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Per essere un leader di uomini bisogna voltar loro le spalle (Henry Havelock Ellis)
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LA PROCEDURA DI SCREENING NELLA VIA
La verifica di assoggettabilità aggiornata al d.lgs. 128/2010
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Questa presentazione ha ad oggetto l’opera dedicata allo studio della verifica di assoggettabilità o screening nella valutazione di impatto ambientale, procedimento disciplinato dall’art. 20 del d.lgs.152/2006.
Dopo aver introdotto i principi in tema di valutazioni ambientali, l’opera analizza la disciplina della verifica di assoggettabilità nella VIA contenuta nella direttiva 85/337/CEE e nella Parte II del codice dell’ambiente.
L’opera offre, alla luce delle recenti riforme legislative, un’approfondita analisi del campo di applicazione e delle modalità di svolgimento del procedimento in questione, offrendo agli operatori un’ampia casistica giurisprudenziale sulle problematiche tuttora irrisolte.
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La direttiva 85/337/CEE individua all’Allegato II una serie di progetti per i quali l’obbligo di VIA è solamente eventuale e deve essere esperito soltanto laddove gli Stati membri ritengano che le caratteristiche dell’opera esigano una puntuale e approfondita valutazione di tutti i possibili effetti negativi della stessa sull’ambiente.
Nel nostro ordinamento, la procedura di VIA per i progetti indicati dall’art. 6, comma 7, d.lgs. 152/2006, è subordinata all’esperimento della procedura di verifica di assoggettabilità o screening.
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La procedura di screening, inizialmente considerata come una fase della più ampia procedura di valutazione di impatto ambientale, costituisce un autonomo procedimento amministrativo.
La procedura di screening riproduce nella sua articolazione le principali fasi caratterizzanti l’iter procedurale della VIA: la fase introduttiva, la fase istruttoria, la fase decisoria e la fase dell’integrazione dell’efficacia.
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Il provvedimento di verifica conclusivo del procedimento di screening è direttamente impugnabile, in quanto di per sé lesivo dei diversi interessi coinvolti.
Numerosi interrogativi riguardano, da una parte, i soggetti legittimati, dall’altra, i limiti al sindacato giurisdizionale.
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I provvedimenti di autorizzazione o approvazione adottati senza la previa verifica di assogettabilità, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge.
L’effettività della disciplina della procedura di screening è garantita da un sistema di controlli e sanzioni.
Il sistema delle sanzioni prevede esplicitamente la sospensione dei lavori, la demolizione e il ripristino dei luoghi (art. 31 T.U. Edilizia), salva l’applicazione delle ulteriori sanzioni amministrative, civili e penali previste dalla legge.
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Il presente lavoro analizza la fase di screening alla luce delle recenti modifiche apportate al codice dell'ambiente dai decreti legislativi 4/2008 e 128/2010, sottolineando le connessioni tra la verifica di assoggettabilità e la procedura di VIA ed offrendo agli operatori un’ampia casistica giurisprudenziale sulle problematiche tuttora irrisolte.
La verifica di assoggettabilità o screening è il procedimento disciplinato dall’art. 20 del d.lgs. 152/2006 finalizzato a valutare la necessità o meno di procedere alla valutazione di impatto ambientale vera e propria (VIA). Per determinate categorie di progetti, l’obbligo di VIA è infatti solamente eventuale e deve essere esperito soltanto laddove si accerti, a seguito della procedura di screening, che le caratteristiche dell’opera esigano una puntuale e approfondita valutazione di tutti i possibili effetti negativi della stessa sull’ambiente. Alla luce delle recenti modifiche legislative (d.lgs. 4/2008 e d.lgs. 128/2010) il presente lavoro analizza la fase di screening, sottolineando le connessioni tra la stessa e la procedura di VIA ed offrendo agli operatori un’ampia casistica giurisprudenziale sulle problematiche tuttora irrisolte.
CAPITOLO I - INTRODUZIONE
1. La verifica di assoggettabilità o screening nella VIA
2. Piano dell’opera
CAPITOLO II - LE VALUTAZIONI AMBIENTALI
SEZIONE I - PRINCIPI E FINALITÀ
3. Definizioni
4. Il principio dello sviluppo sostenibile
5. I principi di prevenzione, precauzione e di integrazione
SEZIONE II - GLI INTERVENTI LEGISLATIVI IN MATERIA DI VALUTAZIONI AMBIENTALI
6. La direttiva 85/337/CE e le successive modificazioni e integrazioni
7. La disciplina introdotta dalla legge istitutiva del Ministero dell’ambiente
8. L’inadeguatezza della disciplina della VIA e l’introduzione della VAS: il
d.lgs. 152/2006
9. Le modifiche e le integrazioni contenute nel d.lgs. 4/2008 e nel d.lgs.
128/2010
CAPITOLO III - LA PROCEDURA DI SCREENING
SEZIONE III - CAMPO DI APPLICAZIONE
10. I progetti sottoposti alla procedura di screening: la valutazione “per
criteri e soglie” e la valutazione “caso per caso”
11. Il campo di applicazione della Parte II del d.lgs. 152/2006: progetti
sottoposti a VIA e progetti sottoposti alla procedura di screening
11.1. La tassatività degli elenchi di cui agli Allegati II, III e IV alla Parte
II del d.lgs. 152/2006
11.2. Il campo di applicazione della disciplina della VIA e dello screening per
progetti ricadenti in aree naturali protette
11.3. Le esclusioni dal campo di applicazione della disciplina della VIA
12. L’obbligo di VIA per le modifiche ed estensioni di impianti
13. L’obbligo di VIA per le attività secondarie o strumentali rispetto al
progetto principale: la prassi elusiva della suddivisione dei progetti in
“tranche” e il criterio del “cumulo dei progetti”
14. Progetti di competenza statale e di competenza regionale
SEZIONE IV - FASI OPERATIVE E MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
15. Premessa
16. La fase introduttiva: l’avvio del procedimento e la presentazione della
domanda
17. La fase istruttoria
17.1. La partecipazione del pubblico interessato
17.2. Le integrazioni documentali e i chiarimenti su richiesta dell’autorità
competente
17.3. Le integrazioni volontarie della documentazione
18. Consultazioni transfrontaliere
19. Il silenzio dell’amministrazione
20. La fase decisoria
21. L’obbligo di comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis della l.
241/1990
22. Il rapporto tra la procedura di screening e la VAS
23. I criteri utilizzati nella decisione
24. La motivazione
25. La fase dell’integrazione dell’efficacia: il regime di pubblicità del
provvedimento di verifica conclusivo della procedura di screening
26. L’impugnabilità del provvedimento di verifica conclusivo del procedimento di
screening
27. La legittimazione ad impugnare il provvedimento di verifica
28. La questione della discrezionalità e i limiti del sindacato del giudice
amministrativo
29. Il monitoraggio
30. Controlli e sanzioni
CAPITOLO IV - CONCLUSIONI
ALLEGATI
Direttiva del Consiglio n. 337 del 27 giugno 1985, 85/337/CEE
D.Lgs 152/2006 e s.m.i., Parte II
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
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