Abusi dei privati su aree demaniali e beni pubblici: sanzioni commerciali

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> SANZIONI COMMERCIALI

La facoltà di “regolarizzare” l’occupazione abusiva non implica che sia interdetto all’Ufficio di irrogare la sanzione della chiusura temporanea del locale per tre giorni, posto che i due provvedimenti (quello ampliativo e quello sanzionatorio) dipendono da presupposti diversi e presiedono ad interessi non omogenei (nel primo caso, quello alla migliore fruibilità del servizio ed all’ampliamento dell’offerta dello stesso e nel secondo caso, quello di adottare le prescrizioni normative e presiedere al rispetto delle necessarie procedure amministrative).

E’ legittima l’ordinanza di chiusura di un esercizio commerciale ancorché l... _OMISSIS_ ...volta in parziale difformità dal titolo concessorio.

L’esercizio di un'attività commerciale entro locali aperti al pubblico presuppone che questi ultimi siano conformi alla normativa edilizia ed urbanistica per cui in assenza di tali presupposti è legittimo l’ordine di chiusura dell’attività medesima sino all'avvenuta regolarizzazione del fabbricato che ne ospita la sede.

Il provvedimento di chiusura per cinque giorni dell'esercizio commerciale persegue evidentemente una duplice e concorrente funzione, l’una di tipo preventivo (poiché intende dissuadere gli esercenti dall’occupazione abusiva, rendendo di fatto antieconomico occupare il suolo pubblico senza le prescritte autorizzazioni e le presupposte verifiche dell... _OMISSIS_ ...altra (anche) di sollecito alla reintegrazione dell’interesse pubblico leso. In questo senso, è proprio la soglia minima della sanzione (che prescinde dall’avvenuta tempestiva rimozione dell’occupazione) ad assolvere essenzialmente al primo dei due scopi appena considerati che il legislatore intende perseguire.

Nel territorio di Roma Capitale, nei casi di occupazione di suolo pubblico a fini di commercio totalmente abusiva e con esclusivo riferimento a strade urbane ricadenti nel territorio capitolino, delimitato dal perimetro del sito Unesco, troverà applicazione la sanzione di chiusura dell'esercizio nella misura minima prevista dall’art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, mentre, nella generalità dei casi, vale a dire per qualunque altr... _OMISSIS_ ...lle norme legislative o regolamentari nella utilizzazione della o.s.p. nonché per le occupazioni totalmente abusive al di fuori del territorio capitolino delimitato dal perimetro del sito Unesco, troverà applicazione, ricorrendo il presupposto della recidiva e previa diffida, la sanzione della sospensione prevista dall’art. 6 l. n. 77 del 1997.

La sanzione della chiusura dell'esercizio fino all’adempimento dell’ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque può essere applicata soltanto in caso di occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o in eccedenza rispetto alla superficie in esso contemplata); ma non anche di quelle sostanziate da mera “difformità” rispetto al... _OMISSIS_ ... dettate dalla concessione stessa.

Ai sensi dell'art. 20, co. 4, D. Lgs. 285/1992 e dell'art. 3, co. 16, legge 94/2009 è possibile distinguere due fattispecie di illecito: a) l'occupazione di suolo pubblico in assenza di titolo, sanzionabile con la sanzione pecuniaria da euro 168 a euro 674, con l'ordine di ripristino dello status quo ante a spese dell'occupante e la chiusura dell'esercizio commerciale; b) l'occupazione di suolo pubblico in difformità dalla concessione, per la quale sono irrogabili unicamente la sanzione pecuniaria e ripristinatoria, ma non quella interdittiva.

E' legittimo sanzionare con la sospensione della concessione di posteggio l'occupazione di una superficie di suolo pubblico nettamente superiore a quella concessa.
... _OMISSIS_ ...ittima la sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e vivande del soggetto che occupi lo spazio antistante il proprio locale nonostante il diniego all'occupazione di suolo pubblico.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> SANZIONI COMMERCIALI --> RECIDIVA

Il disposto dell’art. 6 della legge n. 77/97, che in caso di recidiva nella utilizzazione di mezzi pubblicitari e nella occupazione di suolo pubblico in violazione delle norme di legge e del regolamento comunale dispone, previa diffida, la sospensione dell'attività per un periodo non superiore a tre giorni, non si lega alla definizione di recidiva in ambito penale, essendo invece l’espressione riferita, più ampiamente, al comportamento privo di titolo... _OMISSIS_ ...più occasioni, né per individuare la reiterazione occorre che il comportamento si protragga in tempi dilungati e in occasioni non connesse tra loro, collegandosi la sanzione della sospensione dell’attività alla condotta ripetuta anche in un breve lasso di tempo, tendendo ad indurre il soggetto alla regolarizzazione.

La condotta relativa all’occupazione di uno spazio maggiore rispetto a quello originariamente assentito, comportante violazione della disciplina generale in materia di occupazione di suolo pubblico, riveste natura omogenea alla violazione della disciplina particolare imponente specifiche prescrizioni in merito alla modalità di utilizzo, di arredo e di apposizione di attrezzature nell’area concessa, configurandosi pertanto più cond... _OMISSIS_ ...ella stessa indole che danno luogo a vera e propria recidiva.

La misura della sanzione ex art. 6 della legge n. 77 del 1997 (nella specie, chiusura per un periodo di tre giorni) è espressione della lata discrezionalità che l’ordinamento di settore attribuisce in parte qua all’Amministrazione comunale.