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IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> INIZIATIVA DEI PRIVATI

Le prescrizioni dello strumento urbanistico di primo livello che impongono, per una determinata zona, la pianificazione di dettaglio, sono vincolanti e idonee ad inibire l'intervento diretto costruttivo; corollario immediato di tale principio fondamentale è che quando lo strumento urbanistico generale prevede che la sua attuazione debba aver luogo mediante un piano di livello inferiore, il rilascio del titolo edilizio può essere legittimamente disposto solo dopo che lo strumento esecutivo sia divenuto perfetto ed efficace e non è consentito superare tale prescrizione facendo leva sulla situazione di sufficiente urbanizzazione della zona stessa. Tali protocolli vanno anche tenuti in considerazione nella redazione del Piano di zona e nella successiva localizzazione di un intervento di edilizia economica e popolare.

Il soggetto che non sia proprietario non ha interesse a richiedere l’inclusione nel PEEP di area esterne al perimetro dello stesso; ciò in particolare qualora con tale circostanza venga in considerazione solo una possibile estensione del P.e.e.p. e l’inclusione di tali aree non sia pertanto in funzione di una possibile ridelocalizzazione del Piano (nel senso di sottrarre a tale strumento, come confezionato dall’amministrazione comunale, alcune delle aree di proprietà... _OMISSIS_ ...ssa estranee).

Alla luce del disposto di cui all’art. 35 della L. n. 865/71, per cui le aree comprese nei piani “167” (PEEP) sono espropriate dai Comuni o dai loro consorzi, non può affermarsi l’obbligo di prioritaria attuazione da parte privata, confondendosi così piano particolareggiato in generale e disciplina PEEP e ben potendo quindi il comune riservare l’attuazione del piano, almeno in parte, all’iniziativa pubblica, mediante espropriazione e successiva cessione delle aree a cooperative operanti nel settore.

Qualora nell’ambito di piani per la edilizia economico popolare è consentito al privato, attraverso il ricorso a strumenti di urbanistica concordata alternativi alla espropriazione generalizzata, di realizzare edifici, si tratta pur sempre di un’attività sussidiaria e comunque subordinata al prevalente interesse pubblico principale, che in materia l’edilizia economica popolare è quello di soddisfare le esigenze abitative dei soggetti più svantaggiati.

Qualora, sulla base di prescrizioni urbanistiche relative a zone da destinare all’edilizia economica e popolare, l’intervento di privati è consentito attraverso moduli convenzionali, quale strumento alternativo alla espropriazione generalizzata dei terreni, non vi è alcuna prevalenza dell’intervento privato rispetto que... _OMISSIS_ ...erventi si attueranno con una modulazione che viene lasciata alla discrezionalità dell’ente pubblico e dovranno soggiacere al prevalente interesse di tutelare le esigenze abitative dei meno abbienti.

Nel caso di previsioni urbanistiche che consentono, nell’ambito di zone da destinare all’edilizia economica e popolare, l’intervento di privati, il Comune è libero di modulare modalità di intervento dei privati nella maniera che ritiene maggiormente soddisfacente per il pubblico interesse, senza alcun obbligo di motivare; in particolare se sia stata accordata preferenza alle cooperative, tale scelta appare giustificata, in quanto la mancanza di finalità di lucro delle cooperative stesse offre maggiori garanzie di affidamento rispetto agli interventi dei privati, i quali perseguono finalità di guadagno.

La matrice fortemente pubblicistica sottesa alla scelta di licenziare un piano per l’edilizia economica e popolare impone al Comune di darvi attuazione mediante una massiccia operazione di espropriazione dei terreni inseriti nello stesso. In Campania ciò significa che, in relazione a tale tipologia di piano attuativo, l’iniziativa dei privati rimane precl... _OMISSIS_ ...

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