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Attività estrattiva e risarcimento del danno

Il risarcimento del danno da ritardo nel rilascio dell'autorizzazione per la coltivazione di una cava non comprende le somme che il ricorrente ha dovuto restituire ad un terzo per la cessione del diritto di estrazione e condizionato dal rilascio da parte della P.A. delle necessarie autorizzazioni.

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titolo:ATTIVITÀ ESTRATTIVA - aspetti demaniali e urbanistici
anno:2014
pagine: 329 in formato A4, equivalenti a 559 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CAVE

Sintesi: La cava, pur in mancanza di autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività, viene in considerazione come strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale, per tutto e solo il tempo della sua prevista utilizzabilità e detto reddito costituisce il razionale riferimento per la determinazione del danno patito per la perdita di tale fonte reddituale.


Estratto: «Il motivo è infondato sotto il primo profilo poiché la cava, pur in mancanza di autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività, viene in considerazione come strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale, per tutto e solo il tempo della sua prevista utilizzabilità e detto reddito costituisce il razionale riferimento per la determinazione del danno patito per la perdita di tale fonte reddituale (Cass. sez. un. 16 marzo 2010, n. 6309; Cass. 23 novembre 2012, 20760).»

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA ILLEGITTIMO DINIEGO DI ATTIVITÀ ESTRATTIVA

Sintesi: In tema di danno risarcibile, il lucro cessante per il mancato ampliamento del perimet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...può ritenersi sussistente secondo un normale criterio di causalità, in quanto è del tutto evidente che detti ricavi, derivanti dalla commercializzazione del materiale estratto, non possono in alcun modo pervenire all'imprenditore che non operi la coltivazione sulle particelle indebitamente interdette all'attività estrattiva.

Estratto: «5.2 – L'atro capo della domanda risarcitoria attiene al cessante per rinuncia agli utili che sarebbero derivati a parte ricorrente dalla coltivazione e recupero della cava. Esso è fondato, e va accolto.In via preliminare è bene evidenziare come sussistano, nella circostanza, tutti i presupposti all'uopo previsti dall'art. 30 del c.p.a., nella lettura da ultimo fornitane dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 3 del 23 marzo 2011.a) La ricorrente si è preoccupata, innanzitutto, di spiegare la domanda risarcitoria adesso in esame sin dal momento della proposizione del ricorso, il quale recava anche la domanda di annullamento; sicché la domanda medesima, proposta dopo l'entrata in vigore dell'art. 30, comma V del c.p.a., è tempestiva.b) Ciò rileva anche sotto il profilo dell'esistenza del nesso di causalità tra illegittimi provvediment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (e poi annullati) e danni lamentati dall'interessata: nesso che deve essere valutato nel senso di causalità giuridica, per cui non basta che il danno abbia avuto origine dall'illegittima attività provvedimentale, ma è altresì necessario che ad esso, alla luce del criterio di buona fede oggettiva, non abbia concorso la condotta (anche omissiva) del danneggiato (A.P. n. 32011): cosa che accade nel caso in cui la parte interessata non impugni tempestivamente (lasciandolo consolidare) l'atto ritenuto lesivo della sua sfera giuridica.Come chiarito dalla citata e recente pronuncia dell'Adunanza Plenaria, la regola della preventiva impugnazione deve essere ricavata dall'art. 30, III comma del c.p.a., per cui il giudice valuta tutte le circostanza di fatto ed il comportamento complessivo delle parti, e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l'ordinaria diligenza, anche attraverso l'esperimento degli strumenti di tutela previsti; strumenti che nel caso in esame, come detto, sono stati tempestivamente ed esaustivamente utilizzati.c) Sussiste, poi, l'elemento soggettivo dell'illecito, pure costitutivo della fattispecie di danno risarcibile, costituito dalla colpa dell'Amministrazione: esso risiede nella mancata valut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orme (gli articoli 3 e 27 delle NTA al PRAE) che la stessa Regione si era data, tanto da farne conseguire la deliberazione della Giunta Regionale n. 1789 del 4 dicembre 2009, con cui la cava in questione è stata classificata tra quelle ricomprese in area di crisi, e dunque soggetta all'art. 27 delle NTA al PRAE.d) L'antigiuridicità del fatto illecito causativo di danno, costituito dai provvedimenti impugnati, poi, è stata ampiamente messa in luce nella parte demolitoria della presente sentenza, cui per brevità si rinvia.Tanto premesso in via generale, è da dire che il lucro cessante per il mancato ampliamento del 20% del perimetro di cava può ritenersi sussistente secondo un normale criterio di causalità, in quanto è del tutto evidente che detti ricavi, derivanti dalla commercializzazione del materiale estratto, non possono in alcun modo pervenire all'imprenditore che non operi la coltivazione sulle particelle indebitamente interdette all'attività estrattiva.»

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA RITARDI NELL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO --> AUTORIZZAZIONE ALLA COLTIVAZIONE DI CAVE

Sintesi: Laddove il privato leso dal ritardo dell'amministrazione nel r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di cava dimostri che, nel periodo considerato, il fatturato è rimasto invariato ma i ricavi sono diminuiti, è corretto ritenere che il danno subito per il ritardo in questione sia costituito dalle maggiori spese sostenute dal danneggiato per l'acquisto del materiale di cava.

Estratto: «5.1. I primi giudici, a fronte di una richiesta risarcitoria di €, 6.393,611,00 (per lucro cessante anno 2000, €. 761.518,00; lucro cessante prospettico, €. 4.702.137,00; danno emergente per spese legali sostenute €. 29.956,00 e danno emergente per perdita di avviamento,€. 900.000), dall'esame dei documenti esibiti ed in particolare della nota integrativa al bilancio della società Italardesia s.r.l. dell'anno 2000, hanno evidenziato che "…l'aumento dell'estrazione di materiale [nell'anno 2000 rispetto al 1999], l'acquisto di materiale ardesiaco per l'anno 2000, l'invarianza del fatturato per l'anno 2000 [€. 1.966.463,00, rispetto al 1999 €. 1.990.168,00] ed il successivo azzeramento degli acquisti di ardesia nell'anno successivo sono elementi che inducono a ritenere che il ritardo di cui si discute abbiano causalmente determinato l'acquisto di ardesia da parte della ricorrente. Po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tuttavia il fatturato è rimasto invariato ma i ricavi sono diminuiti costituisce logica conseguenza ritenere che il danno subito per il ritardo in questione sia costituito dalle maggiori spese sostenute per l'acquisto di ardesia", spese quantificate in €. 215.877,00, pari alla differenza tra la somma pagata per l'acquisto di ardesia nell'anno 2000 (€. 225.143,00) e quella pagata nell'anno 2001 (€. 9.266,00).A fronte di tale rigoroso, ragionevole e condivisibile ragionamento, la tesi prospettata delle amministrazioni appellanti, secondo cui a partire dal 2001 non vi sarebbe stato alcun avvio dell'estrazione a pieno regime del filone grosso della Cava Canevaiole, rimasta addirittura intonsa fino al 2005, è del tutto inconferente, avendo riguardo ad un profilo del tutto diverso da quello obiettivo considerato dai primi giudici e comunque non utile a dimostrare l'infondatezza dei costi sostenuti per l'acquisto altrove dell'ardesia che non era stata possibile "cavare" a causa del ritardato rilascio dell'autorizzazione e della non ottimale qualità dell'ardesia prodotta dalla cava (deduzione operata dai primi giudici in modo convincente e non adeguatamente confutata); così come irrilevante, ai fini in questione, è la deduzione, peraltro generic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... infatti a "molte fatture", senza ulteriore specificazioni), secondo cui l'acquisto riguarderebbe non già materiale grezzo (c.d. "a bocca di cava"), bensì manufatti di ardesia già definiti (lastre da biliardo), giacché non è minimamente dubitabile che tali acquisti sono la conseguenza diretta ed immediata del tardivo rilascio dell'autorizzazione e della impossibilità della società Italardesia s.r.l. di utilizzare il materiale di cava (il che rende irrilevante anche l'ulteriore argomentazione spesa dalle parti pubbliche secondo cui il danno liquidato era eccessivo, non avendo tenuto conto dei costi di lavorazione che la società avrebbe risparmiato con l'acquisto dei predetti manufatti di ardesia; così come ugualmente priva di qualsiasi supporto probatorio, frutto pertanto di una mera critica.Pertanto l'appello principale della Regione Liguria e quello incidentale del Comune di Triora devono essere respinti.»

Sintesi: Gli ordini inevasi, se privi di data certa, non sono utilizzabili quale prova del danno subito per il ritardo nell'adozione dell'autorizzazione all'esercizio di attività di cava.

Estratto: «5.2. Deve tuttavia rilevarsi che le conclusioni cui sono per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imi giudici in ordine alla quantificazione del risarcimento danno subito dall'Italardesia s.r.l. (e sulla prova dello stesso) non meritano censura neppure alla luce del gravame incidentale spiegato proprio dalla stessa Italardesia s.r.l.Quanto al profilo del lucro cessante, con particolare riferimento agli ordini inevasi, su cui l'appellante incidentale insiste quale prova del danno subito, i primi giudici hanno del tutto correttamente osservato che essi non sono utilizzabili in quanto privi di data certa.Tale circostanza non è stata negata dalla società Italardesia s.r.l., che tuttavia obietta la non contestazione delle amministrazioni pubbliche, tanto più che la legge non imporrebbe particolari formalità di conservazione delle comunicazioni commerciali: la tesi, ancorché suggestiva, non può trovare accoglimento, atteso che una circostanza dedotta da una parte può ritenersi pacifica, solo se essa sia esplicitamente ammessa dalla controparte o se questa, pur non contestandola in modo specifico, abbia improntato la difesa su circostanze o argomentazioni incompatibili col suo disconoscimento, sicché quando la mancata espressa contestazione della circostanza si fonda sull'assunto della non pertinenza del fatto dedotto al giudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, l'attore non è esonerato dall'onere di provare il fatto stesso (Cass., civ., sez. III, 24 novembre 2010, n. 23816); d'altra parte, se è vero che l'art. 2214 C.C. impone all'imprenditore un obbligo di regolare conservazione delle comunicazioni commerciali, senza la necessità di autenticazione e/o registrazione, è anche vero che i libri contabili e le altre scritture contabili dell'impresa soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore e possono fare prova, se regolarmente tenuti, nei rapporti tra imprenditori inerenti all'esercizio dell'impresa (art. 2710 C.C.): correttamente pertanto i primi giudici hanno ritenuto che i documenti in questione non potesse essere utilizzati come prova dell'asserito danno subito.»

Sintesi: Il risarcimento del danno da ritardo nel rilascio dell'autorizzazione per la coltivazione di una cava non comprende quelle somme che il ricorrente abbia restituito ad un terzo per effetto della risoluzione del contratto avente ad oggetto la cessione del diritto di estrazione e sottoposto alla condizione risolutiva per cui entro un certo termine dovevano essere rilasciate dalla P.A. le necessarie autorizzazioni di legge. È ricompreso invece quando il ricorrente sia stato costretto a versare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... risarcimento del danno.

Estratto: «5. L'appello non merita accoglimento. La sentenza del T.a.r. deve essere quindi confermata, sia pure sulla base di un percorso argomentativo in parte diverso da quello seguito dal giudice di prime cure. Anche a prescindere dall'applicabilità dell'art. 1227, comma 2, c.c., nella fattispecie la domanda risarcitoria non può essere accolta perché risulta in radice mancante il danno prospettato. La restituzione di quanto ricevuto in esecuzione di un contratto a prestazioni corrispettive poi risolto per effetto di una condizione risolutiva non rappresenta, infatti, propriamente un "danno", e non legittima, quindi, un'azione risarcitoria nei confronti del terzo (nella fattispecie il Comune), che con il suo comportamento ha realizzato l'evento dedotto nella citata condizione risolutiva. La restituzione delle prestazioni eseguite in base ad un contratto poi risolto ha solo l'effetto di rimettere le parti nella stessa situazione in cui si trovavano prima del contratto. Tale obbligo restitutorio trova il suo fondamento nel più generale principio che vieta gli arricchimenti ingiustificati o privi di causa. Il corrispettivo ricevuto trovava, invero, giustificazione causale nel contratto e nella contropre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i prevista; è evidente, allora, che, venendo meno il contratto, e con esso l'obbligo della controprestazione, deve essere restituita la prestazione già incassata, perché conservarla significherebbe mantenere un arricchimento ormai privo di qualsiasi giustificazione sinallagmatica.In altri termini, in seguito alla risoluzione del contratto, le prestazioni vanno restituite perché è ormai venuta meno la causa dell'attribuzione e mantenerle significherebbe consolidare un profitto ingiusto, perché non giustificato da alcuna contropartita. La restituzione del denaro da parte della società Fratelli Vanoni non è altro, quindi, che l'applicazione del principio che vieta gli spostamenti patrimoniali privi di causa (cfr. artt. 1325, n. 2,; 1458; 2033; 2041 cod.civ.)(OMISSIS)Diverso, ovviamente, sarebbe stato il caso in cui, a causa del ritardo nel rilascio dell'autorizzazione, la società avesse subito una condanna non alla restituzione, ma al risarcimento del danno arrecato alla controparte contrattuale. In tal caso, si sarebbe certamente potuto configurare un diritto di rivalsa nei confronti del terzo responsabile dell'inadempimento fonte del danno risarcito. Ma tale eventualità non ricorre nel caso di specie, in quanto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; rilevato, la pretesa fatta valere dal sig. Guacciolo verso la società Fratelli Vanoni non è stata risarcitoria, ma meramente restitutoria.»



 
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