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Il giudizio di responsabilità amministrativa nel danno da procedura espropriativa: il litisconsorzio necessario

Poiché la responsabilità amministrativa è personale (venuto meno il principio di solidarietà passiva), l'accertamento della responsabilità non può comportare alcun litisconsorzio necessario tra più corresponsabili dello stesso danno. In altri termini, l’eventuale assenza in giudizio di soggetti che dovessero risultare partecipi della condotta causativa di danno non altera la complessiva valutazione della responsabilità imputabile ai singoli.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
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RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> LITISCONSORZIO

Il carattere parziario dell'obbligazione da responsabilità amministrativa è positivamente sancito dall'art. 1-quater, della legge 14 gennaio 1994, n.20 (come modificato dall'articolo 3 del decreto legge 23 ottobre 1996, n.543, convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1996, n.639) "se il fatto dannoso è causato da più persone, la Corte dei conti valutate le singole responsabilità, condanna ciascuno per la parte che vi ha preso". La posizione processuale del convenuto non riceve, pertanto, alcun nocumento, dalla mancata chiamata in causa di altri soggetti di cui è asserita la concorrenza nella causazione del danno.

Non è necessario, ai fini del corretto riparto del danno, che il giudizio per danno erariale si svolga in presenza di tutti i soggetti eventualmente responsabili, potendo il giudice contabile tener conto, se del caso, della parte di esso causalmente riconducibile ai soggetti non evocati in giudizio.

L'orientamento costante della giurisprudenza contabile, ammette la sussistenza del litisconsorzio necessario soltanto in alcune specifiche ipotesi, considerando di regola come autonome le posizioni di ciascun c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., stanti i principi della personalità e della parziarietà della responsabilità amministrativa.

L'eventuale assenza in giudizio di soggetti che dovessero risultare partecipi della condotta causativa di danno non altera la complessiva valutazione della responsabilità imputabile ai singoli, atteso che il suo carattere strettamente personale consente sempre al collegio giudicante di ponderare l'apporto causale concretamente ascrivibile a ciascuno.

Va escluso il litisconsorzio necessario tra più corresponsabili dello stesso danno; ciò in quanto non sussiste inutilità della decisione nel caso in cui solo alcuni dei corresponsabili siano condannati al risarcimento (di una parte) del danno.

Un'ipotesi di litisconsorzio necessario tale da imporre l'integrazione del contraddittorio con la chiamata in giudizio di altri soggetti, si verifica esclusivamente qualora l'azione sia suscettibile di incidere su un rapporto plurisoggettivo unico o sia finalizzata ad ottenere l'adempimento di una prestazione inscindibile comune a più soggetti, per cui si renda necessario il contraddittorio di tutte le parti interessate affinché la sentenza sia utiliter data.

Poiché la res... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; amministrativa è personale, essendo tra l'altro venuto meno il principio di solidarietà passiva (art. 1 L. n. 20/1994), l'accertamento della responsabilità nei confronti del soggetto convenuto non può comportare alcun litisconsorzio necessario. Anzi, la fisiologia (e natura) del nuovo processo di responsabilità erariale comporta l'obbligo del giudice adito di giudicare in ogni caso la responsabilità del convenuto e quindi di condannarlo, se ritenuto colpevole, per la parte di danno a lui imputabile.

Nel giudizio di responsabilità amministrativa non ricorre un'ipotesi di litisconsorzio necessario ex art. 102 c.p.c., nel senso che non può dirsi che la decisione sul merito della causa, sarebbe inutilmente resa se non pronunciata anche nei confronti di quei soggetti che avrebbero partecipato alla realizzazione dell'evento dannoso di cui è causa. Per il noto principio della parziarietà su cui si fonda la responsabilità amministrativo–contabile, la tesi dell'ammissibilità dell'istituto del litisconsorzio necessario è accolta soltanto in alcune precise e rare evenienze.

E' ammissibile la sussistenza del litisconsorzio necessario sia in primo che in seco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oltanto in talune specifiche ipotesi (ipotesi marginali di concorso doloso: art. 1, comma 1 quinquies legge 20/1994), considerando autonome le posizioni di ciascun compartecipe, stante il principio della parziarietà della responsabilità amministrativo - contabile contenuto nell'art. 3, 1° comma, lett. a), D.L. 23.10.1996 n. 453, convertito in legge 20.12.1996 n. 639, che ha introdotto il comma 1 quater nell'art. 1 legge 20/1994.

Per effetto dell'ordine del giudice l'originario litisconsorzio facoltativo diventa litisconsorzio necessario processuale e la conseguenza dell'omessa chiamata non determina, nel giudizio contabile, la cancellazione della causa dal ruolo e la successiva estinzione.

RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> LITISCONSORZIO --> CONTRADDITTORIO, INTEGRAZIONE

A seguito delle innovazioni legislative all'istituto della responsabilità amministrativa introdotte dalle L. 19 e 20/1994, modificate dalla L. 639/1996, con l'introduzione del principio della personalità e parziarietà in luogo di quello pre-vigente della solidarietà, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario ex art.102 c.p.c.,l'integrazione d'ufficio del contraddittorio può eventualmente tro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so soltanto in ipotesi di litisconsorzio facoltativo ("comunanza di cause") cioè quando dall'impianto accusatorio emergano condotte autonome di terzi che abbiano potuto incidere nel processo di causazione del danno, in tal modo rendendosi opportuna la loro chiamata per ragioni di economia processuale, anche al fine di evitare conflitto di giudicati.

RESPONSABILITÀ --> AZIONE --> LITISCONSORZIO --> CONTRADDITTORIO, INTEGRAZIONE --> JUSSU JUDICIS

Sulla base delle peculiarità del giudizio contabile rispetto a quello civile, va respinta la richiesta di integrazione del contraddittorio iussu iudicis, anche tenuto conto del fatto che, nel giudicare la parte citata, il giudice ha il potere di modulare, se del caso, il quantum debeatur ossia di determinare il danno da imputare anche in considerazione delle condotte di soggetti estranei al processo qualora dovesse emergere che con le loro condotte vi abbiano avuto parte, così da evitare che i soggetti citati in giudizio debbano sopportare il peso di un risarcimento che invece sarebbe spettato ad altri se ritualmente convenuti.

Dopo la riforma dell'istituto della responsabilità amministrativo-contabile introdotta dalle leggi n. 19 e n. 20 del 1994,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cate dalla L. n. 639/1996, al di fuori del litisconsorzio necessario ex art.102 c.p.c., l'integrazione d'ufficio del contraddittorio può eventualmente trovare ingresso, ai sensi dell'art.107 c.p.c., soltanto in ipotesi di "comunanza di cause". Detta integrazione rientra nel potere discrezionale dell'organo giudicante, il quale ben può decidere la causa con esclusivo riferimento alla posizione dei convenuti citati, oppure ritenere la comunanza della causa con altri soggetti ed estendere nei loro confronti la domanda attrice per evitare il contrasto di giudicati e per ragioni di economia processuale.

Ai fini di assicurare la parità di posizioni tra accusa e difesa, è necessario che il rapporto processuale sia tenuto al riparo da alterazioni o condizionamenti, che potrebbero provenire proprio dallo stesso giudice contabile se esercitasse attività sindacatoria anche quando essa non sia necessaria per la definizione del processo; tale sarebbe il caso della citazione di un soggetto che il procuratore contabile non abbia ritenuto di convenire in un giudizio per danno erariale dovuto al mancato perfezionamento di una procedura di esproprio.

Con l'atto di citazione, chiusa la fase preliminare delle indagini del Procuratore ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inizia l'attività processuale stricto sensu e, ormai consumato l'esercizio dell'azione da parte dello stesso procuratore regionale, che ne è titolare esclusivo, la medesima domanda, causa petendi e petitum, entra nella valutazione del giudice che, alla luce degli elementi forniti sia dall'attore che dai convenuti, esamina la congruità del contraddittorio e, ove lo ritenga, ne dispone l'integrazione, ordinando all'attore di chiamare in causa altri soggetti estendendo ad essi la medesima domanda.

Nel giudizio contabile è ritenuto possibile un intervento iussu iudicis in applicazione dell'art. 107 c.p.c.; al di là delle possibili questioni sugli effetti di una tale chiamata in relazione al principio della domanda è comunque indubbio che si tratta di un intervento che consegue all'esercizio di un potere discrezionale riservato al giudice e che per l'art. 344 c.p.c. non può essere esercitato per la prima volta in grado di appello.

La disciplina codicistica in materia di chiamata del terzo, citazione ex officio del giudice per ragioni di opportunità (art. 107) e per il caso di litisconsorzio necessario (artt. 102), deve essere vista alla luce delle peculiarità che connotano il processo per re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à contabile, in cui la fase giudiziale della controversia prende avvio con l'azione risarcitoria, il cui esercizio è di esclusiva competenza della Procura; al giudice spetta modulare, se del caso, il quantum debeatur, ossia di determinare il danno da imputare anche in considerazione delle condotte di soggetti che rimangono estranei al processo.

Ai fini di assicurare la parità di posizioni tra accusa e difesa è necessario che il rapporto processuale sia tenuto al riparo da alterazioni o condizionamenti, che potrebbero provenire proprio dallo stesso giudice contabile se esercitasse attività sindacatoria anche quando essa non sia necessaria per la definizione del processo; tale sarebbe il caso della citazione di un soggetto che il procuratore contabile non abbia ritenuto di convenire in un giudizio per danno erariale.

L'intervento su ordine del giudice, secondo quanto previsto dall'art. 47 del r.d. 13 agosto 1933 n. 1038 (regolamento di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti), nonché dall'art. 107 c.p.c., presuppone la comunanza di causa ed esige che il giudice lo reputi opportuno.
L'intervento su ordine del giudice, secondo quanto previsto dall'art. 47 del r.d. 13 agosto 1933 n. 1038 (rego... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti), nonché dall'art. 107 c.p.c., presuppone la comunanza di causa ed esige che il giudice lo reputi opportuno.

Nell'esaminare la posizione dei convenuti nel giudizio di responsabilità il giudice può e deve tener conto anche di altri soggetti, nel rispetto del principio secondo cui, ove il giudice individui altri responsabili oltre a quelli chiamati in giudizio dal pubblico ministero, può decidere il merito della causa, previa incidentale valutazione delle posizioni dei non convenuti, ridimensionando il danno addebitabile ai convenuti, o azzerandolo, qualora ritenga che la responsabilità non sia da attribuire ai convenuti, bensì, per l'intero, ad altri soggetti estranei al processo, senza che sia necessario, al fine di valutare la posizione dei convenuti, che i soggetti terzi siano chiamati in giudizio.

Nel giudizio di responsabilità amministrativa la prospettata responsabilità, in via esclusiva o concorrente, di più soggetti, non ne impone la vocatio in ius iussu iudicis. Nel giudicare sulla responsabilità dei convenuti, ai fini della determinazione della quota di danno loro imputabile, devono essere valutate incidentalmente le co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i altri soggetti che, seppur non convenuti in giudizio possano aver avuto un contributo causale nella produzione del danno, senza che tale accertamento faccia stato nei loro confronti.

E' preclusa al giudice contabile l'esercizio di attività sindacatoria al di fuori delle ipotesi in cui la stessa non sia necessaria per la definizione del processo. Il potere sindacatorio del giudice contabile comprende la determinazione del "quantum debeatur", ossia la definizione della controversia ponendo a carico del convenuto solo la parte del danno effettivamente cagionato anche in considerazione delle condotte di soggetti estranei al processo, ma non è estendibile alla citazione in giudizio di detti soggetti che il procuratore contabile non ha ritenuto di convenire per danno erariale.

Poiché va riconosciuto al giudice il potere di determinare il quantum debeatur, ossia di definire la controversia ponendo a carico del convenuto solo la parte del danno effettivamente cagionato, quel che rileva a questo Collegio nel caso di cui si discute, è la non doverosa estensione della chiamata in giudizio di coloro che non siano stati ritenuti responsabili dall'Organo inquirente per il danno erariale derivante dal mancato perfezionamento di una pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esproprio.

Al Procuratore presso la Corte di conti spetta di indagare sull'apporto causale e sull'elemento soggettivo, sì da convenire in giudizio coloro che sono ritenuti meritevoli della condanna; al giudice contabile spetta di giudicare la parte citata modulando, se del caso, il quantum debeatur anche in considerazione delle condotte di soggetti estranei al processo, ma senza per questo chiamarli in giudizio iussu iudicis.

Il collegio giudicante non può ordinare l'integrazione del contraddittorio nei confronti di un soggetto che il procuratore contabile non abbia ritenuto di convenire in un giudizio per danno erariale dovuto al mancato perfezionamento di una procedura di esproprio.

La chiamata in giudizio può avvenire solo ad opera della procura, e non iussu iudicis dal collegio.

La citazione in giudizio può avvenire solo da parte della procura, non può essere disposta dal giudice contabile ex officio.

L'integrazione del contraddittorio ex officio rappresenta una facoltà discrezionale del giudice che procede, fermo restando l'obbligo del giudice di decidere su eccezioni dei convenuti circa l'esistenza dei fatti impeditivi della pretesa attorea, ovvero di autono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di terzi che si pongano in tutto o in parte come causa del danno contestato, riducendo o elidendo la responsabilità dei convenuti stessi.

Il Collegio non può disporre iussu iudicis la citazione di soggetti che il procuratore contabile non ha ritenuto di convenire in un giudizio per danno erariale dovuto al mancato perfezionamento di una procedura di esproprio.

L'integrazione d'ufficio del contraddittorio può trovare ingresso soltanto in ipotesi di "comunanza di cause" ovverosia qualora dall'impianto accusatorio emergano condotte concausali autonome di terzi che abbiano potuto incidere nel processo di causazione del danno, sovrapponendosi o unendosi alla condotta dei convenuti.



 
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