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LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Principi e competenze alla luce del D.LGS N.205/2010


titolo: LA GESTIONE DEI RIFIUTI
sottotitolo: Principi e competenze alla luce del D.LGS N.205/2010
autore/i: Cecconi, Marco
materia: ambiente, paesaggio
data: Gennaio 2012
ebook in formato: pdf  
pagine: 190
 
prezzo:
€ 30,00 € 21,00


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    leggi i seguenti brani : -Gestione dei rifiuti: principi generali
    -Gestione dei rifiuti: le responsabilità
    -Gestione dei rifiuti: le competenze

    editore: Exeo
    collana: avanguardia giuridica
    numero in collana: 24
    curatore collana: Antoniol, Marco
    isbn: 978-88-95578-96-5
    sigla: MA24
    categoria: E-BOOK
    tipologia: studio applicato
    genere: manuali
    altezza: cm 24
    larghezza: cm 17
    funzioni permesse: modifica=SI - stampa=SI - copia incolla=SI
    protezione: digital watermarking
    disponibità: illimitata
    destinatari: professionale accademico
    soggetto: diritto
    consigliato da :    
     
    prezzo:
    € 30,00 € 21,00

    leggi i seguenti brani : Gestione dei rifiuti: principi generali
    Gestione dei rifiuti: le responsabilità
    Gestione dei rifiuti: le competenze
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    L’ingresso nell’ordinamento italiano del principio di derivazione europea “chi inquina paga” ha imposto una più attenta e rigida classificazione dei rifiuti. L’impianto classificatorio proposto dal nuovo art. 184 cod. amb. e che prevede una prima generale ripartizione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali a cui si aggiunge e, in parte, si sovrappone un’ulteriore ripartizione, quella tra rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi, ricalca quello proposto dal “decreto Ronchi” ma molteplici sono state le modifihe all’interno delle singole categorie. Di particolare rilevo sono le modifiche apportate alla nozione di sottoprodotto, speculare a quello di rifiuto e la cui definizione è stata riformulata in senso espansivo rispetto a quella precedente.
    Affinchè la gestione dei rifiuti rispetti la migliore opzione ambientale il nuovo art. 179 cod. amb. propone un ordine di gerarchia che deve essere seguito in modo tassativo. L’intero iter di gestione dei rifiuti deve orientarsi al rispetto di determinati criteri e principi affinchè la sostenibilità e la salute collettiva siano perseguite nelle sinergie che nascono tra gli enti preposti. Quest’ultimi sono chiamati all’elaborazione di una strategia che persegua l’efficienza dei risultati ed un impatto ambientale tollerabile. Attraverso questa nuova normazione legislativa si persegue uno scopo tanto nuovo quanto determinante: ridurre lo smaltimento ad un’operazione residuale e dl tutto marginale.
    Il SISTRI è uno strumento nato su iniziativa del ministero dell’ambiente che ha lo scopo di controllare più puntualmente possibile il tragitto e la destinazione finale di alcune tipologie di rifiuti, quelle c.d. “a rischio”. La responsabilità del produttore iniziale dei rifiuti o di altro detentore persiste durante “l’intera catena di trattamento” e l’incisività dei controlli da parte delle autorità preposte è aumentata dalla facoltà loro attribuita di richiedere in ogni momento sia il registro cronologico che le schede di movimentazione del sistema SISTRI che, seppur di recentissima introduzione, ha avuto una storia travagliata poiché è stato dapprima abolito e poi reintrodotto nell’ordinamento.
    L’ultimo correttivo normativo al cod. amb. pone ambiziosi obiettivi in tema di raccolta differenziata al fine di limitare la quantità e la pericolosità di rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato preservando così l’ambiente e la salute umana. Il comune è l’ente territoriale cui la legge demanda il raggiungimento di determinate percentuali di raccolta differenzita all’interno di un trend costantemente crescente; nel caso in cui lo stesso si renda conto di non poter adempiere a tale onere in base ad una valutazione di tipo tecnico, ambientale ed economico dovrà attivare apposita procedura derogatoria presso il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
    Il regime autorizzativo ha subito un profondo e radicale cambiamento con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 205 del 2010. Originariamente vi erano 4 diverse tipologie di autorizzazione ma poi, con l’abrogazione dell’art. 210 cod. amb. riguardante la concessione di autorizzazioni in ipotesi particolari, rimangono disciplinate dalla parte quarta del cod. amb. le procedure per il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, quelle per il rinnovo delle autorizzazioni alle imprese in possesso di certificazione ambientale nonché quelle a proposito degli impianti di ricerca e sperimentazione.

     
    ABSTRACT :

    L'opera ha la scopo di fornire una panoramica sulle novità, riguardanti la gestione dei rifiuti, introdotte nel cod. amb. tramite il d. lgs. 3 dicembre 2010, n. 205. La nuova disciplina richiama all’impegno, alla collaborazione nonché al confronto i diversi livelli delle istituzioni affinché possano essere raggiunti quegli obiettivi di civiltà e di buona amministrazione cui mirano le numerose direttive comunitarie, intervenute negli ultimi anni.

    DESCRIZIONE :

    L’opera si prefigge l’obiettivo di fornire una panoramica sulle novità più interessanti introdotte nel cod. amb. tramite il d. lgs. 3 dicembre 2010, n. 205. Le numerose novità definitorie fanno da cornice all’ingresso nel nostro ordinamento di principi “privatistici” cui deve conformarsi la gestione dei rifiuti, allo sviluppo del sistema di tracciabilità dei rifiuti, all’adozione di attività di recupero e riutilizzo di rifiuti più efficienti e sostenibili nonché alla costruzione di un regime autorizzativo più snello. La nuova disciplina richiama all’impegno, alla collaborazione nonché al confronto i diversi livelli delle istituzioni affinchè possano essere raggiunti quegli obiettivi di civiltà e di buona amministrazione cui le numerose direttive comunitarie, intervenute negli ultimi anni, mirano.


    SOMMARIO :

    CAPITOLO I - INTRODUZIONE
    1. Struttura dell’opera
    2. Obiettivi e finalità
    CAPITOLO II - LA GESTIONE DEI RIFIUTI
    SEZIONE I - PRINCIPI GENERALI
    1. Premessa
    2. Parametri costituzionali di riferimento
    3. Il rifiuto: nozione e classificazione
    3.1 Da rifiuto a sottoprodotto
    3.2 Cessazione della qualifica di rifiuto
    3.3 Esclusioni
    3.4 Terre e rocce da scavo
    4. Principi di gestione
    5. Criteri di priorità
    5.1 Prevenzione della produzione di rifiuti
    5.2 Riutilizzo di prodotti e preparazione per il riutilizzo dei rifiuti
    5.3 Riciclaggio e recupero dei rifiuti
    5.4 Smaltimento dei rifiuti
    SEZIONE II - LE RESPONSABILITÀ
    6. Autosufficienza e prossimità
    7. Il produttore e la sua responsabilità estesa
    8. Il SISTRI: costituzione e vicende evolutive
    8.1 Il SISTRI: le responsabilità dei soggetti coinvolti
    9. Il catasto dei rifiuti
    10. I registri di carico e scarico
    11. Situazioni straordinarie: stato di necessità e poteri sostitutivi
    12. Divieto di abbandono
    13. Il trasporto dei rifiuti
    14. Spedizioni transfrontaliere dei rifiuti
    SEZIONE III - LE COMPETENZE
    15. Le competenze dello Stato
    15.1 Segue: le novità più rilevanti recentemente introdotte
    16. Le principali competenze delle Regioni
    17. Le competenze delle Province
    18. Le competenze dei Comuni
    CAPITOLO III - ASSETTI ORGANIZZATIVI
    SEZIONE I - SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI
    1. I piani regionali
    2. Gli ambiti territoriali ottimali (ATO)
    3. Misure per incrementare la raccolta differenziata
    4. Accordi, contratti di programma ed incentivi
    5. L’osservatorio nazionale sui rifiuti
    6. Premessa
    7. I nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti
    7.1 I contenuti dell’autorizzazione unica
    8. Il possesso della certificazione ambientale
    9. Gli impianti di ricerca e sperimentazione
    10. L’iscrizione all’Albo
    10.1 Regolamentazione interna e modalità attuative
    10.2 Gli eventi interruttivi dell’iscrizione
    11. Autorizzazioni integrate ambientali
    SEZIONE III - LE PROCEDURE SEMPLIFICATE
    12. L’ammissione alle procedure
    12.1 L’autosmaltimento
    12.2 Le operazioni di recupero
    12.3 Gli oli usati
    13. Il ruolo della Commissione europea
    CONCLUSIONI
    ALLEGATO - D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 - NORME IN MATERIA AMBIENTALE - PARTE QUARTA - NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI
    Nota: Si riporta di seguito il comma 184 dell'art. 1 della Finanziaria 2007, come modificato, da ultimo, dal d.l. n. 208/2008:
    BIBLIOGRAFIA
    SITOGRAFIA



     
    AUTORE/I

    Cecconi, Marco

    laureato in giurisprudenza
     
     
     
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