Carrello
Carrello vuoto

FREE

TEMI degli articoli


Ultimi articoli caricati


Demanio e titolarità dei beni pubblici
Il diritto di derivazione europea non ha ancora innovato in modo profondo il regime demaniale in sé considerato, ma il suo sfruttamento è invece attentamente considerato dalle disposizioni sovranazionali, che mirano alla tutela della concorrenza per le attività imprenditoriali, sì che l’utilizzo dei beni pubblici a fini economici non può restare estraneo alla sfera di azione dell’ordinamento citato.

La procedura di demanializzazione di un bene
Nel momento in cui bene diventa demaniale (per il concorso dell’acquisto della proprietà di esso in capo all’ente pubblico territoriale e per la destinazione di esso ad uno degli scopi indicati dall’art. 822) esso diviene libero da pesi ed oneri riconducibili a diritti di natura privatistica.

Titolarità dei beni pubblici: demanio naturale, artificiale, necessario, accidentale
Se si tratta di un bene artificiale, la demanialità è l'effetto di un atto della P.A. volto a destinare il bene ad un servizio o ad una funzione, pur se la scelta è dettata dalla possibilità di annoverare l'opera artificiale in una determinata categoria.

Demanio pubblico e diritti dei privati
La costituzione di diritti reali su beni demaniali può avvenire soltanto attraverso uno specifico atto di concessione, avente propriamente natura costitutiva, tanto è vero che, fino all'emissione di tale provvedimento, il soggetto interessato non può comunque vantare alcun titolo legittimo alla fruizione con modalità differenziate rispetto alla generalità dei cittadini di un qualsiasi bene appartenente al demanio.

Compiti della polizia demaniale marittima
E' legittimo l’ordine di ripristino indirizzato al Comune che ha la disponibilità dell’area demaniale, ferma restando la sua possibilità di rivalersi, azionando gli strumenti giuridici contemplati dall’ordinamento, su eventuali altri soggetti, autori delle opere.

Adempimenti catastali per l'acquisto di un bene pubblico
E' illegittima la norma regolamentare (nella specie contenuta nel D.P.R. 90/2010) che impone all'acquirente di beni pubblici ad obbligarsi a sostenere le eventuali spese necessarie per l'accatastamento dell'alloggio se, a fronte di una normativa generale che pone a carico del proprietario gli adempimenti catastali, non risulta una specifica norma di segno opposto.

Trasferimento di proprietà dell'immobile e certificato di abitabilità
La consegna del certificato di abitabilità dell'immobile oggetto del contratto, ove questo sia un appartamento da adibire ad abitazione, pur non costituendo di per sé condizione di validità della compravendita, integra un'obbligazione incombente sul venditore ai sensi dell'art. 1477 c.c., attenendo ad un requisito essenziale della cosa venduta, in quanto incidente sulla possibilità di adibire legittimamente la stessa all'uso contrattualmente previsto.

Il certificato di destinazione urbanistica
La nullità prevista dall'art. 18, co. 2, legge 47/1985 (oggi art. 30, co. 2, D.P.R. 380/2001) si riferisce esclusivamente ai contratti che, di per se, determinano l'effetto reale indicato dalla norma e, non anche a quelli con effetti obbligatori, come il contratto preliminare di compravendita.

L'evizione dell'immobile (artt. 1479 e segg. Cod.Civ.)
Qualora il compratore del bene sottoposto a vincolo espropriativo subisca l'espropriazione, sussiste ipotesi di evizione; in tal caso la responsabilità del venditore non è esclusa dal semplice fatto che al compratore fosse nota l'esistenza del diritto del terzo sulla cosa: ossia gli effetti della garanzia si producono comunque per il solo fatto obiettivo della perdita del diritto acquistato.

Indicazione degli estremi della concessione edilizia
La sanzione di nullità prevista dall'art. 40 legge 47/1985 con riferimento ad immobili privi della necessaria concessione edificatoria (ovvero della concessione rilasciata in sanatoria o della copia conforme della relativa domanda corredata della prova dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione), trova applicazione per i soli contratti ad effetti reali.

Oneri non apparenti gravanti sull'immobile
Il promissario acquirente di un'area gravata da vincolo paesaggistico prescritto dal P.R.G. che la rendeva inidonea ad ospitare l'opificio industriale che intendeva trasferirvi non può invocare la responsabilità del promittente alienante ex art. 1489 c.c., poiché tale norma si riferisce unicamente agli oneri non apparenti, a cui non può essere ricondotto il vincolo paesaggistico ex legge 1497/1939.

La risoluzione del contratto di vendita dell'immobile
Nel contratto di compravendita immobiliare, ai fini della pronuncia di risoluzione per inadempimento in caso di inadempienze reciproche, il giudice di merito, valutando ex ante la condotta delle parti, il giudice di merito deve adeguatamente valutare anche se alla data prevista per il rogito fossero disponibili i documenti attestanti la regolarità urbanistica del bene, quali concessione edilizia in variante e certificato di abitabilità.

La servitù di inedificabilità imposta sul fondo
In tema di servitù, il requisito della contiguità deve essere inteso non nel senso letterale di materiale aderenza tra i fondi, ma in quello giuridico di possibilità di vantaggio da parte del fondo servente in favore di quello dominante, poiché il proprietario del fondo dominante può esercitare ad altro titolo il passaggio sul fondo intermedio ovvero acquistare successivamente il relativo diritto di servitù.

Le novità della versione 10.6.0 di PREGEO e di APAG 2.08
La nuova versione di PREGEO è stata realizzata per permettere la predisposizione per la trattazione totalmente automatica di tutti gli atti di aggiornamento geometrici. Dal punto di vista della semplificazione, il nuovo modello riconosce automaticamente le variazioni catastali e, conseguentemente, la natura dell’atto di aggiornamento a partire dalla proposta di aggiornamento, dall’estratto di mappa e dal modello per il trattamento dei dati censuari.

Attivazione e installazione della versione 10.6.0 di PREGEO
A partire dal 28 aprile 2017 la procedura PREGEO 10 ver. 10.6.0 diventerà obbligatoria su tutto il territorio nazionale, comprese le zone a catasto tavolare.

Presentazione telematica degli atti di aggiornamento catastale
Con il provvedimento. prot. 2015/35112 dell’Agenzia delle Entrate è stato introdotto l’obbligo della presentazione telematica degli atti di aggiornamento catastale a decorrere dal 1° giugno 2015.

Normativa fiscale in tema di successione
Il regime fiscale delle successioni, donazioni e altri atti a titolo gratuito, è regolato dall'art. 2, commi da 47 a 53, del D.L. n. 262 del 2006, convertito con modificazioni, dalla legge n. 286 del 2006; dall'art. 1, commi da 77 a 79, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per l’anno 2007) e dall'art. 1, comma 31, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per l’anno 2008).

Valore fiscale degli immobili ai fini dell’applicazione delle imposte di successione
Il valore venale di un immobile può essere generalmente diverso dal valore che il contribuente può dichiarare, ai fini fiscali, nella denuncia di successione. Tuttavia, per non essere soggetto ad accertamento di maggior valore e quindi, non essere soggetto a sanzioni, il valore da dichiarare non può essere minore a quello fiscale determinato dall’applicazione di opportuni coefficienti moltiplicatori della rendita catastale che sono stabiliti dalla normativa.

La voltura catastale degli immobili in successione ereditaria
Gli eredi, entro trenta giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione per gli immobili ereditati, sono tenuti autonomamente alla presentazione della domanda di volture in catasto. Anche se il catasto, ad oggi, è incorporato nello stesso Ufficio delle Entrate, si tratta di un adempimento separato costituente uno specifico procedimento amministrativo.

La nuova dichiarazione telematica di voltura catastale per successione ereditaria
L’uso della procedura di inoltro telematico della dichiarazione di successione è stato disciplinato con il Provvedimento del Direttore Agenzia delle Entrate del 27-12-2016 – prot 231243.- “Approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.”

L'autoliquidazione ed il pagamento delle imposte di successione immobiliare
Con l’applicazione delle nuove modalità telematiche di presentazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, le imposte da autoliquidare sono calcolate dalla procedura che allestisce il quadro EF che tiene luogo al prospetto di liquidazione approvato con Decreto Ministeriale 21 maggio 1997 ed allegato al modello approvato con il Decreto Ministeriale 10 gennaio 1992.

Le azioni atipiche nel processo amministrativo e quelle incompatibili in un unico ricorso
Il principio della c.d. ‘atipicità delle azioni nel processo amministrativo’ non è pacifico.

La domanda di accertamento, di condanna e riconvenzionale nel processo amministrativo
Ai sensi dell’art. 30 c. p. a., l’azione di condanna può essere proposta contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva e nei casi di cui al presente articolo, “anche in via autonoma”. In base a tale precetto normativo, la mancata specificazione (anche) della, pur logicamente presupposta, azione di accertamento del danno non può implicare alcuna conseguenza, in punto d'inammissibilità dell'azione di condanna, autonomamente esercitata

Il ruolo del giudice di merito nell'interpretazione della domanda giudiziale
A fronte di domanda risarcitoria formulata sulla base del prospettato perfezionamento della fattispecie dell'occupazione acquisitiva, al giudice non è preclusa una valutazione giuridica autonoma e ritenere che nella specie non si sia perfezionata la fattispecie dell'occupazione acquisitiva e debbano, quindi, affermarsi i diversi obblighi restitutori e risarcitori, anche alternativi fra loro, che sono posti a carico della PA in base a disciplina vigente

Occupazione e trasformazione irreversibile del fondo senza titolo: revisione della sentenza di primo grado
Nel nostro ordinamento non può più ritenersi sussistente l'istituto - di creazione pretoria - della cosiddetta "occupazione appropriativa"; ne consegue che è da ritenere inammissibile la domanda volta alla dichiarazione, con sentenza costitutiva, dell’avvenuto trasferimento della proprietà dei terreni illegittimamente occupati in favore dell'Amministrazione.

La causa petendi nei giudizi amministrativi per la tutela del diritto di proprietà
L'omessa pronuncia su una domanda, ovvero su specifiche eccezioni fatte valere dalla parte, risolvendosi nella violazione del principio di corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato (art. 112 cod. proc. civ.), deve essere fatta valere esclusivamente a norma dell'art. 360 n. 4 c.p.c., e, conseguentemente, è inammissibile il motivo di ricorso con il quale la relativa censura sia proposta sotto il profilo della violazione di norme di diritto, ovvero come vizio della motivazione.

Il criterio di scelta della giurisdizione
L’esame della questione di giurisdizione assume sempre carattere prioritario.

La giurisdizione nei casi di inadempimento ad obblighi assunti con accordo (art. 11 L. 241/90)
Le amministrazioni pubbliche possono "sempre" concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento, in collaborazione, di attività di interesse comune, le quali ben possono riguardare attività materiali da svolgere nell'espletamento di un pubblico servizio e direttamente in favore della collettività e le controversie riguardanti l'esecuzione di tale accordo rientrano nell'ambito della giurisdizione amministrativa esclusiva.

Giurisdizione e competenza nei casi di accordi sostitutivi di concessione demaniale e convenzione urbanistica
Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le pretese scorrettezze poste in essere nella fase esecutiva di un rapporto scaturito dalla conclusione di un accordo sostitutivo della concessione demaniale marittima.

È giurisdizione del G.A. la legittimità del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
Il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis, comma 3, DPR 327/2001 è per certo provvedimento autoritativo rientrante nel sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. f) cod. proc. amm.

Indennizzo per acquisizione sanante: la cognizione del quantum spetta al giudice ordinario
L'art. 42 bis DPR 327/2001 prevede un indennizzo e non un risarcimento del danno; ne discende che, per espressa previsione dell’art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a., che esclude dall’ambito della giurisdizione esclusiva “le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa” in senso lato, la cognizione del quantum è devoluta al giudice ordinario.

Le riforme dell'istituto della pensione ai superstiti
Negli ultimi venti anni le riforme dell’istituto della pensione ai superstiti sono state tutte mosse da un unico obiettivo: quello di razionalizzare il costo a carico della finanza pubblica. Ma nonostante i molteplici interventi da parte dei governi nel corso dei tempi, la situazione non è ancora del tutto stabile, soprattutto tenendo conto delle numerose ingerenze da parte dell’Unione Europea volte a incentivare il nostro Paese a introdurre una disciplina più severa in ambito pensionistico.