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Abusi paesaggistici: casistica


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titolo:IL CODICE DEL PAESAGGIO
anno:2016
pagine: 1922 in formato A4, equivalenti a 3267 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI

Gli illeciti in materia urbanistica edilizia e paesistica hanno natura permanente di talché la loro commissione si protrae nel tempo, e viene meno solo con il cessare della situazione di illiceità, vale a dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA

L'impatto paesaggistico degli edifici o altri manufatti è dato non dall'altezza degli spazi interni, ma dall'altezza visibile esternamente.

La realizzazione di un garage interrato con accesso all'esterno tramite rampa comporta un incremento di volume vietato ai fini della tutela del paesaggio.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA --> INTERVENTO NON VISIBILE

L'opera abusiva realizzata su immobile vincolato non è suscettibile di compatibilità paesaggistica, indipendentemente dal fatto che sia percepibile dalla pubblica via: il vincolo avente portata generale copre infatti l'integrità visuale del monumento, comprese sia la visuale privata (ad esempio dagli edifici circostanti) che quella percepibile dai punti panoramici.

La compatibilit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e opere con le esigenze di tutela ambientale non è un giudizio legato alla maggiore o minore visibilità delle opere stesse, ma al rispetto di determinati criteri e modalità di costruzione, che costituiscono i presupposti per il corretto adeguamento del vincolo paesaggistico.

La maggiore o minore visibilità dell'opera abusiva non può rilevare ai fini del giudizio di compatibilità con i valori paesaggistici tutelati, in quanto la compatibilità delle opere con le esigenze di tutela ambientale non è un giudizio legato alla maggiore o minore visibilità delle opere stesse, ma al rispetto di determinati criteri e modalità di costruzione, che costituiscono i presupposti per il corretto adeguamento del vincolo paesaggistico.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA --> LOTTO INTERCLUSO

In tema di vincoli paesaggistici, l'avvenuta compromissione della bellezza naturale di un'area a vocazione agricola ad opera di preesistenti realizzazioni, non impedisce nuove costruzioni, bensì richiede che esse non deturpino ulteriormente l'ambito protetto.

La compromissione della bellezza naturale ad opera di preesistenti realizzazioni, anzic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpedire, maggiormente richiede che nuove costruzioni non deturpino esteriormente l'ambito protetto.

Ai fini della legittimità dell'azione amministrativa, la preesistenza di realizzazioni edilizie in una zona sottoposta a tutela paesaggistica non impedisce, ma anzi, maggiormente richiede, un'attenta valutazione da parte dell'amministrazione competente affinché altre costruzioni non deturpino ulteriormente l'ambiente protetto.

L'avvenuta edificazione, il degrado, l'antropizzazione di una determinata area non costituiscono ragioni sufficienti per recedere dall'intento di proteggere i valori estetici e culturali ad essa legati.

Il principio giurisprudenziale secondo cui lo stato di urbanizzazione di una zona assume rilevanza in sede di rilascio della concessione di costruzione nell'ipotesi in cui lo strumento urbanistico generale subordini l'edificazione ad un piano particolareggiato o di lottizzazione, (sicché, nel caso di lotto di intercluso o di area adeguatamente edificata e urbanizzata, la mancanza dello strumento attuativo non può essere invocata ad esclusivo fondamento del diniego di concessione edilizia), non può trovare applicazione nel diverso caso in cui il piano paesistico precluda l'edificab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; nell'area al fine di impedire che sia recato pregiudizio all'interesse paesistico-ambientale.

La situazione di compromissione della bellezza naturale ad opera di preesistenti realizzazioni non impedisce ed, anzi, maggiormente richiede per la legittimità dell'azione amministrativa che ulteriori costruzioni non deturpino ulteriormente l'ambiente protetto.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA --> MANUFATTI PRECARI

In caso di opere comportanti l'incremento dei volumi e delle superfici esistenti in area assoggettata a vincolo paesaggistico, si realizza una rilevante trasformazione edilizia e urbanistica del territorio e ciò richiede oltre al permesso di costruire anche la previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica; ciò implica che quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.

Il concetto di precarietà nell'ambito di un giudizio incentrato sul sindacato di legittimità della valutazione - tipicamente discrezionale tecnica - di compatibilità paesaggisti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere ai fini della sanatoria edilizia, non può essere imperniata esclusivamente sulle norme tecniche delle costruzioni, escludendosi la precarietà soltanto per l'assenza di significativi segni di degrado, ma deve invece intendersi rapportato secondo i canoni estetico - culturali tipici di tal giudizio in rapporto al contesto paesaggistico circostante.

E' legittima l'ingiunzione che ordina la demolizione del manufatto realizzato all'interno di un territorio d'interesse paesaggistico in assenza dei titoli necessari, a prescindere dalla sua natura temporanea.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA --> MATERIALI UTILIZZATI

La qualità e la natura dei materiali utilizzati ben possono costituire, anche secondo normale esperienza, fattori obiettivi di pregiudizio dei valori paesaggistici protetti: può accadere – e di fatto spesso accade – che tale connotazione relativa ai materiali utilizzati accomuni una vasta gamma di interventi abusivi, tanto che la motivazione adottata dall'autorità preposta alla tutela del vincolo si presenti spesso "stereotipata" per un gran numero di casi, ma siffatta circostanza trova giustificazione proprio nel fatto che i medesimi elementi pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li del paesaggio sono, in effetti, riscontrabili in numerosi casi esaminati.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> CASISTICA --> PERTINENZE

La realizzazione di una tettoia sorretta da pilastri di ferro determina una nuova superficie utile, trattandosi di intervento che incide in senso fisico ed estetico sul bene protetto, con conseguente legittimità del diniego dell'istanza di sanatoria ex art. 167 D. Lgs. 42/2004.

Le opere edilizie abusive realizzate in zona sottoposta a vincolo paesistico, si considerano eseguite in totale difformità dalla concessione e, se costituenti pertinenze, non sono suscettibili di autorizzazione in luogo della concessione; in ogni caso, quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.

Le opere edilizie abusive realizzate in zona sottoposta a vincolo paesistico si considerano eseguite in totale difformità dalla concessione e, se costituenti pertinenze, non sono suscettibili di autorizzazione in luogo della concessione; "fermo che in materia urbanistica, a differenza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ateria civilistica, possono costituire pertinenza solo manufatti inidonei ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio, ove vi sia alterazione dell'aspetto esteriore (cfr. art. 149 del d.l.vo n. 42 del 2004), le stesse risultano soggette alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica; il che comporta che quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera d.i.a., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.

Nella materia urbanistica possono costituire pertinenza solo i manufatti inidonei ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio per cui ove le opere comportino un'alterazione dell'aspetto esteriore queste risultano soggette alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica.

L'applicazione della sanzione demolitoria è doverosa anche nei confronti di opere pertinenziali o precarie laddove realizzate senza la prescritta autorizzazione paesistica.

In aree sottoposte a vincolo, quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera D.I.A., l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata ottenuta alcuna previa autorizzazione paesistica.

La presenza di vincoli paesaggistici non giustifica ex se l'ingiunzione di demolizione di una recenzione realizzata con con il mero ausilio di paletti in legno infissi direttamente nel suolo e senza alcun cordolo cementizio, dal momento che l'art. 15 legge 1479/1939 - allora vigente - prevede che alla violazione di norme poste a tutela del patrimonio paesaggistico possa conseguire sia la rimessione in pristino sia il pagamento di una indennità pari alla maggior somma tra il danno arrecato ed il profitto conseguito.

La natura pertinenziale di un'opera non costituisce di per sé un esimente dall'obbligo della previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica e, dunque, non inibisce l'applicazione – in caso di violazione degli obblighi previsti a carico dei proprietari, possessori o detentori di immobili e aree oggetto di tutela paesaggistica – delle misure ripristinatorie prescritte dall'art. 167 del D.Lgs. n. 42/2004.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> REATI --> ART. 181 D. LGS. 42/2004

L'art. 181, comma 1-bis, Codice dei beni culturali e del paesaggio è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui preved... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...) ricadano su immobili od aree che, per le loro caratteristiche paesaggistiche siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico con apposito provvedimento emanato in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori; b) ricadano su immobili od aree tutelati per legge ai sensi dell'articolo 142 ed", poiché è irragionevole punire più gravemente le condotte incidenti su beni sottoposti a vincoli puntuali rispetto a quelle incidenti su beni vincolati per legge (di cui al comma 1, art. 181, cit.), delineando anche un complessivo trattamento sanzionatorio delle prime di gran lunga più severo rispetto a quello riservato alle seconde.

La diversità dell'interesse protetto dalle disposizioni del codice della navigazione (sicurezza della navigazione) rispetto a quello della tutela paesaggistico-ambientale esclude che il rilascio della autorizzazione da parte del responsabile del compartimento marittimo esplichi effetto sanante sul reato di cui al al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181.

La punibilità del reato di pericolo previsto dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1, è esclusa soltanto nell'ipotesi di interventi di "minima entità", e cioè di quelli inidonei, già in astr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re in pericolo il paesaggio, e a pregiudicare il bene paesaggistico-ambientale: fattispecie che non può sussistere in caso di opere non piccole e perfettamente visibili, anche in ragione della loro vocazione commerciale volta ad imporne una visibilità a scopo di richiamo per la clientela.

Non solo il positivo accertamento di compatibilità paesaggistica dell'abuso edilizio eseguito in zona vincolata non esclude la punibilità del delitto paesaggistico previsto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis, ma anche la mancata estensione alla fattispecie delittuosa della causa di non punibilità, prevista dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 ter, per la sola fattispecie contravvenzionale di cui al comma primo, non viola il principio di offensività.

La fattispecie incriminatrice descritta nel D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, configura un reato di pericolo sicché, per l'integrazione dell'illecito penale, non è necessario un effettivo pregiudizio per l'ambiente, bensì l'attitudine della condotta a porre in pericolo il bene protetto, potendo escludersi dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano ictu oculi inidonee a compromet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ri del paesaggio.

Anche con riferimento al reato previsto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1, nel caso di realizzazione di opere edilizie in zona sottoposta a vincolo, deve ritenersi "ultimato" solo l'edificio concretamente funzionale che possegga tutti i requisiti di agibilità o abitabilità, poiché la fattispecie è realizzata attraverso una condotta che si protrae nel tempo, trattandosi di reato che ha natura permanente e che si consuma con l'esaurimento totale dell'attività o con la cessazione della condotta per qualsiasi motivo.

Il positivo accertamento di compatibilità paesaggistica dell'abuso edilizio eseguito in zona vincolata non esclude la punibilità del delitto paesaggistico previsto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis, con la conseguenza che, a fronte di una contestazione di lavori eseguiti su aree dichiarate di notevole interesse pubblico (e comunque in tutte le ipotesi di contestazione della fattispecie delittuosa D.Lgs. n. 42 del 2001, ex art. 181, comma 1 bis), l'accertamento di compatibilità paesaggistica è del tutto irrilevante, a prescindere dall'ambito di operatività dell'art. 181, comma 1 ter, che esclude, a deter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izioni, la rilevanza penale (non anche amministrativa dal punto di vista sanzionatorio) dell'art. 181, comma 1 (e non invece del comma 1 bis) ed anche a prescindere dalla rimessione in pristino che, ai sensi dell'art. 181, comma 1 quinquies, estingue la contravvenzione di cui al comma 1 e giammai il delitto di cui al comma 1 bis.

Poiché la fattispecie incriminatrice descritta nel D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, configura, al pari di quella contravvenzionale, un reato di pericolo, ne consegue che, per la configurabilità dell'illecito, non è necessario un effettivo pregiudizio per l'ambiente, potendo escludersi dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano ictu oculi inidonee a compromettere i valori del paesaggio.Come questa Corte ha affermato il principio di offensività deve essere inteso, al riguardo, in termini non di concreto apprezzamento di un danno ambientale, bensì dell'attitudine della condotta a porre in pericolo il bene protetto

La fattispecie di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, è punita a titolo di dolo generico, con la conseguenza che, quanto alla coscienza dell'antigiuridicità della condotta, il presupposto della respon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; penale è la conoscibilità, da parte del soggetto agente, dell'effettivo contenuto precettivo della norma.

Nel caso di esecuzione di lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici che ricadano su aree dichiarate di notevole interesse pubblico in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori, non può essere escluso il reato sotto il profilo soggettivo, per errore sulla non necessità dell'autorizzazione, perché nemmeno in virtù del criterio della ignoranza inevitabile è lecito scusare chi compia o abbia consentito ad altri di eseguire lavori di qualsiasi genere su aree sottoposte al più rigoroso vincolo senza informarsi delle leggi penali che disciplinano la materia e la cui doverosa conoscenza avrebbe dovuto indurre a desistere da qualsiasi manomissione del luogo al massimo livello protetto.

Il reato contemplato nel D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis è reato formale e di pericolo che viene in essere indipendentemente dal danno arrecato al paesaggio, con la semplice esecuzione di interventi non autorizzati idonei ad incidere negativamente sull'originario assetto dei luoghi sottoposti a protezione.

Assume rilievo, ai fini delle configurabilità del rea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, qualsiasi intervento che risulti astrattamente idoneo ad incidere, modificandolo, sull'originario assetto del territorio sottoposto a vincolo paesaggistico e che sia stato eseguito in assenza o in difformità della prescritta autorizzazione.

Il reato paesaggistico ex art. 181, comma 1 bis D.Lgs. n. 42 del 2004 è configurabile anche se la condotta sia consistita nell'esecuzione di interventi senza autorizzazione i cui effetti, per il mero decorso del tempo e senza l'azione dell'uomo, siano venuti meno restituendo ai luoghi l'originario assetto.

L'esclusione della punibilità del reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis può avvenire nelle ipotesi in cui siano stati effettuati interventi di "minima entità", inidonei, in astratto, a porre in pericolo il paesaggio, e a pregiudicare il bene paesaggistico - ambientale.

L'ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato, previsto dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, può essere impartito dal giudice con la sola sentenza di condanna e, pertanto, in caso di declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, tale statuizione va revocata dal giudic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gnazione.

Ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, è necessario e sufficiente che l'agente ponga in essere volontariamente la condotta ivi prevista nella consapevolezza della natura paesaggistica del bene oggetto dei lavori e della assenza dell'autorizzazione o comunque della difformità rispetto ad essa dei lavori stessi.

Il reato di abuso paesaggistico in zona vincolata si configura anche al cospetto di difformità solo parziali rispetto al titolo autorizzato e, stante la natura permanente di esso, la consumazione si verifica soltanto con l'esaurimento totale dell'attività o con la cessazione della condotta per qualsiasi motivo.

In tema di tutela penale del patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, né l'accertamento postumo di compatibilità con il vincolo culturale rilasciato dalla Soprintendenza né l'autorizzazione in sanatoria rilasciata dall'Autorità preposta esplicano effetto estintivo ovvero escludono la punibilità del reato d'abusivo intervento su beni culturali.

La chiusura di un preesistente sporto balcone di modeste dimensioni, con creazione di un volume verand... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iamento dell'immobile originario, è opera destinata ad incidere negativamente sul paesaggio, integrando il fumus del reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181: l'impatto negativo dell'intervento eseguito sull'originario assetto paesaggistico del territorio è, infatti, oggettivo.

L'utilizzazione di una veranda come ripostiglio può integrare il presupposto del periculum in mora in relazione alla fattispecie di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, determinando il concreto pericolo ed offesa al territorio che la normativa paesaggistica è volta a salvaguardare.

Sussiste il delitto di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 bis, nel caso in cui i lavori per interventi di nuova costruzione siano proseguiti ben oltre le modifiche apportate alla norma con D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157, che ha esteso il divieto penalmente sanzionato a tutti i luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico, non solo a quelli inizialmente individuati a norma dell'art. 136, stesso decreto.

Integra il fumus del reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181 l'installazione in forma stabile e con destinazione ad attività ricettiva di imbarcazioni in zona gravata da vincolo paesaggistico ambientale, dichiarata di notevol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblico, senza nulla osta ambientale.

In tema di paesaggio, la fattispecie delittuosa di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis lett. a), esecuzione di lavori senza la prescritta autorizzazione su immobili o aree dichiarati di notevole interesse pubblico, è configurabile anche se la dichiarazione di notevole interesse pubblico è avvenuta con provvedimento emesso ai sensi delle disposizioni previgenti.

Il delitto di cui al comma 1 bis, art. 181 del Codice dei beni culturali e del paesaggio si configura a carico di chi esegue lavori di qualsiasi genere che alterino gli immobili o le aree espressamente dichiarati di notevole interesse pubblico, ovvero l'esecuzione di volumetrie di particolare consistenza nelle aree sottoposte per legge a vincolo ai sensi dell'art. 142 del medesimo testo normativo.

Il delitto paesaggistico previsto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis, ha natura di reato autonomo e non di circostanza aggravante del reato contravvenzionale previsto dal comma primo del predetto articolo, stante l'aggravamento quantitativo e qualitativo della pena, che è sfociato nella diversa qualificazione del reato da contravvenzione a delitto.

In tema di tutel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggio, il sopravvenuto accertamento di compatibilità paesaggistica, non incidendo sulla disciplina urbanistica, rende comunque applicabili le sanzioni penali previste dalla fattispecie incriminatrice, di cui del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis e non produce, successivamente all'esecuzione dei lavori abusivi in zona vincolata, alcun effetto estintivo delle corrispondenti contravvenzioni.

L'incidenza di un intervento edilizio sul carico urbanistico, a fini penali, deve essere considerata con riferimento all'aspetto strutturale e funzionale dell'opera ed è rilevabile anche nel caso di una concreta alterazione della originaria consistenza sostanziale di un manufatto in relazione alla volumetria, alla destinazione o alla effettiva utilizzazione, tale da determinare un mutamento dell'insieme delle esigenze urbanistiche valutate in sede di pianificazione con particolare riferimento agli standard fissati dal D.M. n. 1444 del 1968

Il reato previsto dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, qualificabile come di pericolo astratto, non richiede ai fini della sua configurabilità un effettivo pregiudizio per l'ambiente, essendo sufficiente l'esecuzione di interventi in assenza di preventiva autorizzazione che siano astrattamen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d arrecare nocumento al bene giuridico tutelato.

La fattispecie delittuosa di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1 bis, lett. a) (esecuzione di lavori senza la prescritta autorizzazione su immobili o aree dichiarati di notevole interesse pubblico), è configurabile anche se la dichiarazione è avvenuta con provvedimento emesso ai sensi delle disposizioni previgenti; peraltro, trattandosi di dichiarazione di notevole interesse pubblico, non è necessaria alcuna notificazione del vincolo ai proprietari o ad altri soggetti interessati.

Il reato paesaggistico, formale e di pericolo, si configura semplicemente attraverso l'esecuzione di interventi non autorizzati potenzialmente idonei ad arrecare pregiudizio all'integrità del paesaggio, senza necessità di un danno effettivo, con la conseguenza che l'urbanizzazione dell'area costituisce un dato che non assume alcun rilievo.

Il delito previsto e punito dall'art. 181 co. 1 bis del D.Lgs. n. 42 del 2004 configura un reato a carattere formale, che risulta integrato per il solo fatto di aver costruito in zona sottoposta a tutela speciale da parte del legislatore.

La l. n. 308 del 2004 è finalizzata a far venir meno solo gli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nali conseguenti alla consumazione dell'illecito penale di cui all'art. 181, d.lg. n. 42 del 2004, già contemplato dall'art. 20, lett. c), l. n. 47 del 1985, il quale si consuma per il solo fatto della realizzazione di opere, ancorché assistite da titolo edilizio.

Il reato di cui all'art. 181 D.Lgs. 42/2004 è reato di pericolo e, pertanto, per la configurabilità dell'illecito, non è necessario un effettivo pregiudizio per l'ambiente, potendo escludersi dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano inidonee, pure in astratto, a compromettere i valori del paesaggio e l'aspetto esteriore degli edifici.

La fattispecie di cui all'art. 181, comma 1-bis, d. lgs. 42/2004 costituisce ipotesi autonoma da quella regolata al co. 1 della norma citata ed è punita a titolo di dolo generico.

Il reato di cui all'art. 181 d. lgs. 42/2004 è reato di pericolo e, pertanto, per la configurabilità dell'illecito, non è necessario un effettivo pregiudizio per l'ambiente, potendo escludersi dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano inidonee, pure in astratto, a compromettere i valori del paesaggio e l'aspetto esteriore degl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
L'art. 181 d. lgs. 42/2004 configura come illecito penale i lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici, e non solo quelli edilizi o non cementati oppure non fissati al suolo con strutture o materiale conglobate non facilmente rimovibile.



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