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I BENI SEQUESTRATI ALLA MAFIA

I BENI SEQUESTRATI ALLA MAFIA


editore: Exeo
collana: beni pubblici
numero in collana: 1
isbn: 978-88-97916-53-6
sigla: FCL01
categoria: MONOGRAFIE
tipologia: studio applicato
genere: manuali
altezza: cm 24
larghezza: cm 17
funzioni permesse: stampa=SI - copia incolla=SI
protezione: digital watermarking
disponibità: illimitata
destinatari: professionale accademico
soggetto: diritto
consigliato da :   
 
prezzo:
€ 25,00

leggi i seguenti brani : La natura giuridica del sequestro di prevenzione
Presupposti per l’applicazione delle misure preventive patrimoniali
Il procedimento applicativo del sequestro preventivo e la sua autonomia rispetto a quello penale
 GUARDA LA COPERTINA ANTERIORE      

La prima slide contiene un primo riferimento alla necessità di intervenire prontamente nella lotta alla mafia: attendere, infatti, i tempi necessariamente lunghi del tipico processo penale comporterebbe la successiva impossibilità di agire in concreto avverso le associazioni di stampo mafioso. Queste ultime, potendo contare su immense disponibilità economiche e materiali, riescono a portare a termine le proprie attività illecite inserendosi, in tempi relativamente rapidi, in più settori; pertanto, le istituzioni preposte necessitano di strumenti altrettanto rapidi come quelli di cui al procedimento di prevenzione: sequestro e confisca.
La seconda slide si incentra sul disposto normativo di cui all’art. 20 del D. lgs n. 159/11, recante la disciplina del sequestro di prevenzione: l’Autorità giudicante interverrà in tal senso laddove risulti una sproporzione tra il reddito dichiarato e quanto effettivamente nelle disponibilità del proposto. Novità principale rispetto al passato è quella in virtù della quale per l’applicazione della misura reale del sequestro non si richiede più la preventiva applicazione di una misura personale legata alla pericolosità del proposto.
La terza slide contiene la disciplina della misura reale successiva al sequestro, vale a dire la confisca di prevenzione di cui all’art. 24 del D. lgs n. 159/11. A seguito del sequestro, laddove il proposto non riesca a dimostrare la legittima provenienza dei beni ad esso sottratti dall’Autorità, questi usciranno definitivamente dalla sua sfera giuridica con la sottoposizione al provvedimento di confisca. Gli stessi beni saranno, quindi, soggetti alla gestione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati che provvederà ad individuare la migliore nuova destinazione per loro.
La quarta slide si basa sulla figura del Commissario straordinario per la gestione dei beni sequestrati e confiscati. Il moltiplicarsi dei procedimenti di prevenzione stava creando una situazione di estrema confusione; si rendeva, pertanto, indispensabile creare una figura in grado di gestire o, quantomeno, avere una visione d’insieme del contesto nazionale. Nasce, quindi, tramite D.P.R.. del 06.11.2007, la figura del Commissario straordinario.
La quinta slide è, invece, dedicata alla figura dell’Agenzia Nazionale, istituita mediante D.L. n. 4/2010 poi convertito nella l. n. 50/2010. Tale organismo andò a sostituire in pianta stabile la precedente figura commissariale, dedicandosi, sostanzialmente, alla realizzazione delle medesime attività. Il lavoro svolto dall’Agenzia è oggetto di specifiche relazioni annuali, pubblicate sul sito istituzionale www.anbsc.it.
La sesta ed ultima slide contiene, infine, alcune considerazioni legate alla formulazione del codice antimafia. Dottrina e giurisprudenza erano, infatti, concordi nel sostenere l’emanazione di un codice sia in grado di raccordare le diverse discipline dei settori legati all’antimafia, sia di innovare laddove necessario. Al contrario, il D. lgs n. 159/11 è stato da più parti accusato di essersi limitato a ricomprendere al suo interno le disposizioni normative già in vigore, senza quindi eliminare le ovvie incompatibilità venutesi a creare. Si auspica, pertanto, una riforma in tal senso.
Il testo si propone di esemplificare la disciplina vigente in ordine ai beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Tali associazioni, potendo infatti contare su un immenso potere economico, oltretutto diversificato dato il loro interesse in una pluralità di settori, perseguono il principale obiettivo di reimpiegare il frutto delle loro attività criminali in circuiti leciti, così da sfuggire ai controlli delle Autorità preposte a ciò. Si parte, quindi, dal primo capitolo, con un’analisi dell’istituto del sequestro preventivo, per poi proseguire, nel secondo, con lo studio della relativa confisca; infine, si chiude con l’ultima parte dedicata all’analisi dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia e della precedente figura commissariale, organi entrambi istituiti proprio per meglio coordinare gli innumerevoli procedimenti di prevenzione avviati sull’intero territorio nazionale.

L’opera «I beni sequestrati alla mafia», ricompresa nella collana «Beni pubblici», si suddivide in tre diversi capitoli dedicati, nell’ordine, al sequestro preventivo, alla successiva confisca e, infine, alle istituzioni responsabili della gestione e amministrazione unitaria dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: il Commissario straordinario prima e l’Agenzia Nazionale poi.

Gli istituti sopra menzionati sono parte del procedimento di prevenzione, strumento quest’ultimo volto, nello specifico, alla lotta della criminalità di stampo mafioso. Il tradizionale iter procedimentale, difatti, non riusciva a garantire un’ immediata e pronta attività di contrasto a Cosa Nostra, a maggior ragione a seguito della metamorfosi voluta da Bernardo Provenzano dopo le stragi del ’92, quando la mafia ha ormai assunto sempre più i caratteri di una vera e propria «holding finanziaria». Si rendeva, quindi, indispensabile individuare dei mezzi attraverso i quali colpire l’ingente potere economico della criminalità organizzata, al fine di evitare che questa reinserisse il denaro «sporco» ottenuto dall’espletamento delle proprie attività illecite all’interno di circuiti, al contrario, leciti.

Tuttavia, nonostante ciò, durissime critiche sono piovute da dottrina e giurisprudenza, in quanto l’applicazione di sequestro e  confisca di prevenzione ha dei presupposti indubbiamente meno restrittivi e tassativi rispetto al processo penale.

Le critiche non sono, però, terminate qui: le misure reali sopra citate sono state, infatti, incluse all’interno del codice antimafia, D lgs n. 159/11, strumento ritenuto dai più inidoneo a causa del suo carattere principalmente ricognitivo rispetto alla normativa già in vigore al momento della sua emanazione. Si rimprovera, pertanto, al codice il non aver inserito disposizioni di coordinamento tra i vari settori, limitandosi invece alla mera trasposizione di dettati positivi già in vigore.

Il testo «I beni sequestrati alla mafia», dopo un’analisi della normativa oggi in vigore, compie, quindi, una panoramica del settore come sopra descritta, tentando di analizzare altresì le varie opinioni dottrinali e giurisprudenziali sul punto.

CAPITOLO I
IL SEQUESTRO
1.    Introduzione: la natura giuridica del sequestro di prevenzione
2.    Presupposti indispensabili per l’applicazione delle misure preventive patrimoniali
3.    Il procedimento applicativo del sequestro preventivo e la sua autonomia rispetto a quello penale
CAPITOLO SECONDO
LA CONFISCA
1. La natura giuridica della confisca di prevenzione: il duplice carattere preventivo e sanzionatorio
2. Il procedimento applicativo  della confisca di prevenzione
3 .Cenni sulla confisca prevista nel codice penale
CAPITOLO TERZO
L’ORGANIZZAZIONE SISTEMATICA DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE IN MATERIA DI MISURE REALI DI PREVENZIONE ANTIMAFIA
1.D.P.R. 06.11.2007: l’istituzione del commissario straordinario del governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad      organizzazioni criminali
2. 2010: nascita dell’agenzia nazionale per la gestione dei beni      sequestrati e confiscati
3.    Prospettive di riforma
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA