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Formazione e approvazione dei piani particolareggiati di recupero urbanistico

L’interesse pubblico alla realizzazione del Piano di recupero, attività ampiamente discrezionale e afferente al c.d. governo del territorio, deve correlarsi e confrontarsi con quello privato a non vedersi inutilmente o spropositatamente sacrificato da scelte opinabili.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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Sintesi: Non è soggetto ad onere motivazionale attenuato il piano di recupero a contenuto specifico, interessante una porzione precisa di territorio e privo della connotazione di atto a contenuto generale, riferendosi esso, al contrario, ad un'area particolare e a soggetti aventi un collegamento stabile con l'area medesima, portatori di interessi tra di loro configgenti, specie con riguardo alla previsione relativa al confine tra due fondi ben individuati.

Estratto: «7.2.3. In linea di diritto, si osserva che il potere di deroga alle distanze trova la propria fonte normativa nel combinato disposto degli artt. 52, 30 e 38 l. urb. prov., che consente ai piani di recupero di derogare alle prescrizioni per la zona contenute nel piano urbanistico comunale. Giova, al riguardo, precisare che gli odierni appellanti nel ricorso introduttivo di primo grado non hanno dedotto la censura di violazione di legge per inosservanza degli standards urbanistico-edilizi fissati dagli strumenti urbanistici generali e rispettivamente dal d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, ma si sono limitati a rilevare che le previsioni di deroga agli standards esigono una motivazione puntuale e pregnante, nella specie non ravvisabile, così censurando gli impugnati provvedimenti sub ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orrelativa carenza motivazionale. Ne deriva, per un verso, che esula dal devolutum la vexata quaestio dell'applicabilità, o meno, nell'ordinamento autonomistico provinciale – connotato dalla potestà legislativa primaria della Provincie autonoma di Bolzano in materia di urbanistica –, del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, e che, per altro verso, l'oggetto del contendere è costituita dalla verifica dell'adeguatezza e congruità dell'onere motivazionale incombente all'Amministrazione. A tale ultimo riguardo rileva il Collegio che non è condivisibile l'assunto, contenuto nell'appellata sentenza, secondo cui, trattandosi di atto pianificatorio, l'onere motivazionale sarebbe alquanto attenuato. Infatti, nel caso di specie si tratta di un piano di recupero a contenuto specifico, interessante una porzione precisa di territorio e privo della connotazione di atto a contenuto generale, riferendosi esso, al contrario, ad un'area particolare e a soggetti aventi un collegamento stabile con l'area medesima, portatori di interessi tra di loro configgenti, specie con riguardo alla previsione in contestazione, relativa al confine tra due fondi ben individuati. Orbene, nel caso di specie una motivazione pertinente a base della disposta deroga alle distanze ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ernata nell'enunciato del condizionamento dalla situazione preesistente – può ravvisarsi limitatamente all'intento di sanare lo stato di fatto, connotato dalla realizzazione di costruzioni senza il rispetto delle distanze vigenti per la zona, e dunque limitatamente alla parte, in cui il piano di recupero esplica efficacia sanante delle preesistenze. Manca, invece, del tutto qualsiasi motivazione di deroga alle distanze con riguardo alla realizzazione di nuova volumetria assentibile, incidente sulle distanze – a prescindere dalla tipologia edilizia di futuri interventi –, restando segnatamente priva di giustificazione la scelta previsionale di introdurre la deroga, anche pro futuro, per il solo confine tra le due p.ed. 572 e 780, in tal modo esponendosi altresì al dubbio – non superabile dalla lettura di una idonea motivazione - che in tal modo si concreti una disparità di trattamento. 7.3. Per le esposte ragioni, ed entro gli evidenziati limiti, in parziale riforma dell'appellata sentenza gli impugnati provvedimenti devono essere annullati, con salvezza di ogni altra determinazione motivata dell'Amministrazione.»

Sintesi: La formazione e l'approvazione dei piani particolareggiati di recupero urbanistico costitu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà ampiamente discrezionale, nell'ambito della complessa azione di governo del territorio.

Estratto: «B.2. – Anche tutte le altre censure articolate sono prive di pregio giuridico.Non è provata da parte ricorrente la circostanza di fatto della realizzazione del fabbricato, nelle sue strutture essenziali, in epoca anteriore al 29.01.1977.D'altra parte, la doglianza, con cui si contesta l'immediata precettività dell'art. 15, lettera a), della L.R. n. 78/1976, non merita adesione.Ed invero, secondo il consolidato orientamento, anche di questo Tribunale, l'art. 2, comma 3, della L.R. n. 15/1991 costituisce norma di interpretazione autentica dell'art. 15 della menzionata l.r. n. 78/1976, in tal modo resa immediatamente precettiva, oltre che per le Amministrazioni Comunali, anche per i privati che intendano esercitare lo ius aedificandi.Ne consegue l'esclusione dalla concessione o autorizzazione in sanatoria per tutte le costruzioni eseguite entro i 150 metri dalla battigia, essendo il vincolo di inedificabilità, di cui all'art. 15, lett. a), della L.R. n. 78/1976, assoluto e diretto, in quanto imposto da una norma – qual è quella in argomento - di azione, e non di relazione (fra le tante v.: C.G.A., 19 marzo 2002... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....A.R. Sicilia, Palermo, III, 17 luglio 2008, n. 999, confermata dal C.g.a. con decisione 19 gennaio 2010, n. 23; 6 giugno 2006, n. 1406; 2 maggio 2006, n. 947; 20 aprile 2006, n. 839; 21 ottobre 2005, n. 4107; II, 8 febbraio 2007, n. 508; 23 maggio 2005, n. 805; Sez. I, 22 dicembre 2004, n. 2922).Né dal decorso del tempo – assunto da parte ricorrente come causa di inefficacia dell'ordine di demolizione - può desumersi la conformità a legge delle opere abusivamente realizzate, atteso che, secondo il costante orientamento giurisprudenziale, seguito anche da questo Tribunale (v., ad es., sez. I, 6 aprile 2005, n. 475; sez. III, 26 ottobre 2005, n. 4105), i provvedimenti che ordinano la demolizione di manufatti abusivi, stante il carattere permanente degli abusi edilizi, non abbisognano di congrua motivazione in ordine all'attualità dell'interesse pubblico alla rimozione degli stessi - che è in re ipsa, consistendo nel ripristino dell'assetto urbanistico violato (cfr. C.g.a., 5 dicembre 2002, n. 651; T.a.r. Campania, sez. IV, 4 luglio 2001, n. 3071; 13 giugno 2002, n. 3485; 20 ottobre 2003, n. 12962).Del parti destituito di fondamento è l'assunto, secondo cui la costruzione abusiva avrebbe dovuto costituire oggetto di sanatoria, previa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne dei piani particolareggiati di recupero, per essere inserita in una zona di notevole sviluppo urbanistico, in quanto:- ai sensi dell'art. 14 della l.r. n. 37/1985, la redazione dei piani particolareggiati di recupero urbanistico è obbligatoria solamente "... nel caso in cui gli agglomerati individuati abbiano una consistenza volumetrica non inferiore a 12 mila metri cubi per ettaro, prevalentemente abusiva, a prescindere dal numero dei fabbricati e dalla distanza esistente fra gli stessi e, nei casi con volumetrie inferiori, a condizione che gli agglomerati siano caratterizzati da gravi carenze igienico-sanitarie per assoluta mancanza di opere di urbanizzazione primaria e da degrado ambientale"; circostanze e presupposti, questi, di cui parte ricorrente nulla deduce, né offre alcun concreto principio di prova.Per il resto, la formazione e l'approvazione di detti piani, costituenti varianti allo strumento urbanistico generale, costituisce attività ampiamente discrezionale, nell'ambito della complessa azione - di esclusiva prerogativa dell'organo consiliare dell'ente locale - di governo del territorio;- l'art. 12 della L.R. n. 26/1986 prevede la sanabilità delle costruzioni abusive in aree vincolate solo qualora esse risultino "... già ricompr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i particolareggiati di recupero approvati e siano compatibili con i piani stessi e sui piani particolareggiati si siano espressi gli enti preposti alla tutela dei vincoli"; di tal che è la stessa norma a negare qualsivoglia rilevanza giuridica ad eventuali piani di recupero "in itinere", o solamente ipotizzabili;- il fatto, poi, che l'immobile abusivo di che trattasi ricada in area fortemente urbanizzata non può certo costituire, di per sé, ragione di illegittimità del provvedimento impugnato, mentre le sottostanti valutazioni di mera opportunità, circa il recupero o meno di tali insediamenti, sono, come chiarito, di competenza esclusiva dell'Amministrazione e, dunque, si pongono oltre i limiti di cognizione del presente giudizio.»

Sintesi: L'interesse pubblico alla realizzazione del Piano di recupero per soddisfare l'esigenza primaria del risanamento di una porzione circoscritta del territorio comunale, deve correlarsi e confrontarsi con quello privato a non vedersi inutilmente o spropositatamente sacrificato da scelte opinabili e perciò fungibili, con la conseguente possibilità del giudice di verificare la sussistenza di quella correlazione secondo i criteri e principi di correttezza, ragionevolezza, prop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave;, attendibilità, coerenza.

Estratto: «10 - Quanto al secondo profilo d'appello, riferito alla insindaca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggettivamente ed unilateralmente più comoda o percorribile dalla p.a.»



 
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