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Accertamento di compatibilità paesaggistica: motivazione e discrezionalità


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titolo:IL CODICE DEL PAESAGGIO
anno:2016
pagine: 1922 in formato A4, equivalenti a 3267 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> MOTIVAZIONE

Il diniego di autorizzazione paesistica è sufficientemente motivato, ancorché in modo sintetico, attraverso la valutazione ed il riferimento del negativo rapporto tra gli interventi da realizzare e il pregio paesistico del sito.

In presenza dell'avvenuta realizzazione di opere (nella specie connesse all'allevamento di cavalli per la realizzazione di un maneggio) nell'ambito di riferimento, l'Ente Parco è tenuto chiarire in che cosa si sostanzi, specificamente e con riferimento quindi ai singoli interventi edilizi, l'eventuale contrasto con il piano per il parco; è invece insufficiente ed illegittimo il diniego di nulla-osta che si limiti ad invocare un generico e indeterminato "contrasto".

A fronte di semplici interventi sulla viabilità di accesso ad una struttura, il diniego di nulla-osta paesaggistico risulta apodittico nella affermazione della inammissibilità senza un approfondita valutazione istruttoria, e conseguente apporto motivazionale, circa la natura dei suddetti interventi e la loro natura innovativa o di semplice ripristino di viabilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

Il diniego di sanatoria paesaggistica è sufficientemente ed adeguatamente motivato nel rilievo che la tombatura dei fossi risulta incompatibile dal punto di vista ambientale e idrogeologico, data la funzione dei fossi di garantire lo scorrimento delle acque meteoriche e di scolo e i problemi idrogeologici e ambientali che può quindi creare la loro tombatura, senza peraltro che risulti chiara la funzione di tale tombatura in area di campagna.

Non è sufficiente a motivare il diniego di autorizzazione paesaggistica il mero riferimento ad un pregiudizio ambientale, utilizzando espressioni vaghe o formule stereotipate, dovendo l'amministrazione esternare le specifiche ragioni per le quali si ritiene che un'opera non sia idonea ad inserirsi nell'ambiente, attraverso l'individuazione degli elementi di contrasto.

L'amministrazione deve motivare le determinazioni in materia di autorizzazione paesaggistica in modo tale che emerga l'apprezzamento di tutte le circostanze di fatto rilevanti e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata, non potendo l'autorità amministrativa limitarsi ad affermazioni apodittiche e dovendosi pure riferire non all'entità atomisticamente valutata del singolo intervento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lesso strutturalmente individuato che deriva dalla sovrapposizione con uno preesistente.

Nei casi di realizzazione di un'opera in zona vincolata l'amministrazione preposta alla tutela del vincolo è chiamata a valutare l'effettiva consistenza e la localizzazione dell'intervento, oggetto di sanatoria, al fine di confermare o escludere la concreta compatibilità dello stesso con i valori tutelati nello specifico contesto di riferimento, non potendo ritenersi sufficiente il generico richiamo ad un vincolo, con conseguente necessario apprezzamento di compatibilità, da condurre sulla base di rilevazioni e giudizi puntuali.

Il giudizio di compatibilità paesaggistica di competenza della Soprintendenza deve esplicitare le effettive ragioni di contrasto tra l'intervento edilizio (nel caso di specie intervento di recupero di un vecchio fabbricato) ed i valori paesaggistici dei luoghi oggetto di tutela.

Il diniego di accertamento di compatibilità paesaggistica riferito ad una piscina fuori terra removibile appoggiata su di una cordonata in calcestruzzo appositamente creata non visibile all'esterno e ai manufatti accessori deve essere motivato su un concreto e analitico accertamento del pregiudizio ambientale arre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opere in questione.

È illegittimo un diniego di sanatoria paesaggistica che si limiti a rilevare che la struttura risulta priva di valore architettonico e di fatto non finalizzabile né alla valorizzazione del sito né compatibile con i valori paesaggistici oggetto di tutela, senza altro specificare in ordine alla descrizione del vincolo, alle strutture ed ai materiali, e senza individuare le specifiche caratteristiche dell'opera che si porrebbero concretamente in contrasto con le esigenze di tutela poste dal vincolo.

Nei casi in cui la discrezionalità tecnico/amministrativa abbia un ruolo considerevole, un diniego di nulla osta deve essere assistito da una motivazione concreta sulla realtà dei fatti e sulle ragioni ambientali ed estetiche che sconsigliano alla P.A. di non ammettere un determinato intervento: affermare che un determinato intervento compromette gli equilibri ambientali della zona interessata per le incongruenze fra tipologia e materiali scelti e contesto paesaggistico senza nulla aggiungere, non spiega alcunché sul futuro danno alle bellezze ambientali che ne deriverebbe ed è un mero postulato apodittico.

L'affermazione che l'abuso non costituisce alterazione dell'ambiente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, già interessato da una diffusa edificazione, non integra una motivazione che assuma gli elementi di paragone che presiedono al giudizio di compatibilità e che manifesti le ragioni intrinseche di questo stesso giudizio.

E' illegittimo, per totale insufficienza della motivazione e per illogicità, il titolo edilizio in sanatoria che affermi espressamente di non aver valutato la compatibilità con il vincolo paesaggistico delle opere realizzate abusivamente dopo una certa data.

Non appare ragionevole ammettere che una medesima causa giustificativa possa essere addotta ripetutamente e addirittura allo scopo di ottenere la sanatoria di costruzioni già realizzate in violazione delle regole urbanistiche vigenti.

È illegittimo il provvedimento di diniego di sanatoria paesaggistica motivato sulla base della scarsa qualità del materiale costruttivo anziché sull'incompatibilità del manufatto con l'ambiente e il paesaggio.

L'autorità amministrativa che rilascia il certificato di compatibilità paesaggistica di cui all'art. 1, comma 37, l. n. 308/04, oltre ad acquisire i prescritti pareri, della cui sussistenza in effetti si da atto nel provvedimento in que... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a controllare l'avvenuto pagamento della sanzione, deve soprattutto verificare la compatibilità paesaggistica dell'intervento e di tale compiuta verifica deve dare conto nel provvedimento.

Le autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria ex art. 7, l. n. 1497 del 1939, anche se hanno natura di atti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari, debbono essere congruamente motivate in modo che possa essere ricostruito l'iter logico che ha condotto a ritenere le opere autorizzate non lesive dei valori paesistici sottesi all'imposizione del vincolo.

L'onere di adeguata motivazione che grava sul rilascio di autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria deve riguardare la compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela e di conservazione dei valori paesistici ed ambientali del contesto, che rappresentano la ragione costitutiva del vincolo

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> NATURA DISCREZIONALE

La circostanza che una costruzione edilizia sia stata realizzata abusivamente in zona soggetta a vincolo paesaggistico sulla quale insistano numerose altre costruzioni non può servire, di per sé, ad e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... grave pregiudizio paesaggistico ritenuto sussistente dalla Soprintendenza, la cui discrezionalità in materia non può essere contestata attraverso generiche invocazioni di "compatibilità" fondate, nella sostanza, sulla asserita vetustà della costruzione, ovvero, sulla semplice esistenza nell'area vincolata di precedenti costruzioni.

Ove le opere prive di autorizzazione paesaggistica risultino diverse da quelle sanabili ed indicate nell'art. 167 del codice dei beni culturali e del paesaggio, le competenti autorità non possono che emanare un atto dal contenuto vincolato e cioè esprimersi nel senso della reiezione dell'istanza di sanatoria.

Le valutazioni di compatibilità ambientale concretano un apprezzamento ampiamente tecnico-discrezionale, rispetto alle quali il giudice non può sostituire la propria valutazione tecnica alla valutazione tecnica dell'Amministrazione.

In tema di tutela paesaggistica, l'autorità ivi preposta è tenuta soltanto ad emettere un giudizio tecnico-discrezionale volto unicamente a verificare la conformità o meno dell'opera ai parametri stabiliti dalla legge, e non è tenuta ad indicare, in caso di parere negativo, i rimedi atti a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'inserimento nel contesto paesaggistico delle opere di cui si chiede la sanatoria.



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