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Danno erariale causato dalle concessioni demaniali: le responsabilità della P.A.

L'erogazione di contributi ai concessionari di beni pubblici, affinché offrano servizi a tariffe accessibili anche da parte dei meno abbienti, non costituisce un danno per le casse del Comune, mentre la mancata previsione di un canone di concessione si traduce sempre in un mancato introito.

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titolo:IL CODICE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI
anno:2017
pagine: 5772 in formato A4, equivalenti a 9812 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE

Sintesi: La responsabilità precontrattuale nello svolgimento delle trattative si sostanzia principalmente in un obbligo di informazione nei confronti della controparte di tutte quelle circostanze che possono influire sulla validità del contratto, rendendo lo stesso irrealizzabile, e nel divieto di recedere ingiustificatamente dalle trattative, quando si è indotta controparte a fare affidamento sulla conclusione del contratto; tale legittimo affidamento sussiste nel momento in cui le parti hanno raggiunto un accordo di massima sui punti essenziali del futuro accordo.


Estratto: «1. Il ricorso è fondato.1.1. Con un unico motivo di gravame la società istante chiede la condanna al risarcimento del danno derivante da responsabilità precontrattuale nei confronti del Comune di Roma, per la violazione del principio di correttezza, buona fede e legittimo affidamento nello svolgimento delle trattative. La responsabilità precontrattuale si basa sugli artt. 1337 e 1338 del c.c.La prima norma stabilisce che le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto devono co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...econdo buona fede. La seconda, che costituisce una specificazione della prima, prevede e punisce con la condanna al risarcimento del danno nei confronti della controparte che ha fatto affidamento sulla validità del contratto, la condotta di chi, pur essendo a conoscenza di una causa di invalidità del contratto, ne tace l'esistenza.Dal combinato disposto delle norme citate deriva la responsabilità precontrattuale nello svolgimento delle trattative, che si sostanzia principalmente in un obbligo di informazione nei confronti della controparte di tutte quelle circostanze che possono influire sulla validità del contratto, rendendo lo stesso irrealizzabile.L'obbligo di comportarsi secondo buona fede si sostanzia inoltre nel divieto di recedere ingiustificatamente dalle trattative, quando si è indotta controparte a fare affidamento sulla conclusione del contratto. La misura del legittimo affidamento deve essere correttamente individuata nel momento in cui le parti hanno raggiunto un accordo di massima sui punti essenziali del futuro accordo. La responsabilità precontrattuale è pacificamente applicabile nei confronti della Pubblica Amministrazione. Al riguardo, la giurisprudenza consolidata afferma che la discrezionalità amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urisce quando la pubblica amministrazione ha deciso di avvalersi dello strumento negoziale; pertanto, non si tratta di valutare se la Pubblica Amministrazione ha agito da corretto amministratore, ma se ha agito da corretto contraente (Cfr. Cass. Sezione I 1998 n. 2519 e Sezione III 2005 n. 12313).1.3. Tale valutazione è sicuramente negativa nel caso in esame. Ed invero, come risulta dai documenti depositati, il Comune di Roma ingenerava e consolidava l'affidamento della società istante alla stipulazione della futura concessione, in quanto:a) con deliberazioni della Giunta Comunale n. 925 del 19 marzo 1996 e n. 2937 del 22 luglio 1997, autorizzava la concessione di costruzione e gestione a favore della società istante;b) disponeva, a favore della stessa, la consegna delle aree e la immetteva nel possesso;c) richiedeva la presentazione del progetto definitivo di "realizzazione del campo da golf e attrezzature annesse sull'area di proprietà comunale" e poi lo approvava (delibera della Giunta Comunale n. 3134 dell'1 agosto 1997);d) autorizzava la stipulazione della convenzione (delibera della Giunta Comunale del 2 giugno 1998).Ciònondimeno– contrariamente a quanto sarebbe stato logicamente conseguente - il Comune di Roma non ha mai provveduto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lazione della Concessione e non ha mai attuato tutte le attività necessarie alla consegna delle aree in questione – che anzi erano occupate (circostanza di cui il Comune era a conoscenza). Ed infine, il Comune ha persino richiesto la restituzione delle aree in questione.1.4. Alla luce di quanto sopra, è evidente che il Comune di Roma ha violato il canone di correttezza e buona fede sotto un duplice profilo: da un lato non ha correttamente evidenziato l'esistenza di uno stato di occupazione da parte di terzi sulle aree assegnate alla società istante, dall'altro non ha mai provveduto alla stipulazione della concessione, come si attendeva la società istante.»

Sintesi: La responsabilità precontrattuale è pacificamente applicabile nei confronti della P.A., che esaurisce la sua discrezionalità nel momento in cui si avvale dello strumento negoziale: non si tratterà pertanto di valutare se la P.A. ha agito da corretto amministratore, ma se ha agito da corretto contraente.


Sintesi: Sussiste responsabilità precontrattuale della P.A. che con una serie di atti (delibere che autorizzano la concessione, disponendo la consegna delle aree e l'immisione nel possesso, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e autorizzano la stipula della convenzione) ingenera in capo ad un soggetto un legittimo affidamento in ordine al rilascio di una concessione per la costruzione di un campo da golf e alla stipula della relativa concessione, senza evidenziare tuttavia l'esistenza di uno stato di occupazione da parte di terzi sulle aree assegnate al futuro concessionario.

Sintesi: Il comportamento dell'Amministrazione, che violi la regola secondo cui il contraente si deve comportare secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, ridonda anche sulla validità del provvedimento concessorio.



RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> CONCESSIONE-CONTRATTO

Sintesi: Le difficoltà interpretative della normativa che ha accompagnato il passaggio della competenza sul demanio marittimo dall'Amministrazione centrale alle Regioni con delega poi ai Comuni può costituire elemento idoneo ad escludere la colpa grave del funzionario che nel rilasciare le concessioni demaniali marittime compia un'istruttoria superficiale o incompleta.


Estratto: «In proposito rileva il Collegio che davanti alla prospettazione della Procura fondata sul mancato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedure ad evidenza pubblica, conseguente ad istruttorie giudicate non esaurite o comunque incomplete, la difesa del convenuto ha obiettato l'infondatezza dell'accusa sulla base essenzialmente di due motivi.Il primo attinente alla mancanza, almeno formalmente, di una specifica prescrizione vincolante il rilascio dei titoli autorizzatori all'esperimento delle procedure ad evidenza pubblica.Il secondo connesso all'assunto che le fonti regolatrici della materia (la legge regionale del Lazio n. 14 del 1999 e il successivo decreto n. 1161 del 2001) sembravano all'epoca piuttosto legittimare i Comuni al rilascio delle concessioni al solo verificarsi delle condizioni normativamente previste tra cui appunto la trasmissione, pure avvenuta, delle istruttorie svolte dalla Capitaneria di porto fino al 1999.Difese che implicano in sostanza un'indagine sulla completezza di tali istruttorie, che si presenta, ad avviso del Collegio, indubbiamente complessa e tale da rendere difficoltosa la valutazione dell'ascrivibilità ad una connotazione di colpa grave del comportamento tenuto nell'occasione dal G.B., nella prospettiva delle difficoltà interpretative poste dalla normativa che ha accompagnato il passaggio della competenza sul demanio marittimo dall'Amministrazione centrale alle ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delega poi ai Comuni.»

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> CONCESSIONE-CONTRATTO --> CONTRIBUTI AL CONCESSIONARIO

Sintesi: L'erogazione di contributi ai concessionari di beni pubblici, affinché offrano servizi a tariffe accessibili anche da parte dell'utenza meno abbiente, non costituisce un danno per le casse del Comune.

Estratto: «Appare chiaro, come fondatamente eccepito dalle difese, che il contributo annuale per il funzionamento dell'impianto trovava la sua causa giustificatrice nelle tariffe controllate di accesso, determinate dal Comune, ed idonee a garantire, effettivamente, un uso pubblico dell'impianto. Ed invero, per rendere accessibile il servizio al maggior numero possibile di utenti, il Comune aveva "imposto" alla FIN un suo tariffario, determinando unilateralmente i prezzi di ingresso all'impianto. E' facilmente intuibile che le tariffe praticate dall'Amministrazione dovessero essere sicuramente inferiori ai comuni prezzi di mercato, quali determinabili da un imprenditore privato gestore del servizio. Solo con tariffe controllate, accessibili anche da parte dell'utenza meno abbiente, infatti, il Comune avrebbe potuto garantire un servizio potenzialmente aperto a tutti, realiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l modo un suo obiettivo istituzionale, qual è la diffusione della pratica sportiva.Il contributo annuale alla FIN di 300 milioni di lire non era perciò sine titulo, rappresentando, per così dire, il "corrispettivo" da versare alla concessionaria per garantire l'uso pubblico dell'impianto mediante l'imposizione di tariffe sottratte alla libera disponibilità del gestore. Ritiene pertanto il Collegio, che l'erogazione del suddetto contributo annuale non costituisca un danno per le casse dell'Ente, non trattandosi di spesa priva di utilità, in ragione del non contestato ed effettivamente garantito uso pubblico del bene.»

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> CONCESSIONE-CONTRATTO --> OMESSA QUANTIFICAZIONE

Sintesi: L'omessa previsione di un canone di concessione, ancorché di importo esiguo rispetto ai prezzi correnti di mercato, si traduce in un mancato introito per le casse dell'Ente, pari all'ammontare dei canoni non pattuiti e dunque, non incassati.

Estratto: «L'illegittimità dell'atto amministrativo che, in via di principio e per quanto rileva in questa sede, non implica la dannosità dello stesso, comporta invece, nel caso specifico, una sicura ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rimoniale per l'Ente pubblico. E' evidente, infatti, che l'omessa previsione di un canone di concessione, ancorché di importo esiguo rispetto ai prezzi correnti di mercato, si traduce, comunque, in un mancato introito per le casse dell'Ente, pari all'ammontare dei canoni non pattuiti e dunque, non incassati.Alla stregua della considerazioni che precedono, non può dunque, dubitarsi dell'esistenza del danno erariale da omessa percezione dei canoni di concessione.»

Sintesi: Il danno erariale provocato da una delibera consiliare che non contempli e non quantifichi il canone concessorio non può che addebitarsi ai consiglieri che l'hanno votata ed approvata, cui solo può ricondursi la paternità dell'atto foriero di danno.

Estratto: «Se il danno consiste nella omessa percezione di un canone concessorio, appare evidente che lo stesso avrebbe dovuto essere espressamente contemplato nella convenzione tra gli obblighi a carico della concessionaria. In altre parole, il canone avrebbe dovuto essere oggetto di pattuizione tra le parti e la previsione e quantificazione di esso non poteva che essere contenuta nella delibera del 1998. L'illegittimità della delibera nella parte in cui non contiene alcuna pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l genere, non può che addebitarsi, quindi, ai consiglieri che l'hanno votata ed approvata, cui solo può ricondursi la paternità dell'atto foriero di danno. Né appare ragionevole ritenere che i funzionari a vario titolo coinvolti nell'iter di formazione/approvazione dell'atto, abbiano fornito un apporto causale preponderante nella causazione del danno rispetto a quello dei politici cui solo competeva la valutazione sulla convenienza, o meno, della concessione a canone zero e, quindi, la scelta di approvare la convenzione nei termini suddetti. L'apporto causale degli odierni convenuti appare quindi marginale e, per così dire, di contorno rispetto a quello dei veri autori del danno, non convenuti in giudizio per asserita configurabilità della c.d. esimente politica. In proposito, il Collegio non può non rilevare quanto segue.L'art. 1, comma 1-ter, della L. n. 20/1994 prevede che "nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici tecnici o amministrativi, la responsabilità non si estende ai titolari degli organi politici che in buona fede li abbiano approvati ovvero ne abbiano autorizzato o consentito l'esecuzione".Secondo la Procura, quindi, l'Organo politico deliberante andrebbe esente da responsabilit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i della suddetta norma, poiché avrebbe approvato atti rientranti nella competenza propria degli uffici tecnici o amministrativi.La giurisprudenza pacifica afferma che la c.d. "scriminante politica" non è applicabile nelle materie riservate agli organi di governo, nelle quali gli uffici amministrativi e tecnici della struttura abbiano espletato funzioni istruttorie o consultive o, comunque, di mero supporto strumentale; oppure, è esclusa quando l'evidenza dell'erroneità dell'atto sia stata tale da escludere qualsiasi buona fede (Sez. II centr., n. 29/A del 3.2.1999; n. 303/A del 3.11.2003; Sez. Lazio, n. 2087 del 12.10.2005; Sez. Lombardia, n. 323 del 6.03. 2003).Nel caso di specie, ritiene il Collegio che la competenza a deliberare la concessione alla FIN delle piscine comunali, lungi dall'essere di pertinenza degli uffici tecnici o amministrativi, rientrasse -quale scelta di politica generale- nelle attribuzioni degli organi di governo cui non è, pertanto, applicabile la scriminante politica. Inoltre, l'atto in questione non appariva particolarmente complesso, né richiedeva particolari cognizioni tecniche o giuridiche, occorrendo solo verificare se poteva darsi in concessione un bene pubblico gratuitamente.Ciò stante, ritiene il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e i soggetti convenuti per la prima posta di danno debbano essere assolti per mancanza del nesso causale, non essendo loro addebitabile l'approvazione dell'atto causativo del danno. Né pare possibile ipotizzare, come genericamente adombrato in citazione, una eventuale responsabilità degli stessi nella fase esecutiva della convenzione per non aver provveduto alla "riscossione" dei canoni di concessione. E' evidente, infatti, che la mancata previsione nella concessione-contratto di un canone concessorio, avrebbe reso sine titulo qualsiasi iniziativa del genere, in disparte l'assorbente rilievo della estraneità degli addebiti mossi ai soggetti de quibus (convenuti in giudizio esclusivamente per aver espresso, o meno, pareri sulla delibera foriera del danno), rispetto a presunte, ipotetiche competenze, non altrimenti individuate né dedotte, degli stessi in fase esecutiva.»

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> CONCESSIONE-CONTRATTO --> OMESSA RIDETERMINAZIONE

Sintesi: Il funzionario che, omettendo di accertare lo stato dei luoghi e dei beni oggetto delle concessioni e ometta di redigere il c.d. testimoniale di stato, giunga ad una incongrua quantificazione dei canoni demaniali marittimi cagiona un dan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... all'amministrazione, di cui può essere chiamato a rispondere.

Estratto: «Ben diverso spessore sembra invece presentare il richiamo, operato dalla Procura, al mancato accertamento dello stato dei luoghi e dei beni oggetto delle concessioni e più precisamente la mancata redazione del cosiddetto testimoniale di stato.Al riguardo il Collegio ritiene infatti di richiamare il disposto dell'art. 13 del Regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione, laddove si prevede il parere della competente (all'epoca) Intendenza di finanza tra l'altro per quanto concerne le domande relative a concessioni di beni demaniali marittimi importanti impianti di difficile rimozione. Norma confermativa in sostanza delle analoghe disposizioni in precedenza dettate nel 1931 dal Ministero delle comunicazioni – Direzione generale della Marina mercantile nelle Istruzioni per l'Amministrazione del demanio pubblico marittimo, specificanti le azioni procedurali da compiersi da parte dell'Amministrazione marittima nell'esercizio dei propri compiti di gestione. Istruzioni ben note alle Amministrazioni – tra cui l'attuale Agenzia del demanio subentrata nella specie all'Intendenza di finanza: si veda da ultimo la circolare del 4 marzo 2008 a firma congiunt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zia del demanio, del territorio e Ministero dei trasporti richiamante nell'ambito delle operazioni di incameramento il compito dell'Agenzia del demanio concernente la redazione dei testimoniali – coinvolte nelle procedure di incameramento.E nelle predette Istruzioni nella Sezione X, titolo II, parte II, paragrafo 66 si legge che cessato di aver vigore il contratto di concessione, il Comandante del Compartimento marittimo provvede alla ripresa in consegna dei beni concessi e quando "le opere erette restino in proprietà dello Stato, alle operazioni di presa in consegna – che come si è detto devono svolgersi anche se la concessione viene rinnovata, potendosi provvedere in tal caso a redigere un unico verbale di consegna e nuova riconsegna – deve intervenire un rappresentante della Finanza e devono redigersi testimoniali di stato delle opere che rimangono di proprietà erariale, e che devono essere inscritte a cura dell'Amministrazione finanziaria nell'inventario dei beni di demanio pubblico a termine degli artt. 3 e 4 del Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, restando si intende, tali beni in gestione dell'Amministrazione marittima". Normativa da ritenere tuttora pienamente vigente, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i artt. 13 e seguenti del Regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione.E proprio nella prospettiva segnata dalla normativa testé richiamata, il PM in udienza ha sostenuto l'anomalia del comportamento del G.B. che, davanti ad una serie di rinnovi di concessioni demaniali balneari, ha proceduto ad una quantificazione dei canoni omessa l'indispensabile ricognizione dello stato dei luoghi oggetto di concessione – ricognizione da operare attraverso il cosiddetto testimoniale di stato di competenza attualmente dell'Agenzia del demanio – donde il venir meno di un riferimento essenziale per la determinazione del canone.Del che, come evidenziato dalla Procura, vi è chiaro riscontro sia perché non risulta agli atti la richiesta da parte del Comune – succeduto alla Capitaneria di porto - del parere dell'Intendenza di finanza (ora Agenzia del demanio) in ordine alla misura dei canoni per gli stabilimenti balneari oggetto del giudizio, come previsto in particolare dagli artt. 13 e 16 del Regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione, sia perché, come risulta dalla nota della Capitaneria di porto di R. in data 21 luglio 1999 (relativa alle istruttorie sulle richieste di concessioni demaniali marittime di atto formale di c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... causa) i canoni concessori erano stati quantificati in via provvisoria, salvo successivo conguaglio – mancando la delibera regionale, prevista dal decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione n. 342 del 1998, relativa all'individuazione della valenza turistica delle zone costiere. In più – rileva altresì il Collegio – mancavano i titoli edilizi relativamente ad una serie di opere poste in essere dai titolari degli stabilimenti; mancanza tanto più grave in quanto – sempre come confermato dalla Capitaneria di porto – con delibera n. 58/1997 del comune di R. era stato emesso il dispositivo di non rilascio di concessioni edilizie sulla fascia del litorale.In ogni caso in tutti gli atti formali di rilascio delle concessioni i dati relativi alla consistenza delle aree demaniali marittime e delle opere ivi insistenti erano quelli riportati nelle perizie giurate o anche nelle semplici autodichiarazioni dei richiedenti le concessioni in assenza dei riscontri di legge, con l'emergere successivo di irregolarità e difformità rispetto alle situazioni così incompiutamente attestate.Una situazione che non poteva non emergere chiaramente all'attenzione del G.B., come d'altronde attestata negli stessi atti di con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lasciati, che non a caso si sono limitati a fissare in via provvisoria l'entità dei canoni da corrispondere.Provvisorietà mantenutasi anche successivamente, pur dopo con l'applicazione dal 2007 alle concessioni di cui è causa dei più consistenti parametri recati dall'art. 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, non solo per l'addotta mancanza da parte della Capitaneria di porto della delibera regionale prevista dal decreto ministeriale n. 342 del 1998 relativa all'individuazione della valenza turistica delle zone costiere, ma, rileva il Collegio, soprattutto per la mancanza tuttora della precisa ricognizione, da parte dell'Amministrazione, dei beni e dei luoghi oggetto delle specifiche concessioni.Da quanto sopra è derivato un evidente danno per l'Amministrazione, causato da un'ingiustificabile acquiescenza, da parte dell'arch. G.B., alle risultanze sul punto delle istruttorie del 1999, quando, a distanza ormai di diversi anni dalle medesime, ha ritenuto di procedere all'assentimento delle concessioni senza porre in essere i compiti relativi alla determinazione dei canoni spettanti specificamente al concedente Comune, pur in presenza di uno stato di incertezza sull'entità dei canoni medesimi, confermato dalla provvisorietà dei ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dalla mancanza dei dovuti riferimenti fattuali.»

Sintesi: Non sussite alcun danno erariale laddove, pur essendosi riscontrato un ritardo pluriennale nella rideterminazione dei canoni erariali, il legislatore abbia successivamente disposto la retroattività dei nuovi canoni, assicurando così all'erario, anche per il periodo anteriore alla rideterminazione, l'introito derivante dai nuovi maggiori canoni.

Estratto: «posto che i nuovi canoni sono stati determinati con D.P.Reg. n. 20/2009 , con efficacia decorrente dal primo gennaio 2009, il lasso di tempo nel corso del quale si sarebbe consolidata la descritta ipotesi di responsabilità amministrativa - e di consequenziale danno erariale - sarebbe quello compreso fra il 17 agosto 2006 ed il 31 dicembre 2008.Inoltre con D.P. Reg. 23 dicembre 2009, n..502, è stato stabilito che "per le concessioni rinnovate ai sensi dell'art. 1, comma 3 della L.R. 20 novembre 2005, n. 15 e dell'art. 3 della L.R. 19 aprile 2007, n. 10, i canoni annui determinati con D.P. Reg. n. 20 del 3 febbraio 2009, si applicano a decorrere dalla data di rinnovo delle concessioni stesse .Peraltro, tale previsione ha successivamente trovato suffragio nella legge n. 11/2010 ove all'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do il dies a quo dal quale decorrono i nuovi canoni - si è così disposto "I canoni determinati ai sensi dell'articolo.3 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,si applicano a decorrere dal I° gennaio 2007"Pertanto, sulla base delle sopravvenute modifiche normative, deve essere escluso in radice il contestato danno erariale, atteso che i nuovi canoni trovano applicazione, come si è visto, dal primo gennaio 2007 , assicurando all'erario regionale l'introito di detti maggiori canoni anche per un periodo anteriore a quello originariamente fissato dal D.P.Reg. n. 20/2009, cui invece si correla la responsabilità amministrativa contestata dall'Inquirente.»

RESPONSABILITÀ --> DANNO ERARIALE --> OMESSA RISCOSSIONE --> CANONI ENFITEUTICI

Sintesi: I funzionari dell'ufficio urbanistica sono responsabili dell'omessa riscossione dei canoni enfiteutici per abusiva occupazione di area di uso civico qualora non abbiano segnalato la situazione di irregolarità al competente ufficio comunale.

Estratto: «Rileva il Collegio come gli addebiti mossi alle attuali convenute – le quali a differenza degli altri responsabili dell'Ufficio urbanistica coinvolti nella vic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nno accettato l'addebito di cui all'atto di citazione – si fondino essenzialmente sul potere-dovere attribuito ad esse, in qualità di dirigenti dell'Ufficio urbanistica, di vigilare sull'attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la corrispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi: ciò secondo il disposto dell'art. 27, comma 1, del DPR n. 280 del 2001.E nell'ambito di tale compito le convenute – secondo la Procura – hanno omesso di attivarsi affinché sull'area di uso civico occupata da I.B. e sulla quale insistevano un immobile realizzato abusivamente nonché la strada carrabile e i cancelli abusivi oggetto delle procedure di demolizione e di ripristino di cui in narrativa si procedesse all'applicazione del relativo canone di natura enfiteutica come disposto dall'art. 10 della legge n. 1766 del 1927.La difesa sostiene che in ordine all'applicazione del canone la competenza era di altro Ufficio, né sussistevano indirizzi politico-amministrativi dell'Amministrazione comunale involgenti in proposito l'Ufficio urbanistica.Tale impostazione difensiva si rivela tuttavia non accettabile al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la considerazione che certamente l'Ufficio diretto dalle convenute aveva il compito di vigilare sull'attività urbanistico-edilizia del territorio comunale e che nello svolgimento di questa funzione le predette avevano avuto piena contezza della situazione di irregolarità in cui versava il terreno in questione. Di questo infatti era stata accertata – tanto da indurre il I.B. ad avanzare istanza di alienazione del terreno, di cui il Consiglio comunale con provvedimento n. 86 del 19 dicembre 2006 deliberava l'accoglimento – la natura di uso civico con l'emergere quindi dei connessi obblighi di versamento dei canoni enfiteutici fino ad allora (almeno alla data del 1° luglio 2004 individuata dall'atto di citazione e non contestata dalla difesa).E se all'Ufficio non competeva la riscossione dei canoni certamente le dirigenti hanno omesso di comunicare ai competenti organi del Comune quanto risultava dagli accertamenti connessi all'attività svolta dall'Ufficio urbanistica.Si tratta dunque di un'omissione gravemente colposa dei doveri incombenti su chi rivestiva la carica di responsabile del settore urbanistica, davanti alla quale non ha neppure pregio l'obiezione del limitato periodo temporale in cui le odierne convenute hanno ricoperto funzioni pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttore, atteso che comunque l'arch. C.R. è stata responsabile del settore urbanistica dal 22 maggio 2006 fino al 14 marzo 2008 e l'arch. T.D. dal 31 marzo 2008 al 10 giugno 2009: per periodi quindi di una certa consistenza.»



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