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LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA E L’OMICIDIO STRADALE


editore: Exeo
collana: avanguardia giuridica
numero in collana: 32
curatore collana: Antoniol, Marco
isbn: 978-88-95578-65-1
sigla: MA32
categoria: E-BOOK
tipologia: studio applicato
genere: manuali
altezza: cm 24
larghezza: cm 17
funzioni permesse: modifica=SI - stampa=SI - copia incolla=SI
protezione: digital watermarking
disponibità: illimitata
destinatari: professionale accademico
soggetto: diritto
 
prezzo:
€ 15,00

leggi i seguenti brani : Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti in merito al tasso alcolemico
L'omicidio colposo art.186 e 186bis codice strada
Panoramica delle soluzioni adottate negli ordinamenti stranieri per qualificare le morti dovute agli incidenti stradali
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Tra le novità più importanti introdotte dalla legge 120 del 2010 si annovera sicuramente la depenalizzazione della guida con un tasso alcolemico intercorrente tra 0,5 e 0,8 g/l. Un’altra innovazione è rappresentata dalla previsione di talune tipologie di soggetti su cui grava un divieto assoluto di assumere sostanze alcoliche prima di porsi alla guida. Infine è stato previsto l’aumento del minimo edittale previsto per i reati di cui all’articolo 186,comma 2, lettera c) ed all’ articolo 186, comma 7.
Attualmente la guida in stato di ebbrezza è disciplinata attraverso la costruzione di un illecito amministrativo e di due reati contravvenzionali: il primo sanziona la guida con un tasso alcolemico intercorrente tra 0,5 e 0,8 g/l. La rilevanza penale scatta qualora si superi tale soglia: il reato di cui alla lettera b) incrimina la guida con un’ alcolemia non superiore ad 1,5 g/l, quello di cui alla lettera c) sanziona quella con un valore ancora superiore.
Secondo l’impostazione prevalente la confisca del veicolo ha natura penale poiché è applicata a seguito della commissione di un reato. Qualora si ritenga prevalente la funzione preventiva, questo istituto deve essere annoverato tra le misure di sicurezza. Al contrario qualora si ritenga prevalente la funzione punitiva, si qualifica la confisca come pena accessoria. Tale distinzione è fondamentale ai fini di una sua eventuale applicabilità retroattiva.
Questo istituto ha quale propria finalità quella di rendere i guidatori consapevoli che anche violazioni non gravi, se reiterate, possono pregiudicare la sorte della propria patente. Per questa ragione il trasgressore deve essere informato di ogni decurtazione dal capitale originario di 20 punti. L’istituto si applica alle norme che prevedono la sospensione della patente già alla prima violazione, a quelle che sanciscono tale sanzione accessoria alla seconda violazione ed infine a quelle che non prevedono mai la sospensione.
Ci sono due posizioni giurisprudenziali diverse per quanto attiene alla configurazione giuridica dei sinistri provocati da guidatori in stato di ebbrezza: un primo orientamento ritiene che tale fatto sussumibile entro l’articolo 589, comma 2° c.p. perché il guidatore non si è rappresentato la possibilità che l’evento si verificasse in concreto. Dunque agendo egli non ne ha accettato il rischio. Un secondo orientamento ritiene invece configurabile l’articolo 575 c.p. perché il soggetto si è rappresentato in concreto la possibilità che l’evento si realizzasse ma nonostante ciò ha agito assumendosene di conseguenza il rischio.

 
ABSTRACT :

L’opera analizza la disciplina prevista dal legislatore per il fenomeno della guida in stato di ebbrezza alla luce della riforma intervenuta con la legge 120 del 2010. Viene altresì riassunto il dibattito giurisprudenziale attinente alla materia dei sinistri stradali mortali provocati da guidatori in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze psicotrope o stupefacenti. Sono illustrate la tesi tradizionale che sussume tale fattispecie storica nella figura dell’omicidio colposo aggravato e quella innovativa che ritiene configurabile l’articolo 575 del codice penale a titolo di dolo eventuale.

DESCRIZIONE :

L’opera affronta il tema della guida in stato dopo le riforme apportate dalla legge 120 del 2010: il testo delinea la qualificazione giuridica del fatto illustrando non solo le sanzioni principali(penali o amministrative) ma anche quelle accessorie applicabili a tale condotta illecita. Inoltre verranno illustrate quelle norme che il legislatore del 2010 ha predisposto appositamente per talune tipologie di guidatori che costituiscono un pericolo particolarmente rilevante per i beni giuridici della sicurezza della circolazione stradale e dell’incolumità dei singoli utenti della strada. Questo rischio non ha un nesso eziologico unitario: infatti esso può essere cagionato dalla particolare inesperienza dei conducenti, dalla stazza del mezzo ovvero dalla natura del carico trasportato. Tali caratteristiche hanno, quale proprio elemento comune, la maggiore pericolosità insita nella circolazione di tali tipologie di guidatori o di mezzi. L’opera poi abbandona un piano di mero de iure condito per addivenire ad uno de iure condendo. Infatti una volta conclusa l’analisi delle disposizioni del diritto positivo vigente, il testo affronta le questioni affascinanti e complesse proprie di un diritto in divenire: sono illustrate le diverse posizioni giurisprudenziali in materia di incidenti mortali provocati da guidatori in stato di ebbrezza ovvero sotto l’effetto di sostanze psicotrope o stupefacenti. Vengono indicate sia la tradizionale sussunzione di tale fatto della vita sotto l’articolo 589,comma 2° c.p., sia quella più innovativa che lo qualifica come omicidio volontario a titolo di dolo eventuale. In definitiva si evidenzia il disagio degli interpreti che sono chiamati ad affrontare fenomeni propri della contemporaneità potendosi avvalere di strumenti giuridici propri di un’ “epoca giuridica ormai non più attuale. Questa è la ragione per cui vengono passate in rassegna le soluzioni adottate in altri ordinamenti giuridici e sono illustrati i progetti di legge che introdurrebbero anche nel nostro ordinamento la figura dell’omicidio stradale. L’opera è consigliata agli interpreti del diritto ossia a coloro che, a vari livelli, si trovano a dovere applicare quotidianamente le norme del codice della strada.ì


SOMMARIO :

CAPITOLO I
INTRODUZIONE
1. Prefazione
2. Piano dell’opera
CAPITOLO II
L’ARTICOLO 186 DEL CODICE DELLA STRADA
SEZIONE I
L’INQUADRAMENTO DELL’ARTICOLO 186
1. La quantità di alcol nel sangue quale discrimine tra sanzione amministrativa e sanzione penale
2. Le prescrizioni di carattere procedurale contenute nei commi 2-ter e 2-quater.
SEZIONE II
LA COMPONENTE AMMINISTRATIVA DELLA NORMA
3. La sanzione prevista per la guida in stato di ebbrezza con un valore alcolemico tra un minimo di 0,5 ad un massimo di 0,8 g/l
4. La sospensione della patente
5. La revoca della patente
6. La confisca del veicolo
7. La sanzione del fermo amministrativo del veicolo
8. La decurtazione dei punti dalla patente
SEZIONE III
LA COMPONENTE PENALE DELLA NORMA
9. Il reato contravvenzionale di cui al comma 2, lettera b) dell’articolo 186
10. Il reato contravvenzionale di cui al comma 2, lettera c), dell’articolo 186
11. Il reato contravvenzionale di cui al comma 7 dell’articolo 186
12. La guida in stato di ebbrezza di un mezzo a trazione animale ovvero di un velocipede
CAPITOLO III
L’ARTICOLO 186-BIS DEL CODICE DELLA STRADA
SEZIONE I
L’INQUADRAMENTO DELL’ARTICOLO 186-bis
1. Le categorie di soggetti ad “alcol zero”
2. Gli incrementi sanzionatori previsti dai commi 2, 3 e 6 dell’articolo 186-bis
SEZIONE II
LA COMPONENTE AMMINISTRATIVA DELLA NORMA
3. La sanzione prevista per coloro che pur appartenendo alle categorie“alcol zero” guidano con un tasso alcolemico non superiore a 0,5 g/l e l’aumento previsto in caso d’incidente stradale
4. Le ipotesi di revoca della patente per gli appartenenti alle categorie ad alcol zero e di confisca del veicolo
5. Le sanzioni “speciali” previste per i soggetti infradiciottenni
SEZIONE III
LA COMPONENTE PENALE DELLA NORMA
6. Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti in merito al tasso alcolemico posto in essere dagli appartenenti alle categorie ad alcol zero.
7. Le disposizioni di diritto penale, parte generale, contenute nella norma
CAPITOLO IV
L’OMICIDIO COLPOSO CAUSATO PER VIOLAZIONE DELLA REGOLA CAUTELARE DI CUI AGLI ARTICOLI 186 E 186-BIS DEL CODICE DELLA STRADA
SEZIONE I
PROBLEMI APPLICATIVI DELLA DISCIPLINA ATTUALE
1. La natura delle regole cautelari previste per la materia della circolazione stradale
2. L’inquadramento del fatto storico nell’articolo 589 del codice penale
3. L’inquadramento del fatto storico nell’articolo 575 del codice penale
4. Una panoramica delle soluzioni adottate negli ordinamenti stranieri per qualificare le morti dovute agli incidenti stradali
5. Alcuni progetti di legge che sono stati presentati nel nostro Paese per prevedere un’autonoma figura di reato
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA



 
AUTORE/I

Balsano, Ettore

laureato in giurisprudenza
 
 
 
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