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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> SILENZIO ASSENSO

E' illegittimo il diniego di condono emesso successivamente all'accoglimento della sanatoria per silenzio-assenso.

Per effetto delle modifiche introdotte dall'art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (conv., con mod. in l. 24 novembre 2003 n. 326) all'art. 32, comma 1, della l. 28 febbraio 1985, n. 47, non è più applicabile la procedura del silenzio - assenso per gli interventi di ampliamento eseguiti su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico.

E' palesemente illegittimo il diniego di condono intervenuto quando ormai, essendo trascorsi oltre due anni dall'adempimento dell'ultima richiesta istruttoria, si è indiscutibilmente inverato il silenzio-assenso ai sensi dell’art. 32, comma 37, della l. 326/2003.

Il Comune non può negare il condono per fatti sopravvenuti senza esercitare preventivamente il potere di autotutela, nelle forme di legge, sull’assenso tacito nelle more perfezionatosi sulla relativa istanza.

La Legge n. 47/1985 non contempla l’istituto del silenzio assenso per il parere delle speciali autorità preposte alla tutela dei vincoli e nemmeno quello del silenzio significativo in termini di diniego, bensì la formazione del silenzio rifiuto con la conseguenza che l’autorità preposta non perde il potere di provvedere una volta scaduto il termine per il rilascio del parere.

Il silenzio significativo formatosi sull'istanza di condono può essere rimosso unicamente mediante l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio da parte del Comune, misura di autotutela che consente di contemperare il ripristino della legalità con l’esigenza, parimenti avvertita dal Legislatore, di rendere effettivamente praticabile l’istituto del silenzio accoglimento.

La normativa regionale che, nel dare attuazione alla legge sul condono del 2003, sostituisce al silenzio-assenso il silenzio-inadempimento (come fa ad esempio la l.r. Toscana 53/2004) non contravviene ai principi fondamentali della legge statale, in quanto tali non sono quelli circa gli effetti riflessi dell’inerzia dell’amministrazione, almeno nei termini in cui prevede un doveroso provvedimento esplicito circa l’istanza di condono.

La nozione di “ampliamento”, presupposto per l’applicazione dell’art. 32 L. n. 47/85 (che nella sua formulazione originaria dava luogo a silenzio-assenso), deve essere riferita ad una specifica opera pre-esistente, nei confronti della quale la nuova opera abusiva mantiene uno stretto collegamento, non essendo invece correlabile all’intero impianto industriale, a servizio del quale gli stessi abusi sono state realizzati, trattandosi di un’opzione interpretativa che contr... _OMISSIS_ ...a, nonché con la sua stessa ratio.

La formazione del silenzio assenso richiede quale presupposto essenziale, che siano stati integralmente assolti dall' interessato gli oneri di documentazione, relativi al tempo di ultimazione dei lavori, all' ubicazione, alla consistenza delle opere e ad ogni altro elemento rilevante affinché possano essere utilmente esercitati i poteri di verifica dell'Amministrazione comunale.

Il silenzio-assenso di cui all’art. 35 legge 47/1985 sulle domande di sanatoria degli abusi edilizi richiede per la sua formazione, quale presupposto essenziale, oltre al completo pagamento delle somme dovute a titolo di oblazione, che siano stati integralmente assolti dall'interessato gli oneri di documentazione (che si risolvono evidentemente nella sussistenza del requisito sostanziale), relativi al tempo di ultimazione dei lavori, all'ubicazione, alla consistenza delle opere e ad ogni altro elemento rilevante affinché possano essere utilmente esercitati i poteri di verifica dell'Amministrazione comunale, differenziandosi il tacito accoglimento della domanda di condono dalla decisione esplicita solo per l'aspetto formale.

In tema di condono edilizio, il silenzio-assenso previsto dall'art. 35, legge 47/1985 non si forma per il solo fatto dell'inutile decorso del termine indicato da tale norma (ventiquattro mesi dalla presentazione dell'istanza) e del pagamento dell'oblazione, senza alcuna risposta del Comune, ma occorre altresì la prova della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi stabiliti dagli art. 31 e ss. della stessa legge cui è subordinata l'ammissibilità del condono.

Il silenzio-accoglimento si perfeziona anche se mancano i presupposti per l'accoglimento della domanda, e in tali casi può essere rimosso solo mediante l'esercizio del potere di annullamento di ufficio da parte del Comune, misura di autotutela che consente di contemperare il ripristino della legalità con l'esigenza, pure avvertita dal legislatore, di rendere effettivamente praticabile l'istituto del silenzio accoglimento.

Le Regioni possono regolare diversamente gli effetti del silenzio sulla domanda di condono edilizio.

Il provvedimento abilitativo tacito costituito per effetto del silenzio-assenso si possa formare soltanto se la domanda presentata dal privato ha i presupposti per essere accolta, perché il difetto di taluno dei presupposti sostanziali per poter accedere al condono impedisce che possa avviarsi quel procedimento disciplinato dall'art. 35 l. n. 47/1985 in cui il decorso del tempo è elemento costitutivo della fattispecie autorizzativa.

Ai sensi dell'art. 35 legge 47/1985 la P.A. deve pronunziarsi sulla domanda di condono nel termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della stessa, ove il richiedente abbia provveduto al... _OMISSIS_ ...azione come autodeterminata ed alla produzione, a corredo della domanda, di tutta la documentazione richiesta dalla richiamata norma: scaduto questo termine, il provvedimento di diniego emanato tardivamente è illegittimo, restando salva per la P.A. la sola possibilità di intervenire in autotutela

Il contrasto dell'opera con il vincolo a parcheggio prescritto dall'art. 41-sexies legge 1150/1942 non preclude il formarsi del silenzio assenso sull'istanza di condono.

Per impedire la formazione del silenzio assenso sull'istanza di condono non basta la violazione di una norma urbanistica, in quanto i casi prescritti dall'art. 33 legge 47/1985 devono ritenersi tassativi.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> SILENZIO ASSENSO --> CONDIZIONI

Ai fini della formazione per silenzio assenso di un titolo edilizio in sanatoria è necessaria la presentazione, da parte dell’autore dell’abuso, di tutta la documentazione prevista dalla legge sul condono oltre che il pagamento integrale delle somme dovute a titolo di oblazione e di contributo di concessione.

Il termine legale per la formazione del silenzio-assenso in materia di condono degli abusi edilizi presuppone che la domanda sia corredata dalla prescritta documentazione, non sia infedele, sia stata interamente pagata l'oblazione, e che l'opera sia stata ultimata nel termine di legge e non sia in contrasto con i vincoli di inedificabilità.

Il termine di ventiquattro mesi, previsto dall'art. 35, l. n. 47 del 1985, per l’eventuale formazione del silenzio assenso relativo al rilascio del titolo edilizio in sanatoria, e quello collegato di trentasei mesi per la prescrizione del diritto al conguaglio degli oneri, iniziano a decorrere solo dal momento in cui l’amministrazione procedente è posta in condizione di esaminare compiutamente la relativa domanda, in quanto integrata la documentazione necessaria richiesta dalla legge all'interessato dall'amministrazione.

Il silenzio-assenso non si perfeziona per il solo fatto dell'inutile decorso del termine perentorio a far data dalla presentazione della domanda di sanatoria e del pagamento dell'oblazione, occorrendo altresì l'acquisizione della prova, da parte del comune, della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi stabiliti dalle specifiche disposizioni di settore.

In ordine ai presupposti legittimanti la formazione del silenzio assenso sulle domande di condono edilizio presentate ai sensi delle ll. nn. 47 del 1985 e 724 del 1994, esso non si perfeziona per il solo fatto dell’inutile decorso del termine perentorio a far data dalla presentazione della domanda di sanatoria e del pagamento dell’oblazione, se non sopravviene la risposta del comune, occorrendo altresì l’acquisizione della pr... _OMISSIS_ ...imo, della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi stabiliti dalle specifiche disposizioni di settore, da verificarsi all’interno del relativo procedimento.

Sul piano oggettivo, la formazione del silenzio-assenso sulle domande di condono edilizio presentate ai sensi delle ll. nn. 47 del 1985 e 724 del 1994 richiede quale presupposto essenziale, oltre al completo pagamento delle somme dovute a titolo di oblazione, che siano stati integralmente dimostrati gli ulteriori requisiti sostanziali relativi al tempo di ultimazione dei lavori, all’ubicazione, alla consistenza delle opere e ad ogni altro elemento rilevante affinché possano essere utilmente esercitati i poteri di verifica dell’amministrazione comunale; del pari, sotto il profilo soggettivo, deve essere dimostrata la legittimazione attiva del richiedente il condono.

Il silenzio assenso sull'istanza di condono edilizio non si perfeziona per il ... _OMISSIS_ ...