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Natura degli interventi edilizi: mutamento di destinazione d'uso

Il mutamento di destinazione è una situazione di fatto che si verifica ogni qualvolta un manufatto assume la configurazione di un’opera con destinazione funzionale diversa.

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titolo:OPERE ED INTERVENTI EDILIZI
anno:2016
pagine: 1508 in formato A4, equivalenti a 2564 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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il mutamento di destinazione d'uso di un immobile senza la realizzazione di opere non necessita del previo rilascio di un titolo edilizio.

È illegittima l'ordinanza di demolizione volta a sanzionare una trasformazione, senza opere, dell'uso di un immobile, poiché, non implicando il cambio di destinazione d'uso alcuna opera esterna alla struttura e alla conformazione dell'immobile, non si è verificato un mutamento urbanistico - edilizio del territorio comunale e quindi nessun stravolgimento o carico urbanistico dell'assetto dell'area in cui l'intervento ricade.

Il cambiamento di utilizzo, la cui rilevanza dal punto di vista urbanistico deve essere dimostrata, non può essere precluso da una qualificazione presente nei dati catastali inidonea, in sé, a determinare la regolamentazione edilizia dell'immobile, ancor più nel caso in cui l'accatastamento, nonché il linguaggio a tal fine allora utilizzato, devono essere contestualizzati in un'epoca risalente, addirittura, precedente alla legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150.

La destinazione d'uso edilizia, relativa al singolo edificio, è normalmente indicata nel titolo edilizio, corrisponde a specifiche categorie edilizie previs... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rumenti urbanistici (PRG, Regolamento edilizio) ed esprime l'impiego funzionale del singolo immobile compatibile con la destinazione urbanistica e con la dotazione di servizi e infrastrutture previsti ciascuna zona omogenea.

Il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante è solo quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, tenuto conto che nell'ambito delle stesse categorie possono aversi mutamenti di fatto, ma non diversi regimi urbanistici, stanti le sostanziali equivalenze dei carichi urbanistici nell'ambito della medesima categoria.

La legislazione in materia urbanistica o, più in generale, in materia amministrativa, disciplinando il rapporto tra cittadino e norme di carattere pubblicistico non può comportare un automatico recepimento nell'ambito della disciplina dei rapporti tra privati dei criteri per i quali si stabilisce se una certa attività comporti o meno mutamento di destinazione ai fini della regolamentazione dell'assetto urbanistico-edilizio del territorio.

La modifica di destinazione d'uso, quando ha ad oggetto immobili che ricadono in zona sismica, anche nel caso di interventi non dichiaratamente strutturali (impiantistici, di ridistribuzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zi, ecc), non è sottratta al controllo preventivo degli organi competenti e deve perciò essere preceduta dal deposito del progetto e autorizzata ai sensi del D.P.R. n. 380 del 2001, art. 95 e seguenti.

Nel caso di mutamento di destinazione d'uso senza opere da ufficio a residenziale, è necessario fornire adeguate prove in ordine all'esistenza pregressa di tutti gli impianti, in specie idrosanitari, necessari a far acquisire all'immobile il requisito dell'abitabilità, perché solo in tal modo può perfezionarsi un effettivo mutamento di destinazione.

La presenza all'interno di un immobile di alcuni locali pienamente idonei ad assolvere una funzione abitativa incide sulla destinazione d'uso dello stesso.

Gli interventi edilizi che comportano modifiche alla destinazione d'uso del fabbricato sul quale incidono, nonché un aumento della superficie dello stesso, non possono essere ricondotti alla categoria della manutenzione straordinaria.

Le opere che determinano la modifica di destinazione d'uso ovvero un aumento di superficie dell'immobile vanno qualificate quale intervento di ristrutturazione edilizia.

Il mutamento di destinazione è una situazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e si verifica ogni qualvolta un manufatto assume la configurazione di un'opera con destinazione funzionale diversa.

Il mutamento di destinazione d'uso non è fatto da collegarsi all'efficacia o meno del titolo edilizio, ma una vicenda che, proprio per il suo carattere di abusività, trascende dal dato rilevato dal provvedimento amministrativo abilitativo.

La norma per la quale, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, gli interventi che comportino mutamenti della destinazione d'uso si qualificano in termini di ristrutturazione edilizia, è una previsione di particolare rigore per i centri storici, finalizzata ad evitare indebite alterazioni dei loro delicati equilibri abitativi e funzionali.

L'utilizzazione di fatto di un immobile non può essere fonte di modificazione della destinazione d'uso rilevante ai fini urbanistici.

Ai fini dell'aumento della superficie utile, nell'ipotesi di cambio di destinazione d'uso, i depositi seminterrati vanno equiparati ai deposti interrati.

I mutamenti di destinazione di uso che siano posti in essere nelle z.t.o A (come nel caso di specie), per la sola detta circostanza, sono riconducibili alla nozione di ristrutturazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... necessitano di permesso di costruire, indipendentemente dall'esecuzione di opere edilizie, dall'aumento delle superfici utili o dalla modificazione del volume, della sagoma, dei prospetti.

Al di fuori delle z.t.o. A la modificazione della destinazione di uso integra la fattispecie della ristrutturazione edilizia e richiede il permesso di costruire soltanto quando comporti un aumento della superficie od una modificazione del volume, della sagoma, dei prospetti.

È urbanisticamente rilevante la modificazione a stalle di una destinazione abitativa o "rurale" in senso stretto (in quanto connessa all'utilizzazione dei manufatti per l'esercizio delle attività agricole: cantina, rimessa attrezzi, fienile, etc.), in quanto comporta il passaggio categoria delle "industrie insalubri" ed implica una trasformazione territoriale ed ambientale che deve essere valutata nei suoi aspetti igienico-sanitari (soprattutto, per il regolare deflusso delle deiezioni ed il loro trattamento, fattore di criticità per la tutela ambientale).

La LR Lombardia 15 gennaio 2001 n. 1, seguita sul punto dalla LR 12 marzo 2005 n. 12, ha innovato la disciplina delle destinazioni d'uso statuendo che tutte quelle non escluse esplicitamente sono ammissib... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la necessità di integrare gli standard urbanistici.

La distinzione tra «modifica di destinazione d'uso» e «diverso uso» che emerge dall'art. 57 L.R. Calabria 19/2002 non implica affatto un regime differenziato quanto alla soggezione della modifica e del diverso uso alle prescrizioni dello strumento urbanistico, perché il rispetto di dette prescrizioni è necessario in entrambi i casi.

I cambi di destinazione d'uso senza opere edilizie sono interventi assoggettati al potere di controllo comunale.

Le cubature degli edifici accessori o di pertinenza degli edifici principali hanno, salvo diversa previsione, la stessa destinazione d'uso dell'edificio principale.

In mancanza di disciplina regionale e tenuto conto del sistema delineato dalla l. n. 47 del 1985, il mutamento di destinazione d'uso degli immobili ha rilievo sotto il profilo urbanistico solo se accompagnato da opere edilizie.

Il mutamento di destinazione d'uso da ufficio pubblico a ludoteca non determina un incremento di carico urbanistico nella zona e, in quanto compatibile con lo strumento urbanistico vigente, è assentibile tramite D.I.A.

OPERE ED INTERVENTI --> NATU... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...TERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> ACCERTAMENTO DELLA DESTINAZIONE

È affetta dal vizio di deficit motivazionale l'ordinanza di demolizione che non indica gli elementi da cui l'amministrazione ha inteso desumere l'utilizzazione di un garage come locale deposito.

Non sono necessari interventi tesi ad aggiungere elementi strutturali in precedenza non esistenti perché si possa configurare un effettivo cambio di destinazione d'uso. Anche se non sono state realizzate opere, ovvero se sono state effettuate soltanto sostituzioni di elementi strutturali preesistenti, si ha comunque cambio di destinazione d'uso se, per l'effetto degli interventi considerati nel loro complesso, l'immobile è divenuto suscettibile in maniera stabile di un uso diverso da quello pregresso.

La destinazione d'uso non si identifica con l'impiego che in concreto ne fa il soggetto utilizzatore, ma con la destinazione impressa dal titolo abilitativo, e ciò in quanto la nozione di "uso" urbanisticamente rilevante è ancorata alla tipologia strutturale dell'immobile – quale individuata nel titolo edilizio – senza che essa possa essere influenzata da utilizzazioni difformi rispetto al contenuto degli atti auto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../o pianificatori.

Resta compito della P.A. verificare la destinazione d'uso dell'opera, in quanto trattasi pur sempre di un momento di verifica della sua compatibilità urbanistica.

Nel caso in cui la destinazione d'uso non sia univoca, il criterio da seguire deve essere quello, in negativo, della non incompatibilità tra destinazione d'uso indicata in progetto e quella prescritta nel piano.

Ove la consistenza fisica dell'intervento non si riveli in qualche modo incompatibile con la destinazione d'uso prevista dallo strumento di pianificazione, la natura vincolata del potere di rilascio del titolo edilizio ed il principio di tassatività delle limitazioni imposte al diritto di proprietà, non consentono di denegare il rilascio del permesso di costruire; opinare diversamente significherebbe opporre una causa di diniego futura ed incerta; futura, perché la concreta destinazione sarà attuale solo al momento della avvenuta edificazione; incerta, perché non vi è ragione di ritenere al momento dell'approvazione del progetto che la destinazione di piano, comunque compatibile con quella progettuale, non venga rispettata, diversamente facendo prevalere una logica di sospetto, del tutto ingius... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
Non è possibile pretendere dal soggetto che richiede il permesso di costruire l'assunzione di impegni di natura obbligatoria, deponenti nel senso di una specifica destinazione d'uso, mancando innanzitutto una previsione normativa in tal senso che possa limitare la libertà negoziale ed ancor prima quella di disposizione del diritto di proprietà o altro diritto reale a cui s'ascrive la facoltà di edificazione.

La destinazione d'uso giuridicamente rilevante di un immobile è unicamente quella prevista da atti amministrativi pubblici, di carattere urbanistico o catastale, dovendosi del tutto escludere il rilievo di un uso di fatto che in concreto si assume sia stato praticato sull'immobile, risultante da circostanza di mero fatto.

L'uso di mero fatto di un immobile, quantunque si sia protratto nel tempo, è comunque inidoneo a determinare un consolidamento di situazioni ed a modificare ex sé la qualificazione giuridica del fabbricato.

Il sovradimensionamento e le caratteristiche strutturali della costruzione (come ad esempio l'essere posto, il locale in questione, in comunicazione diretta con l'unità immobiliare, costituendone materialmente "ampliamento") possono costitui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eno indizio della volontà di adibire i locali ad uso abitativo e tale indizio diventa un dato sostanzialmente confermato in seguito alla D.I.A. per cambio d'uso.

La realizzazione di un locale sottotetto con vani distinti e comunicanti con il piano sottostante mediante una scala interna è indice rivelatore dell'intento di rendere abitabile detto locale, non potendosi considerare volumi tecnici i vani in esso ricavati.

È la presenza di modificazioni strutturali, ossia di fatti con una valenza pregnante molto maggiore e molto più stabile della mera presenza di oggetti di arredamento (quali ad esempio letti e cucine), a connaturare l'esplicita funzionalizzazione dell'opera a un uso abitativo.

L'aver versato l'oblazione nella misura prevista per attività industriale anziché commerciale non costituisce un mero errore materiale, ma si risolve in una "infedeltà dell'istanza" e nel mancato pagamento della "oblazione dovuta" ai sensi dell'art. 40 della L. n. 47/1985, con conseguente inapplicabilità della norma che consente di versare, in luogo della somma residua, il triplo della differenza tra la somma dovuta e quella versata, in unica soluzione entro il 31 marzo 1996.

In t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtamento della destinazione d'uso, l'art. 13 della L.R. Liguria 6.6.2008, n. 16 ha configurato un sistema "a cascata", per cui si dà in primo luogo la prevalenza agli atti pubblici dai quali risulta la destinazione legale e, solo in caso di totale assenza, consente di far riferimento ad elementi integrativi, ma pur sempre e solo "risultanti da atti giuridici", cioè con documenti di prova preesistenti e non formati per l'occasione.

In difetto di indicazione nei titoli abilitativi, la precisa ed inequivocabile destinazione catastale dell'immobile costituisce un elemento che non può essere pretermesso o ignorato né dalla P.A. e neppure dai relativi proprietari.

La destinazione d'uso d'uso giuridicamente rilevante di un immobile è unicamente quella prevista da atti amministrativi pubblici, di carattere urbanistico o catastale, dovendosi del tutto escludere il rilievo di un uso di fatto che in concreto si assume sia stato praticato sull'immobile, risultante da circostanza di mero fatto. tale uso, quantunque si sia protratto nel tempo, è comunque inidoneo a determinare un consolidamento di situazioni ed a modificare ex sé la qualificazione giuridica dell'immobile.

OPERE ED INTERVENTI --> N... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... INTERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> ALLACCIAMENTI

L'approntamento degli impianti elettrici, nel contesto di recupero turistico di un borgo oggetto di restauro, non formalizza alcun cambio di destinazione d'uso, che si configura al contrario allorquando alla fase realizzativa segua quella funzionale di allaccio e di avvio della rete elettrica, fase quest'ultima –ma solo quest'ultima- da sottoporre ad ulteriore e finale vaglio autorizzatorio sia del Comune che dell'Ente Parco (anche all'interno, come nella specie, di un programma finale di operatività turistica già programmato e concordato in virtù di strumenti convenzionali intercorsi fra le parti pubbliche e private impegnate nella valorizzazione di quel territorio).

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> AUMENTO DEL CARICO URBANISTICO

il mutamento di destinazione d'uso di un fabbricato da industriale/artigianale a commerciale, pur attuato senza realizzazione di nuove opere comporta un diverso carico urbanistico, derivante appunto dall'insediamento di una attività di carattere commerciale e determina quindi l'applicazione di standards urbanistici differenti.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cambio di destinazione d'uso da locali senza permanenza di persone (ad es. deposito) a locali con permanenza di persone (ad es. spogliatoio) comporta un aumento del carico urbanistico.

il mutamento di destinazione d'uso di un immobile da soffitta o cantina ad abitazione è urbanisticamente rilevante e, come tale, necessita di per sé di un titolo edilizio abilitativo.

Nella provincia di Bolzano, nel concetto di "esecuzione di opera", secondo la legislazione provinciale sul condono, rientra anche il cambiamento di destinazione d'uso urbanisticamente rilevante, indipendentemente dall'effettuazione di contestuali interventi edilizi di natura materiale.

L'incremento del carico urbanistico non può costituire di per sé indice dell'avvenuta modificazione della destinazione d'uso, anche laddove la destinazione in questione sia rimasta in concreto invariata.

il mutamento di destinazione d'uso di locali da garage ad unità abitativa costituisce un cambio di categoria edilizia incompatibile con l'uso precedente ed implicante una variazione degli standards urbanistici di cui al d.m. n. 1444 del 1968 e un aggravio del carico urbanistico, tanto da configurarlo quale nuova... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e assoggettabile a rilascio del permesso di costruire.

Il semplice cambio di destinazione d'uso privo di opere edilizie, se operante tra due categorie funzionalmente autonome, quale da soffitta a residenziale, resta soggetto al permesso di costruire in quanto va ad incidere sul carico urbanistico dell'immobile e sul volume.

La d.i.a. è astrattamente idonea, dal punto di vista meramente edilizio, per le opere interne preordinate al cambio d'uso, ma non può comunque legittimare il cambio d'uso se manchi il reperimento delle aree a standard nella misura di legge.

il mutamento di destinazione d'uso, anche senza opere edilizie, non può costituire una operazione edilizia o urbanistica per così dire "neutra", dovendo l'Amministrazione verificare se il cambio d'uso non abbia inciso anche sul carico urbanistico della zona.

Nel mutamento di destinazione d'uso, indipendentemente dall'esecuzione fisica di opere, rileva il passaggio dell'immobile ad una categoria funzionalmente autonoma dal punto di vista urbanistico, con conseguente aumento del carico; in altri termini si configura una "trasformazione edilizia" quando la stessa sia produttiva di vantaggi economici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'utilizzazione.

La rimozione o l'apposizione di tramezzature, anche non portanti, possono modificare radicalmente la conformazione - e quindi l'uso - di una unità immobiliare, per cui non si può parlare in tal caso di cambiamento di destinazione d'uso senza opere (nella specie, da abitativo a ufficio).

Solo il cambio di destinazione d'uso fra categorie edilizie omogenee non necessita di permesso di costruire (in quanto non incide sul carico urbanistico), mentre, allorché lo stesso intervenga tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, si integra in questa ipotesi una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, con conseguente assoggettamento al regime del permesso di costruire, indipendentemente dall'esecuzione di opere.

il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante è solo quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, posto che nell'ambito delle stesse categorie catastali possono anche aversi mutamenti di fatto, ma che, come tali, sono irrilevanti sul piano urbanistico.

La destinazione commerciale impressa di fatto ad un immobile destinato ad attività produttiva comporta u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tra categorie funzionali autonome (artigianale e commerciale) cui corrisponde un diverso regime contributivo, in ragione dei diversi carichi urbanistici connessi alla due indicate destinazioni.

Mentre la trasformazione da residenziale a "servizi" comporta l'aumento dell'indice degli standard, il contrario non può ritenersi ammissibile in quanto diminuisce il livello di infrastrutturale al servizio delle residenze.

Il mutamento della destinazione d'uso da magazzino ad attività commerciale comporta un indubbio aumento del carico urbanistico.

Nel contesto organizzativo del territorio, proprio dell'urbanistica, e segnatamente in tema di mutamento di destinazione d'uso ed al fine di quantificare il carico urbanistico, chi studia e lavora in una data area deve essere ragionevolmente equiparato a coloro che risiedono nell'area medesima, e ciò al fine dell'individuazione dei bisogni della collettività ivi comunque insediata.

In linea di principio, nel passaggio da una categoria funzionale ad altra rileva sempre il carico urbanistico; ma nell'ipotesi in cui un insediamento artigianale associ anche un'attività commerciale tale da divenire assimilabile ad attività commerc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...taglio, la relativa modifica della destinazione d'uso è sostanzialmente assimilabile ad un mutamento di macro-categoria, con ogni conseguenza per quanto attiene alla valutazione del mutato carico urbanistico dell'area.

Il cambio di destinazione richiede in ogni caso l'adeguamento degli standard urbanistici e in particolare dei parcheggi a uso pubblico.

Come base di calcolo per la quantificazione degli standard e dei parcheggi pertinenziali devono essere utilizzate tutte le superfici che direttamente o indirettamente sono coinvolte nel mutamento di destinazione d'uso o risultano funzionali alla stessa: spazi di vendita, magazzini, gallerie, servizi igienici, spogliatoi, archivi, e anche i vani-scala che conducono a questi locali; non sono invece computabili gli spazi che hanno la sola funzione di ospitare impianti tecnologici e deve inoltre rimanere esclusa la superficie in relazione alla quale non si realizza propriamente un cambio di destinazione.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> CATEGORIE DI DESTINAZIONI D'USO

La destinazione commerciale o di vendita non implica necessariamente l'accesso del pubblico, quanto piutto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reta destinazione al locale a soddisfare le esigenze dell'impresa commerciale, anche se impiegato quale deposito di merce da vendersi altrove.

il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante è soltanto quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, da individuarsi tenendo conto della destinazione indicata nell'ultimo titolo abilitativo relativo all'immobile ovvero della sua tipologia, nonché delle attitudini funzionali che il bene stesso viene ad acquisire in caso di esecuzione di nuovi lavori.

È illegittimo ritenere che il sopravvenuto utilizzo del locale già destinato a stalla per conigli ai fini della vendita diretta al pubblico dei prodotti agricoli ne determini una sostanziale modificazione nella destinazione d'uso e che tale diverso utilizzo/modificazione deponga ex se nel senso di qualificare l'intervento quale 'ristrutturazione edilizia' e non quale intervento di 'manutenzione straordinaria'.

Non è ammissibile uno "sdoppiamento" fra la destinazione d'uso (nella specie, agricola) rilevante al fine di ammettere l'accertamento di compatibilità urbanistico-edilizia e la destinazione d'uso (nella specie, commerciale) ai soli fini de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...razione della sanzione.

La destinazione a struttura residenziale e quella ad attività di ristorazione costituiscono categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee.

Alla modifica della destinazione d'uso da autorimessa in abitazione, con modifiche di porte e finestre, si applica l'art. 10 del d.p.r. n. 380 del 2001, per cui costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia che necessitano del permesso di costruire.

È ragionevole che, nel quadro dei margini di azioni consentiti dalla legge e dal regolamento regionali, le funzioni di governo del territorio possano essere esplicate dal Comune con l'individuazione di nuove categorie di destinazione urbanistica, tra le quali rientra la figura della cd. "attività per il tempo libero".

L'allocazione di un archivio, una cineteca ed una videoteca imprime all'immobile una destinazione d'uso diversa da quella abitativa.

Per la Regione Liguria, l'art. 7 della L.R. Liguria 7 aprile 1995 n. 25 distingue le seguenti categorie di destinazioni d'uso: a) residenza; b) ospitalità ricettività alberghiera, all'aria aperta, nonché extralberghiera; c) distribuzione al dettaglio; d) uffici; e) edifici per l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l' artigianato, la movimentazione e la distribuzione all'ingrosso di merci.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> CONTRASTO CON GLI STRUMENTI URBANISTICI

Non è assentibile un mutamento di destinazione d'uso fra categorie urbanistiche afferenti a diverse zone omogenee, mentre all'interno della stessa zona sarà possibile imprimere ad un fabbricato esistente una delle destinazioni d'uso (categorie edilizie) ad essa attribuite dagli strumenti urbanistici.

La destinazione d'uso è un elemento che qualifica la connotazione del bene immobile e risponde a precisi scopi di interesse pubblico, di pianificazione o di attuazione della pianificazione, infatti l'organizzazione del territorio comunale e la gestione dello stesso vengono realizzate attraverso il coordinamento delle varie destinazioni d'uso in tutte le loro possibili relazioni, sicché le modifiche non consentite di queste incidono negativamente sull'organizzazione dei servizi, alterando il complessivo assetto territoriale.

Soltanto gli strumenti di pianificazione, generali ed attuativi, possono decidere, fra tutte quelle possibili, la destinazione d'uso dei suoli e degli edifici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ute; alle varie e diverse destinazioni, in tutte le loro possibili relazioni, devono essere assegnate - proprio in sede pianificatoria - determinate qualità e quantità di servizi. Pertanto le modifiche non consentite di tali destinazioni incidono negativamente sull'organizzazione dei servizi, alterando la possibilità di una gestione ottimale del territorio.

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile, anche senza opere edilizie, costituisce intervento modificativo dell'assetto urbanistico del territorio, qualora si ponga in un rapporto di incompatibilità con le previsioni funzionali di zona.

L'imposizione ad un sito di una destinazione urbanistica diversa da quella preesistente, sebbene conformi solo l'attività edilizia futura, preclude la realizzazione e/o l'ampliamento di attività o edifici esistenti che non abbiano una destinazione d'uso compatibile con quella nuova, di guisa che in tali casi sono normalmente consentiti solo interventi di manutenzione o conservativi degli edifici o delle attività già esistenti.

Qualora il cambio di destinazione d'uso comporti un aumento di superficie utile, si deve verificare la sua compatibilità con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti urbanistici anche in base alla classificazione edilizia che va ad assumere tale intervento.

Il divieto di cambio di destinazione d'uso deve essere espressamente previsto dallo strumento urbanistico, non essendo sufficiente la prescrizione della conservazione delle destinazioni attuali.

Costituisce abusivo mutamento di destinazione d'uso la vendita frazionata delle singole unità immobiliari facenti parte di un'unica struttura destinata a residenza turistico alberghiera.

La destinazione d'uso può essere mutata anche se in contrasto con il piano regolatore quando è senza opere poiché non determina alcuna trasformazione irreversibile.

OPERE ED INTERVENTI --> NATURA DEGLI INTERVENTI --> MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO --> NECESSITÀ DI AUTORIZZAZIONE

Solo il cambio di destinazione d'uso fra categorie edilizie omogenee non necessita del permesso di costruire non incidendo sul carico urbanistico, mentre, allorché lo stesso intervenga tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, si integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, con conseguent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amento al regime del permesso di costruire, e ciò, indipendentemente dall'esecuzione di opere.

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile (anche senza opere edilizie) costituisce intervento modificativo dell'assetto urbanistico del territorio, qualora si ponga in un rapporto di incompatibilità con le previsioni funzionali di zona.

È pacifico che il cambio di destinazione d'uso nell'ambito della medesima categoria funzionale non può essere soggetto ad alcuna contribuzione, ma da ciò non si può inferire alcunché in ordine alla necessaria richiesta del permesso di costruire.

È in riferimento alle categorie edilizie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, siccome delineate dal d.m. nr. 1444 del 1968 che il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante si distingue dal semplice cambio d'uso giuridicamente irrilevante, di tal che la modifica di tali categorie è sempre destinata ad incidere sullo jus utendi, e quindi sulla conformazione della proprietà.

Le costruzione di un camino in inox, di una finestra a raso falda e di un pannello fotovoltaico sono tutte opere che alterano lo stato d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'aspetto esteriore di un immobile.

Il conduttore di un bene immobile di proprietà dell'Agenzia del Demanio concesso in locazione per finalità turistico-ricettive è legittimato a richiedere l'autorizzazione per il cambio di destinazione d'uso.

Il cambio di destinazione d'uso tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee (nella specie, tra struttura residenziale ed attività di ristorazione) deve essere espressamente vagliato ed autorizzato dall'amministrazione, mediante rilascio di permesso di costruire e non mediante semplice SCIA, anche qualora non si riscontrino modifiche edilizia esteriori: e ciò perché è necessario valutare in siffatte ipotesi gli effetti arrecati sul piano del carico urbanistico, ad esempio in termini di impatto sulla viabilità e sui parcheggi.

Nella Regione Lazio, la legge regionale 11 agosto 2008, n.15, nel modificare il terzo comma dell'art. 7 della legge regionale 2 luglio 1987, n. 36, ha previsto che il permesso di costruire (in luogo della concessione edilizia) sia il titolo idoneo ad effettuare il cambio di destinazione d'uso di unità immobiliare che comporti il passaggio da una categoria all'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strumento urbanistico generale.

Prima dell'entrata in vigore della legge regionale che stabilisca, ai sensi dell'art. 10, comma 2, del d.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001, quali mutamenti, connessi o non connessi a trasformazioni fisiche, dell'uso di immobili o di loro parti, sono subordinati a permesso di costruire o a denuncia di inizio attività, deve trovare applicazione il Testo unico dell'edilizia, il quale, al comma 1 del medesimio art. 10, prevede il permesso di costruire solo per i cambi di destinazione d'uso nell'ambito nelle zone omogenee "A".

Nella Provincia Autonoma di Bolzano, il mutamento di destinazione d'uso prima dell'entrata in vigore della l. prov. 23 giugno 1992, n, 21, introduttiva di un regime diverso più rigoroso, era libero e non condizionato al rilascio di titolo abilitativo soltanto in assenza di opere.

Il mutamento di destinazione d'uso di un immobile situato in zona A deve essere assentito con permesso di costruire.

Nella Regione Lazio, il mutamento di destinazione d'uso da una categoria generale dello strumento urbanistico ad un'altra necessita del rilascio del permesso di costruire, indipendentemente dalla realizzazione o meno di opere ad esso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i, dovendo la fattispecie essere qualificata come ristrutturazione edilizia ai sensi degli artt. 3 e 33 d.p.r. n. 380/01.

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 52 comma 3-bis della LR Lombardia 12/2005, che impone l'obbligo del permesso di costruire solo per i cambi di destinazione d'uso relativi ad alcuni edifici particolari (luoghi di culto, centri sociali).

La legittimità del mutamento di destinazione d'uso e la necessità a tal fine di autorizzazione, da una sottozona all'altra, deve essere valutata in concreto dall'Amministrazione, non potendosi affermare che all'interno della stessa Z.T.O. le sottozone siano pienamente fungibili.

In mancanza di apposita legge regionale, vale il principio che il mutamento di destinazione d'uso funzionale dei singoli edifici è, in linea generale, libero.

I mutamenti di destinazione d'uso meramente funzionali, in quanto manifestazioni del diritto di proprietà e di impresa, sono sottratti al potere di pianificazione urbanistica.



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