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L'autorità espropriante per la pubblica utilità: A.S.P.I.

Soggetto privato che gestisce beni pubblici a seguito di dismissione da parte dello Stato, A.S.P.I. non può porre in essere direttamente e autonomamente tutti i provvedimenti necessari per la realizzazione di progetti di adeguamento ed ampliamento, il che vale in particolare per gli atti relativi all’apposizione di un vincolo preordinato all’esproprio.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2014
pagine: 2218 in formato A4, equivalenti a 3771 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Sintesi: ASPI è un soggetto privato, il quale gestisce beni pubblici a seguito della dismissione da parte dello Stato della proprietà e della gestione delle autostrade; la legge, peraltro, non consente ad ASPI di porre in essere direttamente e autonomamente tutti i provvedimenti necessari per la realizzazione dei progetti di adeguamento ed ampliamento della rete, il che vale in particolare per gli atti da cui scaturisce l'apposizione di un vincolo preordinato all'esproprio su beni immobili di proprietà di terzi e per la dichiarazione di pubblica utilità.

Sintesi: Se dopo aver conseguito dall'autorità competente l'adozione del provvedimento impositivo del vincolo preordinato all'esproprio e della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, ASPI decide di non portare avanti un determinato progetto non è necessaria l'adozione di specifici provvedimenti (che ben possono essere adottati dalle autorità competenti, ma non certo dalla società).

Estratto: «A questo ultimo riguardo va evidenziato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente anche nel corso della discussione orale, la rinuncia di ASPI a realizzare il progetto avversato non doveva trovare necessariame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in un provvedimento formale adottato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e/o da ANAS (anche se un simile atto potrebbe forse risultare opportuno al fine di consentire alla società di ricorrente di poter disporre liberamente dei beni in questione e di commercializzarli ai prezzi di mercato), atteso che:- ASPI è un soggetto privato, il quale gestisce beni pubblici a seguito della dismissione da parte dello Stato della proprietà e della gestione delle autostrade;- in questo senso, la società resistente è autorizzata per legge ad avvalersi di strumenti pubblicistici per perseguire le finalità più strettamente connesse agli interessi pubblici che, pur dopo la privatizzazione, continuano a caratterizzare il settore. Prima fra tutte queste finalità è la manutenzione ordinaria e straordinaria e l'adeguamento della rete autostradale e delle opere accessorie e pertinenziali;- la legge, peraltro, non consente ad ASPI di porre in essere direttamente e autonomamente tutti i provvedimenti necessari per la realizzazione dei progetti di adeguamento ed ampliamento della rete, il che vale in particolare per gli atti da cui scaturisce l'apposizione di un vincolo preordinato all'esproprio su beni immobili di propriet&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i e per la dichiarazione di pubblica utilità;- pertanto, se dopo aver conseguito dall'autorità competente l'adozione del provvedimento impositivo del vincolo preordinato all'esproprio e della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, ASPI decide di non portare avanti un determinato progetto non è necessaria l'adozione di specifici provvedimenti (che ben possono essere adottati dalle autorità competenti, ma non certo dalla società resistente). In materia di espropriazione per p.u., infatti, uno dei modi con i quali il soggetto proponente può lasciar cadere un progetto è quello di non far seguire entro il termine di cui agli artt. 9 e 13 del T.U. n. 327/2001 la dichiarazione di p.u. o il decreto di esproprio;- peraltro, nella specie, oltre alla espressa dichiarazione di rinuncia al progetto versata in atti da ASPI (la quale non appare al Collegio finalizzata a determinare la conclusione dei presenti giudizi con una sentenza in rito che potrebbe poi essere in qualche modo "aggirata" in futuro), rileva il fatto che in parte qua la presente sentenza si fonda proprio su tale sopravvenienza di fatto, per cui le presenti considerazioni non costituiscono un obiter dictum. Pertanto, in base ad un risalente ma sempre attuale inseg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Consiglio di Stato (vedasi, per tutte, la sentenza della Sez. VI n. 40/1995), dalla presente decisione discendono effetti sostanziali, nel senso che è precluso ad ASPI riprendere in futuro la procedura volontariamente interrotta, potendo, al massimo, attivare un nuovo procedimento, nel quale dovranno ovviamente essere garantiti ai privati interessati i diritti partecipativi previsti dall'ordinamento di settore.»



 
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