontaria all'interno di un procedimento espropriativo non sia species dell'accordo ex art. 11 L. n. 241/1990, non può essere condivisa: presupposto dell'accordo è la preesistenza di un potere autoritativo, che viene sostituito da uno strumento negoziale, non importa se la discrezionalità attiene soltanto all'an e non al quomodo.

La cessio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia è configurata come modo tipico di chiusura del procedimento, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in virtù di una relazione legale e predeterminata di alternatività al decreto ablatorio, e per ciò non di semplice sostituzione che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi previsti dall'art. 11 della legge n. 241-90, che sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi, che sono liberi solo nell'an.

La cessione volontaria dei beni è un'ipotesi speciale di accordo tra privato e amministrazione, caratterizzata dalla mancanza della discrezionalità propria degli accordi riconducibili all'art. 11 l. n. 241 del 1990, e quindi, qualora si decida di utilizzare lo strumento convenzionale ai fini della cessione dei beni, la scelta è obbligata verso le modalità proprie previste dal TU Espropri, essendo qualsiasi altro tipo di accordo non sussumibile sotto la previsione dell'art. 11 l. 241/1990, ma rientrando all'interno degli accordi privatistici.

Nella materia degli espropri l'accordo fra soggetto espropriando ed amministrazione, sostitutivo del decreto di espropriazione e quindi assoggettato alla giurisdizione del giudice amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la sua disciplina esclusivamente nel T U sugli espropri; questo istituto ha carattere speciale rispetto alla regola generale dettata in materia di accordi fra privato ed amministrazione dall'art. 11 della legge n.241/1990.

L'articolo 11 della legge n. 241/1990, secondo il quale spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la cognizione delle controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi stipulati dall'amministrazione con gli interessati al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo, non è applicabile al procedimento di cessione volontaria del bene da espropriare.

La funzione della cessione volontaria è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento di esproprio, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in forza di una relazione legale e predeterminata di alternatività rispetto al decreto ablatorio, e non già di mera sostituzione di questo, che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi di cui alla legge n. 241/1990, art. 11, comma 1, i quali sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi che sono, invece, liberi soltanto nell'an.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...La funzione della cessione volontaria è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento di esproprio, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in forza di una relazione legale e predeterminata di alternatività della cessione volontaria rispetto al decreto ablatorio, e non già di mera "sostituzione" di questo che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 11, comma 1, i quali sono liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi che sono, invece, liberi soltanto nell'an.

Il potere di annullamento, in via di autotutela, concesso alla P.A dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 11, comma 4, non è invocabile in tema di cessione volontaria del bene assoggettato a procedura espropriativa, dal momento che le relative controversie sono devolute al giudice ordinario e l'assenza di profili di discrezionalità nella determinazione dell'indennità, ancorata a parametri legali, rigidi e prestabiliti, ne esclude la compatibilità con gli accordi sostitutivi previsti dalla L. n. 241 del 1990, art. 11, caratterizzati invece dalla libertà nell'an e nel quomodo.

La cessione volon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; atto del procedimento espropriativo che non rileva come autonoma fonte negoziale di regolamento degli interessi delle parti stipulanti, ma è sostitutivo del provvedimento finale, secondo la definizione degli accordi conclusi tra P.A. e privato di cui all'art. 11 della l. n. 241 del 1990, che radica la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Quella prevista dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 è un'ipotesi speciale di accordo tra privato e pubblica amministrazione, per di più caratterizzata dalla mancanza della discrezionalità propria degli accordi riconducibili alla L. n. 241 del 1990, art. 11. Sicchè la disciplina speciale dettata dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 non è derogata neppure per quanto attiene alla giurisdizione dalla disciplina generale del procedimento amministrativo.

La cessione volontaria degli immobili e la determinazione amichevole dell'indennità, in particolar modo, non possono derogare dai prestabiliti parametri legali; la funzione stessa della cessione è quella di rappresentare un modo tipico di chiusura del procedimento, secondo modalità ritenute necessarie dalla legge in virtù di una relazione legale e predeterminata di alternativit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...decreto ablatorio e per ciò non di semplice sostituzione che ne consenta l'inquadramento tra gli accordi sostitutivi previsti dalla L. n. 241 del 1990, art. 11, liberi nell'an e nel quomodo, a differenza degli accordi espropriativi, che sono liberi solo nell'an.


 
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