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L'uomo è per natura gregario. Ricerca più o meno consapevolmente la vicinanza non già del suo prossimo generico, ma solo di chi condivide le sue convinzioni più profonde (o la sua mancanza di tali convinzioni). (Primo Levi)
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LA GESTIONE DEI RIFIUTI
Principi e competenze alla luce del D.LGS N.205/2010
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L’ingresso nell’ordinamento italiano del principio di derivazione europea “chi inquina paga” ha imposto una più attenta e rigida classificazione dei rifiuti. L’impianto classificatorio proposto dal nuovo art. 184 cod. amb. e che prevede una prima generale ripartizione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali a cui si aggiunge e, in parte, si sovrappone un’ulteriore ripartizione, quella tra rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi, ricalca quello proposto dal “decreto Ronchi” ma molteplici sono state le modifihe all’interno delle singole categorie. Di particolare rilevo sono le modifiche apportate alla nozione di sottoprodotto, speculare a quello di rifiuto e la cui definizione è stata riformulata in senso espansivo rispetto a quella precedente.
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Affinchè la gestione dei rifiuti rispetti la migliore opzione ambientale il nuovo art. 179 cod. amb. propone un ordine di gerarchia che deve essere seguito in modo tassativo. L’intero iter di gestione dei rifiuti deve orientarsi al rispetto di determinati criteri e principi affinchè la sostenibilità e la salute collettiva siano perseguite nelle sinergie che nascono tra gli enti preposti. Quest’ultimi sono chiamati all’elaborazione di una strategia che persegua l’efficienza dei risultati ed un impatto ambientale tollerabile. Attraverso questa nuova normazione legislativa si persegue uno scopo tanto nuovo quanto determinante: ridurre lo smaltimento ad un’operazione residuale e dl tutto marginale.
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Il SISTRI è uno strumento nato su iniziativa del ministero dell’ambiente che ha lo scopo di controllare più puntualmente possibile il tragitto e la destinazione finale di alcune tipologie di rifiuti, quelle c.d. “a rischio”. La responsabilità del produttore iniziale dei rifiuti o di altro detentore persiste durante “l’intera catena di trattamento” e l’incisività dei controlli da parte delle autorità preposte è aumentata dalla facoltà loro attribuita di richiedere in ogni momento sia il registro cronologico che le schede di movimentazione del sistema SISTRI che, seppur di recentissima introduzione, ha avuto una storia travagliata poiché è stato dapprima abolito e poi reintrodotto nell’ordinamento.
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L’ultimo correttivo normativo al cod. amb. pone ambiziosi obiettivi in tema di raccolta differenziata al fine di limitare la quantità e la pericolosità di rifiuti da avviare allo smaltimento indifferenziato preservando così l’ambiente e la salute umana. Il comune è l’ente territoriale cui la legge demanda il raggiungimento di determinate percentuali di raccolta differenzita all’interno di un trend costantemente crescente; nel caso in cui lo stesso si renda conto di non poter adempiere a tale onere in base ad una valutazione di tipo tecnico, ambientale ed economico dovrà attivare apposita procedura derogatoria presso il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
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Il regime autorizzativo ha subito un profondo e radicale cambiamento con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 205 del 2010. Originariamente vi erano 4 diverse tipologie di autorizzazione ma poi, con l’abrogazione dell’art. 210 cod. amb. riguardante la concessione di autorizzazioni in ipotesi particolari, rimangono disciplinate dalla parte quarta del cod. amb. le procedure per il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, quelle per il rinnovo delle autorizzazioni alle imprese in possesso di certificazione ambientale nonché quelle a proposito degli impianti di ricerca e sperimentazione.
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L'opera ha la scopo di fornire una panoramica sulle novità, riguardanti la gestione dei rifiuti, introdotte nel cod. amb. tramite il d. lgs. 3 dicembre 2010, n. 205. La nuova disciplina richiama all’impegno, alla collaborazione nonché al confronto i diversi livelli delle istituzioni affinché possano essere raggiunti quegli obiettivi di civiltà e di buona amministrazione cui mirano le numerose direttive comunitarie, intervenute negli ultimi anni.
L’opera si prefigge l’obiettivo di fornire una panoramica sulle novità più interessanti introdotte nel cod. amb. tramite il d. lgs. 3 dicembre 2010, n. 205. Le numerose novità definitorie fanno da cornice all’ingresso nel nostro ordinamento di principi “privatistici” cui deve conformarsi la gestione dei rifiuti, allo sviluppo del sistema di tracciabilità dei rifiuti, all’adozione di attività di recupero e riutilizzo di rifiuti più efficienti e sostenibili nonché alla costruzione di un regime autorizzativo più snello. La nuova disciplina richiama all’impegno, alla collaborazione nonché al confronto i diversi livelli delle istituzioni affinchè possano essere raggiunti quegli obiettivi di civiltà e di buona amministrazione cui le numerose direttive comunitarie, intervenute negli ultimi anni, mirano.
CAPITOLO I - INTRODUZIONE
1. Struttura dell’opera
2. Obiettivi e finalità
CAPITOLO II - LA GESTIONE DEI RIFIUTI
SEZIONE I - PRINCIPI GENERALI
1. Premessa
2. Parametri costituzionali di riferimento
3. Il rifiuto: nozione e classificazione
3.1 Da rifiuto a sottoprodotto
3.2 Cessazione della qualifica di rifiuto
3.3 Esclusioni
3.4 Terre e rocce da scavo
4. Principi di gestione
5. Criteri di priorità
5.1 Prevenzione della produzione di rifiuti
5.2 Riutilizzo di prodotti e preparazione per il riutilizzo dei rifiuti
5.3 Riciclaggio e recupero dei rifiuti
5.4 Smaltimento dei rifiuti
SEZIONE II - LE RESPONSABILITÀ
6. Autosufficienza e prossimità
7. Il produttore e la sua responsabilità estesa
8. Il SISTRI: costituzione e vicende evolutive
8.1 Il SISTRI: le responsabilità dei soggetti coinvolti
9. Il catasto dei rifiuti
10. I registri di carico e scarico
11. Situazioni straordinarie: stato di necessità e poteri sostitutivi
12. Divieto di abbandono
13. Il trasporto dei rifiuti
14. Spedizioni transfrontaliere dei rifiuti
SEZIONE III - LE COMPETENZE
15. Le competenze dello Stato
15.1 Segue: le novità più rilevanti recentemente introdotte
16. Le principali competenze delle Regioni
17. Le competenze delle Province
18. Le competenze dei Comuni
CAPITOLO III - ASSETTI ORGANIZZATIVI
SEZIONE I - SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI
1. I piani regionali
2. Gli ambiti territoriali ottimali (ATO)
3. Misure per incrementare la raccolta differenziata
4. Accordi, contratti di programma ed incentivi
5. L’osservatorio nazionale sui rifiuti
6. Premessa
7. I nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti
7.1 I contenuti dell’autorizzazione unica
8. Il possesso della certificazione ambientale
9. Gli impianti di ricerca e sperimentazione
10. L’iscrizione all’Albo
10.1 Regolamentazione interna e modalità attuative
10.2 Gli eventi interruttivi dell’iscrizione
11. Autorizzazioni integrate ambientali
SEZIONE III - LE PROCEDURE SEMPLIFICATE
12. L’ammissione alle procedure
12.1 L’autosmaltimento
12.2 Le operazioni di recupero
12.3 Gli oli usati
13. Il ruolo della Commissione europea
CONCLUSIONI
ALLEGATO - D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 - NORME IN MATERIA AMBIENTALE - PARTE
QUARTA - NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI
INQUINATI
Nota: Si riporta di seguito il comma 184 dell'art. 1 della Finanziaria 2007,
come modificato, da ultimo, dal d.l. n. 208/2008:
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
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