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Il vero maestro difende i suoi allievi contro la sua stessa influenza (Amos Bronson Alcott)
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FIGLI LEGITTIMI E FIGLI NATURALI
disciplina vigente e prospettive di riforma alla luce del d.d.l. n. 2805/2011
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Il d.d.l. n. 2805/2011 ha l’obiettivo di parificare lo status di figlio legittimo, nato da genitori legati dal vincolo del matrimonio e lo status di figlio naturale, nato da genitori non coniugati, abrogando tutte le disparità che ancora residuano all’interno della disciplina relativa alla filiazione e prevedendo un unico stato giuridico di figlio. |
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Con il d.d.l. n. 2805/2011 il legislatore ha operato nella prospettiva di adeguare l’ordinamento italiano ai principi sanciti a livello internazionale ed europeo in materia di filiazione. Inoltre il d.d.l. in esame mira ad adeguare la normativa al contenuto dell’art. 30 Costituzione che nell’affermare che i genitori hanno gli stessi diritti e doveri di istruzione, educazione e mantenimento dei figli, utilizza la distinzione tra “figli nati nel matrimonio” e “figli nati fuori del matrimonio”, senza alcun riferimento alla filiazione legittima e naturale. |
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Il d.d.l. n. 2805/2011 apporta rilevanti modifiche al codice civile, in particolare con riferimento alla riforma del titolo VII del libro I. Le principali modifiche riguardano l’abrogazione delle espressioni “figlio legittimo” e “figlio naturale” a favore di un unico stato giuridico di figlio; l’estensione del vincolo parentale anche tra i parenti del genitore che riconosce il figlio ed il figlio riconosciuto, a differenza dell’attuale normativa secondo la quale in questo caso sussiste solo un mero legame di sangue; l’introduzione di una nuova previsione relativa all’attribuzione sia del cognome materno che di quello paterno qualora il figlio venga riconosciuto da entrambi i genitori ma in momenti diversi. |
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Il d.d.l. n. 2805/2011 apporta rilevanti modifiche al codice di procedura civile, introducendo un nuovo capo I-bis al titolo II del libro IV, specificando l’attribuzione delle competenze al tribunale per i minorenni in materia di affidamento dei figli di genitori non coniugati e prevedendo una procedura ad hoc descritta nelle sue varie fasi di presentazione della domanda, di comparizione delle parti, del tentativo di conciliazione e dei provvedimenti, anche urgenti, che possono essere disposti dal giudice. |
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Nonostante l’ampia portata delle modifiche proposte dal d.d.l. n. 2805/2011, alcune questioni restano ancora irrisolte: il rapporto tra le competenze attribuite al tribunale ordinario e quelle attribuite al tribunale per i minorenni, a seconda che si tratti di figli nati da genitori coniugati o meno, tema strettamente correlato all’auspicata istituzione del tribunale della famiglia, che risolverebbe definitivamente la questione; l’accertamento della maternità, già automatico nel resto d’Europa, in Italia ancora non è previsto, dal momento che la madre non coniugata deve necessariamente riconoscere il proprio figlio. |
Il presente commento al d.d.l. n. 2805/2011 in materia di filiazione e di riconoscimento dei figli naturali ha l’obiettivo di analizzare le modifiche al codice civile ed al codice di procedura civile in concreto proposte dal legislatore per raggiungere la parificazione tra status di figli inquadrandole nel contesto internazionale e nella cornice delle norme costituzionali per comprendere, anche alla luce dell’interpretazione della giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione, la portata di questa riforma e per valutare se ed in che modo tutte le problematiche attualmente esistenti in materia di filiazione siano state conciliate dal legislatore all’interno di questo documento.
Il tema della parificazione dello status di figli ha importanti
ripercussioni sulla normativa dell’ordinamento italiano relativa al
diritto di famiglia; il nostro codice civile, infatti, ancora distingue
tra figli legittimi e figli naturali, distinzione che deriva dalla
stretta correlazione intercorrente tra la disciplina del matrimonio e
quella della filiazione.
Il legislatore attuale deve garantire il rispetto dei principi sanciti
dalla Carta costituzionale, ma nello stesso tempo deve adeguare la
normativa interna al dettato internazionale ed europeo, orientato alla
totale parificazione dello status di figli, senza che il tipo di
rapporto che lega i genitori possa influire sullo stato giuridico dei
figli.
Si tratta dunque di bilanciare interessi interni con interessi
sovranazionali, nell’ottica di adeguare la normativa ai mutamenti
sociali avvenuti nel tempo.
Il raggiungimento della parificazione dello status di figli, quindi,
non potrà dirsi completo se non con una riforma che investa tutto il
diritto di famiglia.
In particolare, tra le tematiche strettamente correlate allo stato
giuridico dei figli c’è l’attribuzione del cognome ai figli, questione
che determina una rivisitazione della normativa anche in tema di parità
tra uomo e donna all’interno della coppia; il diritto alla
bigenitorialità, che ha importanti conseguenze nel momento in cui si
tratti di stabilire l’affidamento del figlio in caso di separazione dei
genitori in relazione all’ulteriore profilo della necessità di
garantire un maggiore ascolto del minore ed un’attenzione maggiore alla
sua opinione concernente aspetti della sua personalità e della sua
crescita; la procedura di riconoscimento, secondo cui non è previsto il
riconoscimento materno automatico nel caso di figlio nato da genitori
non coniugati bensì solo conviventi.
L’elencazione potrebbe essere infinita, in quanto numerosi sono i
profili interessati da una riforma apparentemente volta alla sola
abrogazione di due aggettivi: legittimi e naturali.
Il presente commento al d.d.l. n. 2805/2011 in materia di filiazione e
di riconoscimento dei figli naturali ha quindi l’obiettivo di
analizzare le modifiche in concreto proposte dal legislatore per
raggiungere la parificazione tra status di figli inquadrandole nel
contesto internazionale e nella cornice delle norme costituzionali, per
comprendere la portata della riforma e per valutare se ed in che modo
tutte le problematiche sopra elencate siano state conciliate dal
legislatore all’interno di un unico documento.
Nel corso della trattazione saranno dunque approfondite tutte le
tematiche connesse alla parificazione dello status di figli, a partire
da quanto stabilito a livello internazionale fino al dettato della
normativa interna, con l’obiettivo di evidenziare le criticità
attualmente presenti nel nostro ordinamento e vagliare le ipotesi di
modifica e di risoluzione delle stesse, confrontando le varie
possibilità con quella in concreto adottata dal legislatore con il
d.d.l. n. 2805/2011.
Nell’evidenziare i punti critici e le innovazioni positive del d.d.l.
in esame, si terrà in dovuto conto l’interpretazione delle norme
attualmente vigenti proposta dalla più autorevole giurisprudenza della
Corte costituzionale e della Corte di Cassazione, con l’obiettivo di
offrire al lettore un interessante excursus relativo alla progressiva
evoluzione dell’interpretazione giurisprudenziale alla luce degli
importanti mutamenti sociali avvenuti dall’entrata in vigore della
Costituzione ad oggi.
Si tratta in conclusione di un tema di grande attualità, in quanto
coinvolge tutti i soggetti appartenenti alla rete familiare; secondo la
legge attualmente vigente, ad esempio, non vi è alcun vincolo di
parentela tra i figli naturali riconosciuti ed i parenti dei genitori
che lo hanno riconosciuto. Tutto ciò ha delle rilevanti conseguenze
anche sul piano ereditario, a dimostrazione dell’attualità
dell’argomento e della necessità di un adeguamento normativo. Il punto
critico fondamentale riguarda il dettato costituzionale che sancisce
che la famiglia è fondata sul matrimonio, principio che consente nel
nostro ordinamento una riforma, come quella presentata, che
abroghi gli aggettivi legittimi e naturali dal codice, ma che rende
tuttavia necessario il mantenimento della distinzione tra figli nati
nel matrimonio e figli nati fuori del matrimonio.
Per superare questo ostacolo sarebbe necessaria una riforma dell’intero
diritto di famiglia, con una separazione tra le norme relative al
matrimonio e quelle relative alla filiazione attualmente invece
compresenti e strettamente interconnesse tra loro nel codice civile.
In attesa di una riforma di più ampio respiro, quindi, si procede al
commento del d.d.l. n. 2805/2011, documento che al momento costituisce
il migliore punto di partenza verso la sempre più completa
parificazione dello status di figli, con l’auspicio che determini una
maggiore attenzione alle tematiche della famiglia e che apra la strada
ad una vera e propria riforma del diritto di famiglia, sia sotto il
profilo sostanziale sia sotto il profilo processuale.
PREFAZIONE
CAPITOLO I
INTRODUZIONE
1. Verso la parificazione tra figli legittimi e figli
naturali
2. Piano dell’opera
CAPITOLO II
IL CONTESTO INTERNAZIONALE ED EUROPEO
SEZIONE I
I PRINCIPALI DOCUMENTI ONU
1. Cenni generali sulla tutela dei diritti del minore
in qualità di figlio
2. La Convenzione dei diritti del fanciullo - 1989
3. La Convenzione sull’eliminazione delle forme di
discriminazione nei confronti della donna - 1979
SEZIONE II
I PRINCIPALI DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA
4. La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo - 1950
5. La Convenzione europea sullo status giuridico dei
minori nati al di fuori del matrimonio - 1978
6. Le Raccomandazioni n. 1271/1995 e n. 1362/1998
SEZIONE III
I PRINCIPALI DOCUMENTI UE
7. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
europea- 2009
8. La Risoluzione del Parlamento europeo del 16 Marzo
2000
9. Il regolamento di Bruxelles II-bis n. 2201/2003
CAPITOLO III
LA NORMATIVA INTERNA
SEZIONE I
IL DETTATO COSTITUZIONALE
1. La contestualizzazione dei principi costituzionali
all’interno del nostro ordinamento
2. Gli artt. 2, 3, 29 e 30 della Costituzione
3. La giurisprudenza più rilevante della Corte
costituzionale in materia di filiazione
SEZIONE II
L’EVOLUZIONE NORMATIVA: DALLA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA DEL 1975
ALLA LEGGE 54/2006
4. La riforma del diritto di famiglia del 1975
5. La legge n. 54/2006 in tema di affidamento
condiviso
SEZIONE III
I PRINCIPALI PROGETTI DI RIFORMA IN MATERIA DI FILIAZIONE
6. Quali innovazioni?
7. Il disegno di legge delega n. 2514/2007
8. Il disegno di legge delega n. 3915/2010
9. Il disegno di legge n. 2519/2009 (Mussolini)
10. I disegni di legge n. 3184/2010 (Bindi) e n.
3247/2010 (Palomba)
11. I disegni di legge n. 3516/2010 (Capano), n.
4007/2011 (Binetti) e n. 4054/2011 (Brugger)
CAPITOLO IV
IL D.D.L. N. 2805: VERSO LA PARIFICAZIONE DELLO STATUS DI FIGLI
SEZIONE I
LE MODIFICHE PROPOSTE AL CODICE CIVILE
1. Premessa
2. L’art. 1 del d.d.l. n. 2805: disposizioni in
materia di filiazione
3. L’art. 2 del d.d.l. n. 2805: delega al Governo per
la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione
SEZIONE II
LE MODIFICHE PROPOSTE AL CODICE DI PROCEDURA CIVILE
4. L’art. 3 del d.d.l. n. 2805: modifica al codice di
procedura civile in materia di procedimenti di affidamento dei figli di
genitori non coniugati
5. Gli artt. 4, 5 e 6 del d.d.l. n. 2805
6. Conclusioni
ALLEGATO
All. 1. Disegno di legge n. 2805/2011
Approvato dalla Camera dei Deputati il 30 giugno 2011
Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
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