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Le azioni atipiche nel processo amministrativo e quelle incompatibili in un unico ricorso
Il principio della c.d. ‘atipicità delle azioni nel processo amministrativo’ non è pacifico.

La domanda di accertamento, di condanna e riconvenzionale nel processo amministrativo
Ai sensi dell’art. 30 c. p. a., l’azione di condanna può essere proposta contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva e nei casi di cui al presente articolo, “anche in via autonoma”. In base a tale precetto normativo, la mancata specificazione (anche) della, pur logicamente presupposta, azione di accertamento del danno non può implicare alcuna conseguenza, in punto d'inammissibilità dell'azione di condanna, autonomamente esercitata

Il ruolo del giudice di merito nell'interpretazione della domanda giudiziale
A fronte di domanda risarcitoria formulata sulla base del prospettato perfezionamento della fattispecie dell'occupazione acquisitiva, al giudice non è preclusa una valutazione giuridica autonoma e ritenere che nella specie non si sia perfezionata la fattispecie dell'occupazione acquisitiva e debbano, quindi, affermarsi i diversi obblighi restitutori e risarcitori, anche alternativi fra loro, che sono posti a carico della PA in base a disciplina vigente

Occupazione e trasformazione irreversibile del fondo senza titolo: revisione della sentenza di primo grado
Nel nostro ordinamento non può più ritenersi sussistente l'istituto - di creazione pretoria - della cosiddetta "occupazione appropriativa"; ne consegue che è da ritenere inammissibile la domanda volta alla dichiarazione, con sentenza costitutiva, dell’avvenuto trasferimento della proprietà dei terreni illegittimamente occupati in favore dell'Amministrazione.

La causa petendi nei giudizi amministrativi per la tutela del diritto di proprietà
L'omessa pronuncia su una domanda, ovvero su specifiche eccezioni fatte valere dalla parte, risolvendosi nella violazione del principio di corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato (art. 112 cod. proc. civ.), deve essere fatta valere esclusivamente a norma dell'art. 360 n. 4 c.p.c., e, conseguentemente, è inammissibile il motivo di ricorso con il quale la relativa censura sia proposta sotto il profilo della violazione di norme di diritto, ovvero come vizio della motivazione.

Il criterio di scelta della giurisdizione
L’esame della questione di giurisdizione assume sempre carattere prioritario.

La giurisdizione nei casi di inadempimento ad obblighi assunti con accordo (art. 11 L. 241/90)
Le amministrazioni pubbliche possono "sempre" concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento, in collaborazione, di attività di interesse comune, le quali ben possono riguardare attività materiali da svolgere nell'espletamento di un pubblico servizio e direttamente in favore della collettività e le controversie riguardanti l'esecuzione di tale accordo rientrano nell'ambito della giurisdizione amministrativa esclusiva.

Giurisdizione e competenza nei casi di accordi sostitutivi di concessione demaniale e convenzione urbanistica
Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le pretese scorrettezze poste in essere nella fase esecutiva di un rapporto scaturito dalla conclusione di un accordo sostitutivo della concessione demaniale marittima.

È giurisdizione del G.A. la legittimità del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001
Il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis, comma 3, DPR 327/2001 è per certo provvedimento autoritativo rientrante nel sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. f) cod. proc. amm.

Indennizzo per acquisizione sanante: la cognizione del quantum spetta al giudice ordinario
L'art. 42 bis DPR 327/2001 prevede un indennizzo e non un risarcimento del danno; ne discende che, per espressa previsione dell’art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a., che esclude dall’ambito della giurisdizione esclusiva “le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa” in senso lato, la cognizione del quantum è devoluta al giudice ordinario.

Le riforme dell'istituto della pensione ai superstiti
Negli ultimi venti anni le riforme dell’istituto della pensione ai superstiti sono state tutte mosse da un unico obiettivo: quello di razionalizzare il costo a carico della finanza pubblica. Ma nonostante i molteplici interventi da parte dei governi nel corso dei tempi, la situazione non è ancora del tutto stabile, soprattutto tenendo conto delle numerose ingerenze da parte dell’Unione Europea volte a incentivare il nostro Paese a introdurre una disciplina più severa in ambito pensionistico.

Riforme relative alla pensione di reversibilità: la legge n. 335/1995
In base all’art. 1, comma 41 di tale legge, a far data dal 17 agosto 1995 le pensioni ai superstiti vengono erogate nelle aliquote tradizionali unicamente laddove il beneficiario abbia un reddito inferiore a tre volte la pensione minima stabilita dall’INPS.

L'ultimo tentativo di razionalizzazione delle pensioni di reversibilità: il "d.d.l. povertà"
L’ultima riforma che ha riguardato le pensioni di reversibilità è stata pensata dal governo Renzi. Tanto ha fatto discutere il c.d. «d.d.l. povertà» approvato dal governo il 28 gennaio 2016 su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, che in sostanza vorrebbe ancorare le prestazioni di natura assistenziale all'ISEE.

La recente sentenza della Corte di Giustizia UE sulla proroga italiana delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative
La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza della V sezione del 14 luglio 2016, si è autorevolmente pronunciata in relazione alla compatibilità della normativa italiana all’ordinamento dell’Unione sulla materia afferente il regime delle concessioni demaniali marittime (e lacuali e fluviali) ad uso turistico-ricreativo.

I quesiti dei TAR sui rinnovi delle concessioni demaniali turistico ricreative e le conclusioni della Corte UE
L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che consente una proroga automatica delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico-ricreative, nei limiti in cui tali concessioni presentano un interesse transfrontaliero certo

Interesse transfrontaliero nelle concessioni nazionali di aree demaniali
La giurisprudenza europea è concorde nel ritenere che qualora l’assegnazione di una concessione non rientri tra le varie fattispecie oggetto di specifica disciplina, risulta comunque sottoposta alle regole fondamentali del TFUE, in generale, e al principio di non discriminazione, in particolare.

Determinare l’effettiva potenzialità edificatoria di un lotto urbanistico
Per determinare l’effettiva potenzialità edificatoria di un lotto urbanistico, occorre aver riguardo alla sua connotazione geneticamente unitaria ed al suo asservimento a precedenti costruzioni; cosicché la verifica di fabbricabilità della porzione di fondo rimasta inedificata e la quantificazione della cubatura su di essa utilizzabile deve incentrarsi sulla potenzialità edificatoria diminuita della volumetria dei fabbricati già realizzati sull'unica, complessiva area.

Le metodologie di computo dell'altezza degli edifici
Le prescrizioni dettate dagli strumenti urbanistici in tema di altezza e di volumetria degli edifici sono dirette a tutelare, in una visione organica e globale della zona, quegli specifici valori urbanistico - edilizi (aria, luce, vista) sui quali incidono tutti i volumi che, sporgendo al di sopra della linea naturale del terreno, modificano in modo permanente la conformazione del suolo e dell'ambiente.

Indici medi di edificabiliità per determinare le indennità per fondi espropriati a fini p.e.e.p.e p.i.p.
Il valore di mercato dei fondi inclusi nel PEEP occupati illegittimamente, ai fini della liquidazione del danno, deve essere determinato non sulla base dell'attitudine edificatoria espressa dalle previsioni del piano regolatore generale, ma all'indice medio di edificabilità contemplato dal p.e.e.p., sulla base dell'efficacia conformativa della relativa previsione, avente portata di variante rispetto a quelle dello strumento urbanistico generale.

Densità edilizia: asservimento e cessione
Il ius aedificandi inerisce alla proprietà dei suoli nei limiti stabiliti dalla legge e dagli strumenti urbanistici, tra cui quelli diretti a regolare la densità di edificazione ed espressi negli indici di fabbricabilità, con la conseguenza che esso è conformato anche da tali indici, che ogni area non è idonea ad esprimere una cubatura maggiore di quella consentita dalla legge e che qualsiasi costruzione impegna la superficie che è necessaria per realizzare la volumetria sviluppata

Vincoli urbanistici ed edificabilità: la densità fondiaria e la densità territoriale
In caso di variante urbanistica finalizzata a ricomprendere alcuni suoli nell’ambito di una più vasta zona di completamento, è del tutto corretto che i parametri di densità fondiaria siano computati con riferimento alla zona nel suo complesso piuttosto che ai singoli suoli interessati dalla variante de qua.

Calcolo dei volumi edilizi realizzabili sull'area
L'indice fondiario trova piena applicazione ove l'area da valutare sia collocata in comprensorio già totalmente urbanizzato, per il quale, dunque, non è necessario lo strumento urbanistico attuativo, ancorché previsto dal piano regolatore generale.

Vincoli di edificabilità ed altezze degli edifici: gli impianti di telecomunicazione
I limiti delle altezze, dettati per le costruzioni, non si applicano agli impianti di telefonia mobile, essendo stati posti per l’edificazione di strutture e manufatti aventi un rilievo urbanistico ed edilizio diverso da quello dei detti impianti, i quali non sviluppano normalmente volumetria o cubatura, se non limitatamente ai basamenti e alle cabine accessorie, e non determinano perciò ingombro visivo paragonabile a quello delle costruzioni né simile impatto sul territorio.

Definizione del concetto di volume e rilevanza a fini urbanistici, edilizi e paesaggistici
La nozione di volume chiuso deve intendersi riferita a strutture in cui la parte superiore è contigua alle parti laterali.

Computo della volumetria di un edificio: nozioni ed elementi
I balconi sono computabili nel volume solo se costituiscono corpo di fabbrica, cioè aggetti chiusi volti a separare l’ambiente interno da quello esterno, e non quando invece siano aperti su tre lati.

Il volume tecnico ed il volume premiale
Rientrano nella nozione di volume tecnico soltanto le opere edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere impianti serventi di una costruzione principale, per esigenze tecnico-funzionali della costruzione stessa.

Computo di altezze e volumetrie per sottotetti e locali interrati
Quando una costruzione raggiunga o sia poco al di sotto dell’altezza massima consentita a un edificio, non è consentita una qualificazione negativa (nel senso che non si computa a fini di altezza) del sottotetto che, per le caratteristiche di sostanziale identità con quelle delle abitazioni sottostanti, si traduca in un sostanziale innalzamento dell’edificio assentito in elusione della normativa sulla altezze degli edifici.

Coordinamento del prg con i piani urbanistici sovracomunali
Il piano regolatore generale deve rispondere a criteri di coordinamento con le scelte territoriali ed economiche di livello superiore, ovvero sovracomunale.

Conformità del PIP allo strumento urbanistico generale
Il PIP è uno strumento urbanistico di attuazione che presuppone l'adozione di uno strumento urbanistico generale e che a quest'ultimo si deve uniformare: pertanto in caso di modifiche del PIP che siano in rotta di collisione con la pianificazione urbanistica generale, è necessario seguire la procedura della variante con il confronto con la Regione.

Piani urbanistici attuativi: i Programmi di Recupero Urbano
I Programmi di Recupero Urbano rientrano tra i nuovi strumenti urbanistici di pianificazione “indiretta”, che il Legislatore ha accostato al P.R.G. ed alle sue varianti generali e dei quali il piano particolareggiato in variante rappresenta solo un tipo.

Piano regolatore generale e piano di fabbricazione
La disciplina urbanistica contenuta nel P.D.F. non va disgiunta dalle norme contenute nell’annesso regolamento edilizio, con le quali va integrata e coordinata in base ad una lettura sistematica delle diverse disposizioni, conformemente ai comuni canoni ermeneutici.

Inutiliizzabilità in sanatoria edilizia della procedura ex D.P.R. 447/1998 per gli insediamenti produttivi
Il procedimento previsto dall’art. 5 del D.P.R. 447/1998 non è utilizzabile in sanatoria e non è dunque equiparabile all’istituto dell’accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001).